Balanite xerotica e altre cause di secchezza al glande

a cura del dermatologo Dott. Del Sorbo
riceve a SALERNO

Balanite xerotica

La balanite xerotica è un processo infiammatorio a carico del glande (dal greco βáλανοσ = glande) associato a una forte disidratazione della semimucosa genitale, fenomeno noto in dermatologia con il nome di xerosi (dal greco ξηρός = asciutto). Se disidratazione e infiammazione interessano solo il prepuzio si parla invece di postite xerotica (dal greco πόσθη = prepuzio). Se la xerosi e il rossore riguardano simultaneamente il glande, il prepuzio e il solco balanoprepuziale si parla invece di balanopostite xerotica caratterizzata da un aspetto secco, spellato o arrossato dei genitali esterni.

Balanite xerotica

Glande secco e screpolato. Da cosa dipende?

Nel caso in cui non vi è infiammazione genitale (per esempio arrossamento del glande, bruciore, ipersensibilità, secrezione o prurito intimo), ma vi è solo secchezza del glande si parla di semplice xerosi genitale. In questi casi non si parla di balanite, in quanto il suffisso “-ite” è utilizzato in medicina solo in presenza di un vero e proprio processo infiammatorio. La xerosi dei genitali esterni è spesso legata a lavaggi troppo frequenti con detergenti o disinfettanti particolarmente aggressivi, ma può essere legata anche ad altre problematiche sia extragenitali (per esempio disidratazione, eczema asteatosico, ittiosi) che localizzate unicamente ai genitali esterni (per esempio balanite psoriasica, eczema genitale, balanite atopica, balanite traumatica da sfregamento meccanico).

La xerosi genitale si manifesta con secchezza del glande o del prepuzio che può apparire disidratato, screpolato e talora spellato

Balanite xerotica obliterante

La balanite xerotica obliterans è la definizione con la quale veniva un tempo indicato il lichen sclerosus genitale e pertanto non va confusa con la più comune balanite xerotica da secchezza del glande, né con la semplice xerosi genitale. Anche il lichen sclerosus può manifestarsi inizialmente con una discreta secchezza del glande (da cui il vecchio nome di balanite xerotica obliterante), ma l’aggettivo “obliterante” indica che in questo caso siamo in presenza di una patologia infiammatoria cronica che può talora associarsi ad atrofia cutanea (lichen sclero atrofico) o a minor elasticità di glande e prepuzio, con eventuale rossore, edema, bruciore, piccoli taglietti verticali (ragadi), anello sclerotico balanoprepuziale e fimosi.

La balanite xerotica obliterans è detta lichen sclerosus genitale

La balanopostite xerotica è caratterizzata solo da infiammazione (suffisso -ite) e secchezza (dal greco ξηρός = asciutto) di glande e prepuzio, e non è necessariamente sinonimo di lichen scleroatrofico. Al momento della visita medica è possibile distinguere un lichen sclerosus genitale da altri tipi di balanite, sia di origine infettiva che di natura non venerea.

Balanopostite xerotica in paziente con lichen scleroatrofico

Glande raggrinzito e disidratato

Quando il glande rimane disidratato per troppo tempo la barriera cutanea può diventare più vulnerabile, con la conseguenza di un’ulteriore disidratazione dovuta alla perdita di acqua transepidermica. Con la scarsa idratazione, anche il microbiota genitale può risultare compromesso, in quanto una semimucosa arida rappresenta un ecosistema totalmente diverso rispetto a una superficie cutanea adeguatamente idratata. A tal proposito occorre ricordare di evitare lavaggi eccessivi, evitando in tal modo di indebolire ulteriormente il microbiota genitale, che andrebbe invece rispettato, in quanto rappresenta la nostra prima barriera difensiva nei confronti di eventuali germi patogeni (barriera microbiotica). Nei pazienti con xerosi genitale marcata il glande può assumere un aspetto raggrinzito come in questa foto:

Glande disidratato e raggrinzito in paziente con marcata xerosi genitale e assenza di infiammazione

Glande secco e malattie veneree

Capita spesso che un paziente effettui visita venereologica a causa di una comune secchezza del glande, o per aver notato la presenza di strani puntini rossi occasionali, persistenti o recidivanti. Con l’osservazione più accurata mediante penoscopia possono a volte emergere sorprese come ad esempio piccoli condilomi non sempre ben visibili a occhio nudo.

