Nei rossi sulla pelle e angiomi rubini: quando preoccuparsi

I nei rossi della pelle si chiamano angiomi rubini e aumentano con l’età, in gravidanza e nelle persone con pelle chiara

I nei rossi della pelle sono piccole formazioni vascolari benigne presenti nella quasi totalità degli adulti. Non sono veri e propri nei della pelle in quanto non sono coinvolti i melanociti ma i piccoli capillari del derma superficiale. Sebbene siano spesso ricordati con l’espressione popolare di nei rossi della pelle il termine corretto è angiomi rubini (il nome è dovuto al colore rosso rubino o rosso ciliegia di queste piccole formazioni). Gli angiomi rubini si presentano come piccoli rilievi emisferici sulla pelle di colore rosso vivo e di qualche millimetro di diametro. Rispetto agli angiomi stellari non scompaiono alla vitropressione, in quanto il sangue contenuto al loro interno è solitamente coagulato. Gli angiomi rubini possono aumentare di numero con il trascorrere degli anni, e per alcuni di essi è possibile persino la scomparsa spontanea. I distretti cutanei maggiormente interessati sono la schiena, il torace, l’addome, gli arti e il cuoio capelluto, mentre il viso è interessato soprattutto nelle persone con carnagione molto chiara. A livello microscopico gli angiomi rubini sono semplici capillari dilatati e tortuosi normalmente presenti all’apice delle papille dermiche. Alla microscopia elettronica l’endotelio dei capillari dermici dilatati appare bucherellato a causa di una minor tenuta delle giunzioni endoteliali. Recentemente è stata descritta una proliferazione dell’endotelio di questi piccoli vasi. All’esame istologico degli angiomi rubini può esservi un aumento dei mastociti cutanei. Nei bambini gli angiomi rubini possono manifestarsi anche sulle labbra, soprattutto in conseguenza di irritazione continua della semimucosa (per esempio in presenza di cheilite atopica). Invece sulle labbra di adulti e anziani osserviamo più spesso i cosiddetti laghi venosi senili, di un colore più violaceo. Alcuni angiomi rubini possono essere in rari casi circondati da un alone bianco (fenomeno di Sutton) o da una dermatite simile alla pitiriasi rosea di Gibert (fenomeno di Meyerson). L’esposizione al sole non è correlata all’insorgenza di angiomi rubini in quanto questi possono presentarsi anche in distretti cutanei non esposti al sole, come i glutei e i genitali esterni.Sembra che ci sia una predisposizione familiare ad accumulare angiomi rubini al tronco e agli arti, soprattutto nelle persone con pelle chiara. L’eruzione improvvisa di tantissimi angiomi rubini è di frequente osservazione in gravidanza e più rara in altre condizioni (per esempio prolattinoma). Al momento del periodico controllo dei nei mediante dermatoscopia a vengono controllati oltre ai comuni nei anche gli angiomi rubini, che alla dermoscopia presentano un pattern vascolare piuttosto tipico definito pattern lacunare. La visita dermatologica è importante perché alcune formazioni nodulari rossastre possono talora mimare altre manifestazioni cutanee apparentemente simili, ma con un quadro dermatoscopico e un decorso clinico completamente differenti (per esempio angiocheratomi di Fordyce, angiomi stellari, malattia di Rendu Osler, nevi atipici, granuloma piogenico, melanoma incognito). In presenza di una lesione atipica, alla dermatoscopia è possibile ricercare i principali pattern vascolari e melanocitici, ricorrendo all’esame istologico in assenza di un quadro chiaro e alla ricerca di ulteriori conferme.

I cosiddetti nei rossi sulla pelle sono piccoli angiomi rubini e alla dermatoscopia presentano rispetto ai comuni nevi un tipico pattern lacunare

