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Dermatologo Dott. Del Sorbo

Dermatologia narrativa (narrative based dermatology)

a cura del Dermatologo Dott. Del Sorbo
SALERNO - SCAFATI
Medicina narrativa e dermatologia
La medicina narrativa (NBM = Narrative Based Medicine) è la fase più lunga e delicata della visita dermatologica e tiene conto anche della storia personale del paziente.

Ascoltare è la prima cura

La medicina narrativa è una delle tappe più importanti e delicate della visita medica, in cui trova la massima espressione la comunicazione tra il paziente e il medico. Essendo la pelle un organo facilmente accessibile, la medicina narrativa diventa importante soprattutto in dermatologia, dal momento che per una corretta diagnosi possono a volte bastare anche pochi secondi (es. riconoscere un’acne o una psoriasi).
Prima di iniziare l’esame obiettivo è molto importante accogliere il paziente, metterlo a suo agio e dargli la possibilità di raccontare la sua storia e chiarire tutti i suoi dubbi. Nella maggior parte delle situazioni acute (es. scabbia, tigna, herpes, etc) è facile prescrivere un farmaco mirato e superare l’emergenza nel giro di pochi giorni. Queste situazioni solitamente non richiedono tempi molto lunghi di visita, poiché le manifestazioni dermatologiche rientreranno nel giro di poco tempo dall’inizio della terapia. Molto più difficile è fornire soluzioni concrete e a lungo termine in quelle situazioni che tendono a recidivare nel tempo (es. dermatite seborroica, psoriasi, orticaria, eczema, prurito persistente), nonostante le terapie appropriate.

l’importanza della medicina narrativa in dermatologia
Medicina narrativa applicata alla dermatologia

Dermatologia e medicina narrativa

In questa importante tappa della visita, il medico presta attenzione alla storia clinica e personale del paziente, con la consapevolezza che al momento della visita medica, il paziente porta con sé oltre alle macchie cutanee, anche un enorme bagaglio nascosto e silenzioso di dubbi, delusioni, preoccupazioni, disagio, vulnerabilità e aspettative (illness experience) che non è possibile ignorare, limitando il nostro intervento unicamente alla veloce soppressione del pomfo o della papula (medicina d’organo).
Con il libro Ascoltando la pelle ho voluto descrivere l’importanza della medicina narrativa in dermatologia. Nei primi capitoli ho descritto il funzionamento dell’organo pelle, alla luce di temi attuali come la medicina narrativa, la psico-neuro-endocrino-immunologia, la cronobiologia, l’ologenomica, l’epigenetica, la cibernetica, la connettomica e l’optogenetica. La parte più corposa del testo riguarda invece la medicina narrativa applicata alla dermatologia (Narrative Based Dermatology).
Per riconoscere una manifestazione cutanea e prescrivere un farmaco appropriato possono a volte bastare pochi minuti. Il tempo restante della visita medica si chiama medicina narrativa, in cui il paziente viene accolto, ascoltato, visitato e quando possibile incoraggiato. Una stessa diagnosi può avere un impatto differente su due profili caratteriali diversi. Per comunicare una diagnosi, una prognosi o una terapia, con alcune persone particolarmente sensibili, occorre infatti più spazio di ascolto, più tempo e soprattutto più tatto.
Per risolvere un problema dermatologico si utilizzano i farmaci appropriati e pertanto non basta accogliere il paziente con un sorriso o con una comunicazione empatica. Va però ricordato che la visita medica è innanzitutto una relazione umana e che a volte un buon rapporto medico-paziente può essere determinante anche ai fini di una buona adesione a un’eventuale terapia farmacologica o chirurgica (alleanza terapeutica o compliance).
Un ampio capitolo viene, poi, dedicato sia ai profili caratteriali che alle cosiddette dermatiti da stress. Se lo stress quotidiano fosse la causa delle problematiche cutanee, saremmo tutti degli atlanti viventi di dermatologia, nessuno escluso. Un conto sono gli alti e bassi quotidiani che riusciamo in qualche modo a fronteggiare; altra cosa sono, invece, quelle svolte importanti di vita, in grado talora di mobilitare fiumi di citochine e neurotrasmettitori (PNEI = Psico Neuro Endocrino Immunologia). Nelle persone più sensibili può a volte bastare un sassolino a incrinare determinati equilibri. All’interno del libro ho riportato storie di persone che hanno visto apparire o peggiorare le manifestazioni cutanee, nei momenti di svolta della loro vita (es. nuova scuola, nuovo lavoro, lutto, trasloco, divorzio, aborto, violenza, pensionamento).
Più spazio, dunque, al lato umano della medicina, non sempre compatibile con un articolo scientifico o un tradizionale manuale specialistico che, in ogni caso, non deve sostituire la visita medica. È bene ricordare sempre, infatti, che di fronte a un qualsiasi problema di salute è importante rivolgersi al proprio medico evitando soluzioni “fai da te”.
L’importanza della medicina narrativa in dermatologia l’ho voluta ricordare con una frase riportata sul retro di copertina: «Quanti messaggi ho visto trapelare attraverso la pelle: abbandoni, tradimenti, aggressioni, contatti indesiderati, lutti non elaborati e separazioni ingiuste. Quanta sofferenza esibita in maniera inconsapevole e silenziosa, sotto forma di prurito, macchie, squame e papule».
Ascoltando la pelle non è un testo di medicina, ma questa lettura a fior di pelle e dal contenuto pruriginoso, vi condurrà ben oltre la superficie cutanea. Attraverso le storie di vita vissuta, esplorerete la pelle anche da questo insolito angolo di osservazione, almeno sul piano narrativo. Buon viaggio.

medicina narrativa libri

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medicina narrativa in dermatologia in un approccio integrato