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Dermatologo Dott. Del Sorbo

Notalgia parestesica

a cura del Dermatologo Dott. Del Sorbo
SALERNO - SCAFATI
La notalgia parestesica o paresthetica
La notalgia parestesica si presenta con intenso prurito sottoscapolare o interscapolare, localizzato in un’area più o meno circoscritta del dorso di dimensioni comprese tra 4 e 10 cm, accompagnata talora da dolore urente, parestesie e iperpigmentazione cutanea da grattamento cronico. La sintomatologia della notalgia parestesica può essere riassunta con le 4 P (Posterior Pigmented Pruritic Patch). Nel lichen simplex (neurodermite circoscritta di Brocq) vi è una sintomatologia molto simile, ma non vi si associa parestesia.

Prurito alla scapola e notalgia parestesica

La notalgia parestesica è più comune negli adulti, con una lieve prevalenza nel sesso femminile. Essa fu descritta nel 1934 dal neurologo armeno Michael Astvatsaturov, come notalgia par-esthefica, neuropatia dei rami posteriori dei nervi spinali dei dermatomeri compresi tra T2 e T6. Nel 1967, il fisiatra francese Robert Maigne descrisse il dolore interscapolare di origine cervicale. Importanti studi sulla notalgia parestesica furono condotti nel 1978 dai neurologi americani Bernard Pleet e Wayne Massey. In alcuni casi la notalgia parestesica si può associare ad artrosi della colonna vertebrale, ernia discale o compressione dei nervi spinali. Alla biopsia, emerge una cute normale o al massimo un quadro infiammatorio aspecifico da semplice grattamento cronico. Nelle aree iperpigmentate, si riscontra invece la presenza di melanofagi e sostanza amilolide nel derma papillare. Sono stati riportati rari casi di associazione tra notalgia parestesica e sindrome MEN2 (multiple endocrine neoplasia). Come la notalgia, anche la meralgia parestesica (malattia di Roth) rientra tra le cosiddette sindromi da intrappolamento nervoso (in questo caso la neuropatia riguarda il nervo cutaneo femorale laterale) e si presenta con parestesie localizzate alla cute degli arti inferiori. Possono presentare parestesie anche altre neuropatie periferiche, come la cosiddetta sindrome del tunnel carpale (nervo mediano), la sindrome da incarceramento dello sciatico popliteo esterno (nervo sciatico popliteo esterno), la sindrome del tunnel tarsale anteriore (nervo peroniero profondo), la sindrome del tunnel tarsale mediale (nervo tibiale posteriore), la metatarsalgia di Civinini Morton (nervo interdigitale plantare), la sindrome ACNES (sindrome da intrappolamento dei nervi cutanei addominali o Abdominal Cutaneous Nerve Entrapment Syndrome) e alcune neuropatie del nervo pudendo (es. vulvodinia, perineodinia, scrotodinia, penodinia, anodinia, etc). In presenza di una notalgia parestesica può essere opportuno un inquadramento multidisciplinare (es. dermatologo, neurologo, etc) per ricercare tutte le possibili cause (es. radicolopatie della colonna cervicale, etc).

la foto mostra le principali aree di localizzazione della notalgia parestesica

Prurito sottoscapolare o interscapolare della notalgia parestesica (in alto) e prurito brachioradiale di Waisman dell’avambraccio (in basso)

immagine del prurito brachioradiale di Waisman dell'avambraccio

Prurito brachioradiale di Waisman, sindrome della pelle dolente e notalgia parestesica

Una sintomatologia clinica simile alla notalgia parestesica si osserva nel prurito brachioradiale di Waisman, descritto in Florida nel 1968 dal dermatologo americano Morris Waisman. Esso si presenta con prurito localizzato agli arti superiori (solar pruritus of the elbows), che inizia solitamente dopo il periodo estivo (brachioradial summer pruritus) e che può interessare la parte alta del dorso, il braccio e l’avambraccio (aree cutanee corrispondenti al muscolo brachioradiale) e persistere nei periodi non estivi. Il prurito brachioradiale di Waisman analogamente alla notalgia parestesica, si può talora associare a discopatie della colonna vertebrale (in questo caso sarebbero maggiormente interessate le vertebre cervicali C5, C6 e C7). Oltre al prurito (solitamente più forte nelle ore serali) e alle lesioni da grattamento, visibili nella foto, il paziente riferisce spesso una sensazione fastidiosa di formicolio e bruciore, simile a punture di spilli (puncta pruritica di Noxon Toomey). La fotoprotezione nei mesi estivi è utile ma non sempre basta a evitare il prurito nelle altre stagioni dell’anno. Sono stati riportati anche casi di prurito neuropatico localizzati alla sola mano (in particolare nello spazio interdigitale compresi tra dito medio e anulare) legati a patologie discali del rachide cervicale (es. ernia discale). In questi casi è importante la diagnosi differenziale con eventuali infezioni da candida, eczema da contatto e scabbia. Una localizzazione tipica della notalgia parestesica è il versante mediale della scapola, compreso tra il terzo inferiore e i due terzi superiori. Quando manca il prurito ed è presente solo indolenzimento cronico della pelle, va considerata la possibilità di un’eventuale sindrome della pelle dolente (descritta nel 1995 dal medico norvegese Carl Fredrik Bassøe come skinache syndrome), che può localizzarsi in diversi punti del corpo (trigger point), in particolare alla scapola. A volte anche la terminologia medica può generare confusione per l’impiego di termini apparentemente simili tra loro. È importante pertanto distinguere il prurito psicogeno (prurito da stress, parassitofobia, etc), dal prurito neurogeno (associato a patologie del sistema nervoso centrale), dal prurito neuropatico (associato a patologie del sistema nervoso periferico). La notalgia parestesica si può presentare con un vero e proprio prurito neuropatico e pertanto non sempre è causata da semplice stress. Nella patogenesi della notalgia parestesica, come molte altre allodinie (es. sindrome della bocca urente, vulvodinia, anodinia, prurito intimo, acquadinia, eritromelalgia di Mitchell, etc) svolgono un ruolo importante i recettori vanilloidi localizzati sulla superficie dei mastociti cutanei e sulle piccole fibre nervose dermoepidermiche. Al momento della visita dermatologica, una volta inquadrato il problema, si possono eventualmente integrare le tradizionali terapie dermatologiche del prurito, con molecole in grado di modulare l’attività dei recettori vanilloidi e della sostanza P.