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Dermatologo Dott. Del Sorbo

Shampoo a secco

a cura del Dermatologo Dott. Del Sorbo
SALERNO - SCAFATI
COME AGISCONO GLI SHAMPOO A SECCO
La detersione senza acqua dei moderni shampoo a secco è possibile grazie alla presenza in questi prodotti di sostanze lipofile naturali, in grado di formare un’emulsione con le impurità presenti sul fusto dei capelli e di rimuoverle in maniera quasi istantanea. La necessità di detergere i capelli rapidamente e senza risciacquo non è però una trovata moderna. La tecnica dello shampoo a secco risale infatti a molti secoli fa, quando Trotula De Ruggiero, dottoressa della prestigiosa Scuola Medica Salernitana, dedica un intero capitolo del suo trattato di medicina De Ornatu Mulierum, all’arte di fare belli i capelli. Trotula preparava i suoi shampoo water free, ricorrendo a sostanze naturali come cenere di vite, orzo, legno di liquirizia, rose essiccate e noce moscata. Esisteva a quei tempi il mestiere di cenerario, che raccoglieva le ceneri dei camini per la produzione di shampoo e saponi con e senza risciacquo. Questa tradizione si è tramandata fino alle nostre nonne, che per i lavaggi di emergenza, spolveravano i capelli con rimedi casalinghi ad alto potere adsorbente (es. polvere di talco, argilla, amido di riso, amido di mais, etc). Uno degli svantaggi di questi metodi artigianali era che lasciavano il capello pulito ma opaco, problema in parte risolvibile con l’applicazione successiva di limone o aceto di mele. Gli shampoo a secco attualmente presenti in commercio, sono molto più pratici e gradevoli, ma non sempre contengono solo sostanze naturali. Essi si basano sullo stesso principio dei rimedi della nonna, rimuovendo grasso e altre impurità dal fusto pilifero, con sostanze sintetiche o naturali (es. polvere di seta, polvere di soia, amido di patate, olio di jojoba, argilla bianca, argilla rossa, tapioca, proteine del grano, silice, etc).

LO SHAMPOO A SECCO VA SOLITAMENTE NEBULIZZATO A UNA DISTANZA DI 30 CENTIMETRI

L’uso sempre più frequente degli shampoo a secco soprattutto nella popolazione femminile è dovuto all’estrema rapidità del trattamento e al vantaggio di non dover necessariamente asciugare i capelli. Una volta agitato il prodotto prima dell’uso, esso viene nebulizzato in maniera omogenea da una distanza di circa 30 cm, lasciato in posa per qualche minuto e strofinato con un panno morbido, sul quale rimarranno tutte le impurità. L’eccesso di prodotto viene allontanato con la spazzola o con il phon. I moderni shampoo secchi, offrono un risultato rapido e più che accettabile, ma la pulizia si limita quasi sempre al solo al fusto pilifero e non al cuoio capelluto, per il quale si consiglia ancora la detersione tradizionale con acqua. Questo spiega perché i capelli grassi lavati con shampoo a secco, si sporcano prima, rispetto a quelli detersi con uno shampoo tradizionale.

SHAMPOO A SECCO: ISTRUZIONI PER L’USO

Come la maggior parte dei dermocosmetici in commercio, gli shampoo a secco sono prodotti abbastanza sicuri e restituiscono in pochi minuti pulizia, luminosità, volume e leggerezza ai capelli, senza doverli bagnare. Ovviamente nelle persone con problemi dermatologici al cuoio capelluto (es. forfora, prurito, dermatite seborroica, psoriasi, sebopsoriasi, eczema da contatto, pitiriasi, tricodinia, etc) può essere utile parlarne prima con il proprio dermatologo, per farsi consigliare i prodotti più adatti ai propri capelli. In questi casi è importante interpretare con il proprio dermatologo, le sostanze chimiche riportate sull’etichetta. Alcune di esse, impiegate per conservare il prodotto (es. parabeni) o per renderlo più gradevole (es. brillantanti, schiarenti, essenze profumate, etc) possono negli individui predisposti, scatenare una reazione eczematosa, caratterizzata da prurito, rossore o desquamazione (tipo forfora) al cuoio capelluto. In linea di massima è preferibile utilizzare shampoo a secco che non contengono sostanze irritanti come alcool, talco o mentolo e preferire quelli che riportano la dicitura NO GAS, non nocivi per l’ambiente. Ci sono poi shampoo a secco speciali che sfruttano l’azione nutriente e seboregolatrice naturale di calendula, ortica, malva e rosmarino e altri che per ottenere un’azione simile utilizzano sostanze di sintesi potenzialmente irritanti. Additivi come glicole propilenico, cocamidopropilbetaina e parabenzeni, possono talora causare dermatite. In alcuni soggetti predisposti, persino prodotti naturali come lanolina, canfora, geraniolo, eugenolo e limonene, possono qualche volta scatenare un eczema allergico da contatto. Esistono per queste persone, shampoo speciali privi di nichel, conservanti e profumi. In caso di sospetta reazione allergica, è preferibile portare al proprio dermatologo lo shampoo utilizzato e la composizione riportata sull’etichetta, in modo da poter risalire mediante un eventuale patch test, alle possibili sostanze incriminate, ai fini di prevenire future reazioni avverse, con prodotti simili. Quando si acquista un nuovo shampoo, si può testare una piccola quantità del prodotto applicandola ai polsi e lasciandola in sede per almeno 48 ore. In caso di rossore comunicarlo al proprio dermatologo, per un consiglio personalizzato ed evitare possibili rischi.

lo shampoo a secco può talora rappresentare un'alternativa agli shampoo tradizionali

SHAMPOO A SECCO O TRADIZIONALE?

Fino a qualche decennio fa, la scarsa gradevolezza ed efficacia dei prodotti commerciali a secco, ne limitava l’uso ai pigri, agli allettati e agli animali da compagnia. Oggi molti di questi sistemi fast, sono dei veri e propri cosmeceutici e rappresentano una valida alternativa allo shampoo tradizionale, pur presentando qualche svantaggio, come il costo elevato e la scarsa detersione del cuoio capelluto. Nonostante le nuove formulazioni sempre più gradevoli e innovative, io le ritengo un po’ come gli smacchiatori a secco per i tessuti, utilissimi nelle situazioni di emergenza, ma meno efficaci rispetto al lavaggio tradizionale. Gli shampoo tradizionali, consentono infatti un lavaggio in profondità sia dei capelli che del cuoio capelluto, con una durata maggiore della sensazione di pulito, una scelta molto più ampia e un costo accettabile rispetto ai water free. Nei casi particolari, esistono degli shampoo dermatologici speciali, da adattare al paziente con problematiche specifiche del cuoio capelluto, che offrono una buona detersione, pur rispettando la patologia di base. Lo shampoo a secco rappresenta pertanto uno strumento indispensabile nel proprio beauty case, in tutte quelle situazioni in cui non è possibile effettuare uno shampoo con acqua, unico modo al momento per una detersione completa e accurata del cuoio capelluto. Nei pazienti con problemi di iperreattività cutanea all’acqua (es. prurito acquagenico, orticaria acquagenica, acquadinia, etc), lo shampoo a secco può tranquillamente sostituire quello tradizionale, in attesa di una terapia dermatologica mirata al trattamento del problema di base.