Micro condilomi del solco balanoprepuziale riscontrati in corso di una visita per una comune balanite xerotica

La terapia dei condilomi acuminati può essere effettuata mediante crioterapia con azoto liquido o attraverso altre opzioni terapeutiche (per esempio farmaci topici a base di imiquimod, podofillotossina, idrossido di potassio, sinecatechine, etc) a seconda del quadro clinico che il paziente presenta al momento della visita dermatologica.

Piccolo condiloma del glande di pochi millimetri in paziente con balanite xerotica

La persistenza di smegma in eccesso all’interno del solco balanoprepuziale può a volte irritare il glande e il prepuzio, fenomeno noto in dermatologia genitale con il nome di balanite seborroica di Neumann. Una tal irritazione, specie se persistente, può a volte determinare una secchezza eccessiva di glande e prepuzio e dar luogo a una balanopostite xerotica. Anche se molti quadri di balanite sono di natura infiammatoria e non trasmissibili (infatti il suffisso “-ite” è sinonimo di infiammazione e non di infezione), al momento della visita venereologica saranno ricercate ed eventualmente escluse eventuali malattie veneree, tra cui gonorrea, papulosi bowenoide, mollusco contagioso, piattole, linfogranuloma venereo, micosi, sifilide, granuloma inguinale, infezione da micoplasma, ulcera molle, infezione da Candida, infezione da Gardnerella, scabbia, impetigine contagiosa, infezioni da parassiti, herpes genitale, infezione da Clamidia e infezione da HIV. A seconda del quadro clinico, possono essere talora utili alcuni esami strumentali tra cui lampada di Wood, genitoscopia, ricerca acaro ed esame microscopico miceti.

Balanopostite xerotica in paziente con eccesso di smegma e balanite seborroica

Come idratare glande e prepuzio

Per idratare un glande secco o un prepuzio disidratato si possono utilizzare creme idratanti ricche in polifenoli adatte per i genitali esterni. Su cute irritata è preferibile, quando possibile, utilizzare creme senza parabeni ed eventuali altre sostanze sensibilizzanti. Oltre alle creme esistono appositi lipogel idrofobi a base di tocotrienoli in grado di rilipidizzare la semimucosa disidrata e limitare altra perdita di acqua transepidermica. Anche alcuni olii vegetali possono essere talora utili (per esempio olio di mandorle, olio di oliva). Al momento della visita dermatologica sarà possibile ricercare le cause di secchezza al glande, variabili da persona a persona, e ripristinare la normale fisiologia di questo delicato distretto corporeo con semplici rimedi naturali, o se proprio necessario, attraverso farmaci appropriati e mirati, sulla base delle cause che hanno determinato l’eccessiva secchezza del glande e del prepuzio.

Angiocheratoma di Fordyce della base del glande in paziente con balanopostite xerotica

Cenni storici

Il primo a introdurre il concetto di balanite xerotica fu il dermatologo tedesco Alfred Stühmer. Nel suo articolo del 14 maggio 1928 descrisse una balanite xerotica obliterante post operatoria, che riscontrò in due veterani della Prima Guerra Mondiale in seguito a un intervento di circoncisione parziale (fimectomia), secondo lui ben eseguito. Nel suo articolo Stühmer ci tenne a precisare che la balanite xerotica obliterante era diversa da tutti gli altri processi di restringimento del prepuzio riportati nella precedente letteratura scientifica. Nel 1944 i dermatologi americani Charles Freeman e Carl Laymon dimostrarono invece che il lichen sclerosus genitale descritto nel 1887 dal dermatologo francese François Henri Hallopeau e la balanite xerotica obliterans descritta nel 1928 dal dermatologo tedesco Alfred Stühmer erano in realtà stadi diversi della medesima patologia.