I nei rossi della pelle nella storia della dermatologia

Gli angiomi rubini furono descritti nel 1872 dal chirurgo inglese Campbell Greig De Morgan, in un lungo articolo di 87 pagine attualmente depositato a Londra presso la biblioteca del Royal College dei chirurghi inglesi. In realtà De Morgan aveva accennato agli angiomi rubini già in un suo precedente lavoro apparso sulla prestigiosa Rivista The Lancet sabato 8 luglio 1871, attraverso il quale l’autore propose l’associazione tra la comparsa improvvisa di formazioni rossastre sulla pelle ed eventuali malattie neoplastiche. Nel 1890 il chirurgo francese Edmund Leser e il chirurgo tedesco Ulysse Trélat osservarono un’associazione tra la comparsa improvvisa di angiomi rubini (che definirono cherry angiomata) e alcune malattie sistemiche, fenomeno oggi noto come segno di Leser-Trélat. Ma fu solo nel 1900 che il chirurgo tedesco Eugen Holländer attribuì tale fenomeno alla comparsa improvvisa di cheratosi seborroiche anziché di angiomi rubini, e che oggi viene studiato come possibile fenomeno paraneoplastico (per esempio acanthosis nigricans maligna, pachidermatoglifia acquisita). In una pubblicazione del 6 settembre 1902 sul British Medical Journal il medico inglese Alexander Theodore Brand definì gli angiomi rubini cancerodermi, ipotizzando una possibile associazione tra le placche di De Morgan ed eventuali fenomeni neoplastici. Nel 1947 i medici inglesi Alastair Murison, William Sutherland e Ann Williamson segnalarono un’elevata incidenza di angiomi rubini in età geriatrica introducendo il termine di angioma senile. Nel 1953 l’epatologo americano William Bennett Bean concluse invece che le ipotesi sull’associazione tra angiomi rubini e malattie neoplastiche erano errate, e che persino il termine di angioma senile fosse inappropriato dal momento che gli angiomi rubini si possono manifestare in qualsiasi fascia di età, dai bambini agli anziani. Il 2 giugno 1968 l’ospedale psichiatrico di Lancaster (Inghilterra) segnalò un’epidemia di angiomi rubini esplosi improvvisamente in circa 1000 pazienti, fenomeno che l’anno successivo i pediatri americani James Donald Cherry, John Bobinski, Frances Horvath e George Comerci classificarono come pseudoangiomatosi eruttiva. Nella storia della dermatologia i cosiddetti nei rossi della pelle sono stati descritti con tanti sinonimi, tra cui quello di angioma rubino, angioma ciliegia, cherry angioma, macchie rubino, microangiomi cutanei, red drops, sindrome di Tuzhilin, angioma nodulare cutis, perla sanguigna, papule teleangectasiche, placche di De Morgan, ruby sposts, De Morgan spots, angioma senile, ectasia senile e canceroderma di Brand.

Gli angiomi rubini si presentano come tanti puntini rossi sulla pelle

Domande e risposte sui nei rossi della pelle

Riporto sotto forma di domande e risposte (FAQ) alcune delle domande e delle risposte più frequenti sugli angiomi rubini, oltre che a qualche curiosità sulla base delle più frequenti richieste di chiarimento su questo argomento.

DOMANDA: Mi sono usciti addosso tanti piccoli nei rossi che sanguinano. A cosa sono dovuti?
RISPOSTA: Si chiamano angiomi rubini e sono piccole formazioni vascolari solitamente innoque. Al momento del prossimo controllo dei nei il suo dermatologo potrà chiarire ogni dubbio attraverso la dermatoscopia.

DOMANDA: A cosa è dovuta la comparsa improvvisa di nei rossi sulla pelle?
RISPOSTA: La comparsa improvvisa di angiomi rubini (eruptive cherry angioma) va valutata da vicino al momento della visita dermatologica. Ad esempio, durante la gravidanza è possibile osservare un aumento del numero di angiomi rubini.

DOMANDA: In gravidanza sono comparsi tanti nei rossi sulla pelle. È normale?
RISPOSTA: Accade molto spesso in gravidanza osservare un numero aumentato di angiomi rubini

DOMANDA: Ma i nei rossi sono pericolosi?
RISPOSTA: No, se al momento della visita dermatologica viene accertato che si tratta di semplici angiomi rubini. Possono essere pericolose invece quelle formazioni cutanee rossastre che si sono modificate in poco tempo.

DOMANDA: Quando preoccuparsi dei nei rossi sulla pelle?
RISPOSTA: Gli angiomi rubini sono solitamente tranquilli, però occorre accertarsi che si tratta di semplici angiomi rubini al momento della visita medica. Attraverso il dermatoscopio è possibile distinguere un innocuo angioma rubino (pattern lacunare regolare) da altre manifestazioni simili solo all’apparenza, ma con un decorso clinico completamente diverso.

