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Dermatologo Dott. Del Sorbo

Sindrome di Morgellons

a cura del Dermatologo Dott. Del Sorbo
SALERNO - SCAFATI
I SINTOMI DELLA SINDROME DI MORGELLONS
La sindrome di Morgellons (si pronuncia morghellons) è stata descritta la prima volta in Pennsylvania nel 2002 dalla biologa americana Mary Leitao, presidente della Fondazione di Ricerche Morgellons, come una strana malattia della pelle caratterizzata da prurito, lesioni da grattamento, sensazione di insetti che camminano sotto la pelle, fitte dolorose simili a punture di spillo e soprattutto dal riscontro di strane fibre nella pelle, sotto forma di filamenti o granuli non biodegradabili.

MORGELLONS: PARASSITOFOBIA O NUOVA MALATTIA?

I primi casi segnalati dalla Morgellons Research Foundation, sono stati interpretati dalla comunità scientifica come una sorta di parassitofobia allucinatoria (es. malattia di Ekbom, sindrome di Münchhausen, dermatillomania di Wilson e altre parassitosi allucinatorie) e non come una nuova malattia. Secondo molti medici, queste strane fibre colorate, obiettivamente osservabili nella pelle mediante dermatoscopia o microscopia di superficie, non sarebbero altro che comuni fibre tessili intrappolate casualmente nelle continue e persistenti lesioni da grattamento. Molte volte, il paziente si presenta al momento della visita dermatologica, con piccoli campioni della propria cute frammisti a fibre, raccolti in un contenitore di vetro o plastica, per chiederci maggiori spiegazioni. Davanti a situazioni simili, il dermatologo mostra molta attenzione al problema, senza escludere nessuna ipotesi, in attesa di nuovi sviluppi e maggiori conferme scientifiche in grado di dimostrare la presenza o meno di un’eziologia diversa dalla parassitofobia.

la prurigo nodulare può talora presentarsi con sintomi simili a quelli descritti nella sindrome Morgellons

Al momento della visita dermatologica, vanno innanzitutto ricercate le malattie della pelle a eziologia nota

prima di parlare di morbo di Morgellons, bisogna escludere le malattie della pelle a eziologia nota

LA SINDROME DI MORGELLONS È CONTAGIOSA?

Quando ci si trova davanti a patologie “nuove”, strane o misteriose, vi è sempre un certo grado di scetticismo, come era già avvenuto in passato per molte altre patologie (es. vulvodinia, sindrome della bocca urente, etc), inizialmente considerate semplici malattie da stress o addirittura immaginarie. Nel mondo, sono in corso diversi studi su pazienti che riferiscono i sintomi del Morgellons, mediante visita dermatologica, visita psichiatrica ed esami di accertamento diagnostico, compresa la biopsia cutanea. Nel 2012, il centro statunitense per la prevenzione e il controllo delle malattie CDC (Centers for Disease Control and Prevention), ha pubblicato i risultati di uno studio condotto in California, sulla cosiddetta sindrome di Morgellons (unexplained dermopathy). Il nome sindrome di Morgellons è stato coniato nel 2002 da Mary Leitao, in quanto la sintomatologia ricorderebbe una patologia simile a quella descritta nel 1674 da Sir Thomas Browne in una lettera a un suo amico. Le ipotesi eziopatogenetiche sono varie, non ancora confermate e possono a volte sembrare bizzarre (es. teoria delle nanofibre e delle polveri intelligenti veicolate tramite punture di insetti, malattia da nanotecnologie, nanomacchine, bioimpianti, nanorobot, nanopatologia da nanotubuli e nanosensori o da nanorganismi luminescenti in grado di crescere su un terreno allestito con bicarbonato di cocaina, teoria delle scie chimiche, teorie del complotto, etc). Sono stati ipotizzati come possibili fattori associati alla sindrome di Morgellons diversi fenomeni (es. iperinsulinemia, livelli aumentati di proteina C reattiva e αTNF, infezioni da Borrellia, infezioni da Babesia, schistosomiasi, etc) ma su un numero non ancora statisticamente significativo di soggetti. Compito della dermatologia sperimentale è quello di continuare a confrontarsi su tale fenomeno, per meglio comprenderne le possibili cause e distinguere un sospetto Morgellons da altre malattie della pelle già note sul piano eziopatogenetico, senza sottovalutare nessun aspetto e applicando un rigore scientifico con strumenti e studi obiettivi e riproducibili. Dall’osservazione dei pazienti che riferiscono sintomi simili a quelli descritti per la sindrome di Morgellons, sembra non si tratti di una malattia contagiosa e questo potrebbe far escludere un’eziologia infettiva. Ma prima di parlare di diagnosi o terapia per la cura del Morgellons, occorrerà che la comunità scientifica possa innanzitutto dimostrarne l’esistenza come nuova entità clinica e distinguerla sul piano clinico e terapeutico dalla comune parassitofobia e dalle altre parassitosi delusionali. È importante pertanto proseguire in maniera cauta su questo argomento ed evitare sia scetticismi che allarmismi, dal momento che molti degli studi condotti finora e alcuni dei quali pubblicati su riviste scientifiche prestigiose come Archives of Dermatology, sembrano per ora ricondurre le cause della sindrome Morgellons a una parassitofobia allucinatoria. Per quanto riguarda il morbo di Morgellons, attendiamo pertanto nuovi sviluppi, studi e segnalazioni da parte di colleghi dermatologi, istituzioni e pazienti, per poter giungere a conclusioni sempre più concrete, nell’interesse del paziente, disorientato da pareri spesso discordanti.