Balanopostite erpetica in paziente con herpes genitale del prepuzio, arrossamento e secchezza del glande

Domande e risposte balanite xerotica e secchezza del glande (FAQ)

Essendo la balanite xerotica un fenomeno di frequente osservazione in dermatologia genitale maschile, riporto qui alcuni dei quesiti più comuni posti dalle persone con questo fastidioso problema.

DOMANDA: Poche ore dopo un rapporto occasionale non protetto ho avuto un forte rossore al glande, che è diventato all’improvviso secco e irritato. Preso dal panico sono corso in bagno a disinfettarmi le parti intime con acqua e alcol, che ha ulteriormente peggiorato la situazione. Per lenire il bruciore provocato dall’alcol ho più volte lavato il glande solo con acqua, ma la situazione peggiora sempre di più. Potrei aver preso una malattia venerea?

RISPOSTA: Se in precedenza non ci sono stati altri rapporti a rischio è difficile un tempo di incubazione di poche ore per una malattia venerea. Ovviamente a distanza è difficile una valutazione attendibile senza osservare da vicino le aree interessate attraverso i comuni strumenti ambulatoriali. Potrà chiarire ogni dubbio al momento della visita medica presso il suo dermatologo venereologo di zona, sulla base di eventuali esami e di quanto osservato da vicino. Per quanto riguarda il bruciore è abbastanza probabile che l’alcol abbia peggiorato le cose. Infatti l’alcol non andrebbe mai applicato direttamente su semimucose infiammate, anche quando diluito in acqua. Per quanto riguarda i lavaggi ripetuti che ha effettuato, anche quando praticati solo con acqua, indeboliscono ulteriormente la barriera epidermica di cute e mucose intime già compromesse dalla precedente irritazione. Consulti il dermatologo a lei più vicino qualora il problema dovesse ancora persistere o ripresentarsi. Sarà anche un’occasione per effettuare un checkup per ricercare ed escludere eventuali malattie veneree, sempre utile in caso di eventuale rapporto a rischio e non protetto.

DOMANDA: La mia dermatologa mi ha detto che ho contratto la balanite xerotica perché bevo troppo poco. Come potrei averla presa? Ma questa balanite è infettiva?

RISPOSTA: No, non è infettiva e la risposta sulla possibile causa l’ha già fornita la mia collega al momento della visita medica. L’acqua è una sostanza molto preziosa per il corpo umano, e nei momenti di maggiore disidratazione, il corpo tende al massimo risparmio, nel senso che pur di assicurare acqua ai distretti funzionali più importanti (per esempio muscoli, apparato cardio circolatorio, apparato digerente) “sacrifica” talora gli organi di superficie come cute e mucose, riducendone per un po’ l’apporto idrico. Pertanto è molto importante assumere durante la giornata una quantità appropriata di acqua innanzitutto per motivi di salute, ma anche per preservare la normale fisiologia della pelle e delle semimucose del genitali esterni.

DOMANDA: Ho sempre il glande secco e spellato. Potrebbe trattarsi di una micosi? Potrei usare una pomata antibiotica o un disinfettante intimo più specifico?

