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Dermatologo Dott. Del Sorbo

Dermatologia omeopatica

a cura del Dermatologo Dott. Del Sorbo
SALERNO - SCAFATI
RIMEDI OMEOPATICI PER LA CURA DELLA PELLE
Dermatologia omeopatica: come per altre branche mediche, anche in dermatologia, l’omeopatia può talora integrare le terapie farmacologiche tradizionali. Se il dermatologo lo ritiene opportuno, i rimedi omeopatici possono talora affiancare e integrare le classiche terapie utilizzate per la cura di orticaria, dermatite atopica e altre malattie dermatologiche.

COS’È L’OMEOPATIA

L’omeopatia (dal greco ὅμοιος = simile e πάθος = sofferenza), fu introdotta 222 anni fa dal medico tedesco Hahnemann, come approccio terapeutico basato sull’impiego di dosi infinitesimali di composti naturali, diluiti in soluzione acquosa. Le metodiche omeopatiche si basano sulla cosiddetta “legge dei simili”, secondo la quale ogni sostanza, opportunamente diluita e dinamizzata, sarebbe in grado di curare sintomi analoghi a quelli che può causare se introdotta a dosi tossiche, in un organismo sano. L’uso di rimedi ad azione simile ai sintomi presentati dall’individuo (similia similibus curantur), permetterebbe così di modulare le capacità reattive dell’organismo, senza sopprimerne i naturali meccanismi di difesa. Secondo l’omeopatia, sintomi spiacevoli come febbre, tosse, diarrea e infiammazione rappresentano importanti campanelli di allarme della nostra salute e agirebbero come naturali meccanismi di difesa. I rimedi omeopatici mirano a modulare le reazioni dell’organismo, stimolandone i processi difensivi, senza necessariamente sopprimerli. Il medico omeopata, prima di reprimere il sintomo tosse con un farmaco sintomatico, si chiede perché l’organismo sta mettendo in atto un tale meccanismo difensivo e per difendersi da cosa. Per circa due secoli la validità dell’omeopatia è stata oggetto di accesi dibattiti, tra colleghi medici che equiparavano il meccanismo d’azione a quello placebo dell’acqua fresca e altri che utilizzavano l’omeopatia per curarvi qualsiasi cosa. Questo clima di forte scetticismo e ostilità ha suddiviso per anni la medicina in convenzionale e alternativa, inducendo medico e paziente a schierarsi dall’una o dall’altra parte, senza vie di mezzo. Oggi il clima è molto cambiato, in quanto rispetto al passato, vi sono più studi che aiutano a comprendere il possibile meccanismo d’azione dei rimedi omeopatici. Nelle situazioni di emergenza e per le patologie importanti, i farmaci che oggi conosciamo rappresentano sicuramente la prima scelta, mentre nelle situazioni meno impegnative, dove il farmaco tradizionale non offre grandi benefici (es. alcune malattie croniche) i rimedi omeopatici possono talora integrare le terapie classiche, senza necessariamente sostituirsi a esse. I rimedi omeopatici sono stati utilizzati in molte branche specialistiche, come integrazione ai farmaci classici, ottenendo in alcuni casi risposte incoraggianti. Il problema attuale non è tanto se credere o non credere nell’omeopatia, ma se conoscerla, approfondirla oppure ignorarla. Nel 2010 (esattamente 200 anni dopo la pubblicazione dell’Organon di Hahnemann) l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha finalmente restituito a questa antica disciplina la stessa dignità che hanno avuto gli altri rimedi medici con la pubblicazione del documento “Safety issues in the preparation of homeopathic medicines”.

la dermatologia omeopatica si basa sull'impiego di rimedi omeopatici come possibile integrazione ai farmaci tradizionali

Le molecole di acqua della soluzione in cui sono disciolti i principi attivi, assumono una distribuzione differente in base al tipo di soluto

COME FUNZIONA L’OMEOPATIA

L’omeopatia è stata descritta due secoli fa, ma in realtà il nostro organismo già mette in atto da sempre questa disciplina. Infatti basta leggere l’esito dei comuni esami del sangue (es. profilo ormonale), per osservare come i normali organi (es. pelle, tiroide, encefalo, etc) comunicano tra loro mediante messaggeri fisiologici (es. ormoni, citochine, neuropeptidi, etc) presenti nel sangue in concentrazioni così basse da superare talora le comuni diluizioni utilizzate in omeopatia. Per comprendere il meccanismo d’azione dei rimedi omeopatici (i più potenti hanno una diluizione così spinta da contenere letteralmente solo acqua) non bisogna fermarsi al solo aspetto biochimico del principio attivo. Gli atomi che compongono la materia vivente, essendo dotati di cariche elettriche positive (nuclei) e negative (elettroni) oltre che entrare a far parte dei numerosi composti chimici, si comportano come delle vere e proprie antenne radio, in grado di generare campi elettromagnetici, dotati a loro volta di azione biologica. L’ipotesi più probabile è che le molecole di acqua in cui sono disciolti i principi attivi, possano assumere una distribuzione (dominio di coerenza) differente in base al tipo di soluto che vi viene disciolto e mantenerla anche quando il soluto viene diluito così tanto da scomparire dalla soluzione (teoria della cosiddetta memoria dell’acqua e del trasferimento farmacologico frequenziale). Nei sistemi biologici, le molecole di acqua sarebbero in grado di conservare e veicolare una quantità di “informazioni” sulle molecole biologiche, non sempre spiegabili con la sola biochimica molecolare. Essendo i sistemi biologici costituiti prevalentemente da acqua, è molto probabile che essa si comporti come un potente registratore in grado di ricevere, trattenere e restituire informazioni mediante fenomeni di risonanza (acqua informata, organizzata e coerente), come evidenziato con alcune metodiche strumentali (es. microcalorimetria, risonanza magnetica nucleare, termoluminescenza a bassa temperatura, etc). Tutti conoscono le differenze pratiche tra un cubetto di ghiaccio e un bicchiere d’acqua, sebbene da un punto di vista chimico si tratti pur sempre di H2O. Da un punto di vista fisico, l’acqua è un dipolo elettrico e oscilla quando riceve una radiazione elettromagnetica (acqua informata). In un futuro non troppo lontano, un maggior numero di studi sull’azione delle onde elettromagnetiche a bassa frequenza sui sistemi biologici, potrà chiarire in maniera molto più dettagliata il meccanismo d’azione dei rimedi omeopatici e della medicina delle basse diluizioni (es. fiori di Bach, omotossicologia, medicina fisiologica di regolazione, etc), dimostrando in maniera sempre più oggettiva e riproducibile la cosiddetta teoria della memoria dell’acqua, denigrata qualche anno fa dalla comunità scientifica, ma nuovamente rivalutata dalla stessa in questi ultimissimi anni, grazie anche a studi multidisciplinari di biofisica, biochimica, biologia e medicina. Senza troppo addentrarci in dettagli di dinamica quantistica, la cosiddetta “acqua fresca” si comporterebbe sui sistemi viventi (notoriamente costituiti da acqua per oltre il 70% del proprio peso) analogamente ai moderni materiali superconduttori, come veicolo di trasmissione dell’informazione. Per la cura delle malattie dermatologiche, l’omeopatia non sostituisce i farmaci dermatologici, ma in alcuni casi e se lo specialista lo ritiene utile, può rappresentare un valido supporto terapeutico, analogamente ad altre discipline olistiche come l’omotossicologia e i fiori di Bach.


rimedi omeopatici per le malattie della pelle