DOMANDA: Ma i nei rossi sulla pelle vengono con l’età?
RISPOSTA: Come dermatologi osserviamo angiomi rubini sulla pelle di chiunque, persino in . Per questo motivo il termine utilizzato in passato di angioma senile è ormai in disuso. Ovviamente più trascorrono gli anni, e più possono presentarsi nuovi angiomi.

DOMANDA: I nei rossi sulla pelle sono contagiosi?
RISPOSTA: No, gli angiomi rubini non sono contagiosi.

DOMANDA: Come si curano i nei rossi della pelle?
RISPOSTA: Trattandosi di formazioni benigne in genere non vengono trattati. Tuttavia si può scegliere di eliminarli per motivi prettamente estetici con diverse metodiche (tra cui esempio laserterapia, diatermocoagulazione, crioterapia con azoto liquido, radiofrequenza).

DOMANDA: I nei rossi si possono trasformare?
RISPOSTA: Gli angiomi rubini possono nel tempo aumentare di numero e di dimensioni, ma non sono soggetti a trasformazioni importanti. In presenza di una trasformazione improvvisa è bene rivolgersi al proprio dermatologo di riferimento per confermare al momento della visita che si tratti di un semplice angioma rubino e non di altro. In casi molto rari un semplice angioma rubino potrebbe mimare problematiche anche più serie.

DOMANDA: Quali sono le cause dei nei rossi della pelle?
RISPOSTA: Si tratta di semplici capillari presenti nel derma superficiale, che diventano dilatati e tortuosi a causa di un indebolimento delle giunzioni che tengono insieme le cellule endoteliali dei piccoli vasi cutanei.

DOMANDA: Perché escono i nei rossi sulla pelle?
RISPOSTA: Escono a causa di un difetto delle strutture che tengono insieme gli endoteliociti che tappezzano il lume dei piccoli capillari presenti all’apice delle papille dermiche.

DOMANDA: Ma i nei rossi sulla pelle sono pericolosi?
RISPOSTA: No, non sono pericolosi, ma occorre sempre un controllo presso il proprio dermatologo per accertarsi realmente che si tratti di piccoli angiomi e non di altre lesioni vascolarizzate.

DOMANDA: Mi sono usciti tanti puntini rossi sulla pelle e alcuni hanno un alone bianco intorno. Cosa può essere?
RISPOSTA: La comparsa di un alone biancastro o anemico intorno a un angioma prende il nome di fenomeno di Sutton, situazione analoga a quanto osserviamo nei cosiddetti nevi di Sutton, un po’ più frequenti nei pazienti con vitiligine. Ne parli con il suo dermatologo di riferimento al momento della prossima visita di controllo.

DOMANDA: Sulla guancia destra mi sono usciti due piccoli nei rossi. Il colore non è proprio rosso, ma è tra il rosa, il giallo e il color carne. Cosa potrebbe essere?
RISPOSTA: Il quadro da lei descritto è compatibile con diverse problematiche dermatologiche, dai comuni angiomi rubini ad altre manifestazioni cutanee apparentemente simili (tra cui molluschi contagiosi, xantogranuloma giovanile e verruche piane). Al momento della visita sarà possibile giungere a una vera e propria diagnosi sulla base di quanto osservato attraverso la dermatoscopia.

DOMANDA: Ho notato da qualche anno un aumento del numero di tutti i miei nei, soprattutto dietro la schiena. Come posso controllarli in una zona così nascosta e che non riesco a tenere sotto controllo?
RISPOSTA: Il modo più corretto per tenere i nei sotto controllo è quello di effettuare un controllo strumentale presso il suo dermatologo di riferimento. Anche a casa è possibile controllare i nei mediante un autoesame, pratica che ovviamente non sostituisce la visita dermatologica, ma che può essere utile tra una visita medica e la successiva per anticiparne i tempi in presenza di un qualsiasi segnale di allarme.

DOMANDA: Ho tanti nei rossi sulla pelle. Come toglierli?
RISPOSTA: Ci sono diversi sistemi utilizzati in medicina estetica, tra cui il laser vascolare, la diatermia e la radiofrequenza.