RISPOSTA: La secchezza del glande può dipendere da svariati fattori, che vanno dalla semplice disidratazione (per esempio xerosi genitale) a vere e proprie malattie della pelle (per esempio leucoplachia, spinalioma genitale, balanite di Zoon, lichen planus genitale). È difficile a distanza confermare o escludere una micosi senza l’ausilio dei comuni strumenti ambulatoriali. Le creme antibiotiche possono essere utili solo in presenza di infezioni batteriche, che tra l’altro non si manifestano con secchezza del glande. Al momento della visita medica il suo dermatologo di zona potrà ricercare ed escludere eventuali infezioni virali, micotiche o batteriche, e giungere a una vera e propria diagnosi, in base alla quale programmare una terapia mirata e non un semplice idratante. Anche la detersione intima andrebbe effettuata con prodotti delicati aventi magari un pH compatibile con il quadro clinico attuale. Resto a disposizione per una visita dermatologica qui a Salerno qualora il problema dovesse ancora persistere o ripresentarsi.

DOMANDA: Da oltre un anno la punta del pene è secca e ogni volta che vado in bagno mi brucia terribilmente. Ho quasi 40 anni e non ho mai fatto una visita perché data la zona imbarazzante mi vergogno un po’. Inoltre, dopo i rapporti sento sempre uno strano odore di pesce che non scompare nemmeno con il sapone. Cosa mi consiglia di fare?

RISPOSTA: Secchezza e bruciore localizzati unicamente alla punta del glande caratterizzano la cosiddetta balanite xerotica. Al momento della visita dermatologica sarà possibile comprenderne le possibili cause e valutare se interessa anche il meato uretrale esterno. Eventuali tamponi uretrali consentiranno al dermatologo di escludere infezioni come la vaginosi batterica (si chiama così, ma è presente anche nei maschi) talora associate a odore sgradevole di pesce marcio, così da poter iniziare una terapia farmacologica mirata a seconda del tipo di diagnosi.

DOMANDA: Avendo la pelle del pene sempre secca, ho fatto diverse visite presso dermatologi, urologi e andrologi, e finora mi hanno prescritto soltanto creme idratanti perché sostengono che ho una forte disidratazione del glande. Le creme che risolvono la secchezza per qualche giorno, ma poi appena smetto, il problema si ripresenta. Per fortuna non ho rossore né bruciore, ma solo il glande spellato e il prepuzio molto secco e arrossato. Di mia iniziativa sono andato in un laboratorio di analisi e ho fatto tutti gli esami per le malattie veneree, ma non mi è uscito niente. Dal tampone uretrale sono uscite però rare colonie di Escherichia coli. L’ultimo medico che mi ha visitato mi ha detto che tutto dipende dalla secchezza e che l’Escherichia coli non c’entra con il mio problema. Cosa posso fare per curare l’Escherichia coli?

RISPOSTA: La secchezza eccessiva del glande e del prepuzio prende il nome di balanopostite xerotica e pur non avendo una causa infettiva, è una problematica comunque lunga e fastidiosa. Secchezza e infiammazione persistente spesso alterano il microbiota cutaneo e in questi casi è possibile riscontrare un lieve eccesso di batteri non patogeni, normalmente già presenti nel corpo umano. In presenza di germi patogeni (per esempio sifilide, gonorrea, clamidia, etc) si ricorre immediatamente a farmaci mirati, talora anche molto potenti, pur di neutralizzare subito l’infezione. Invece la presenza di poche o rare colonie di batteri commensali (Escherichia coli si chiama così perché normalmente presente nel colon di tutte le persone sane) è spesso la conseguenza di cute e mucose infiammate, senza esserne necessariamente la causa. Ci sono rimedi che a volte possono esssere utili per eliminare questo fastidioso fenomeno (per esempio micoterapia, prebiotici, paraprobiotici, probiotici, postbiotici, D-mannosio, etc) ma un eventuale impiego topico o sistemico va sempre concordato con il proprio dermatologo al momento della visita medica, evitando inutili terapie “fai da te”. I farmaci (per esempio antibiotici, antimicotici, antivirali) sono utilizzati sempre e sotto la guida del proprio dermatologo, limitatamente al periodo indicato sulla ricetta medica. Segua le indicazioni concordate al momento dell’ultima visita effettuata presso il suo dermatologo e per tutto il periodo indicato sulla ricetta medica, al termine del quale resto a sua disposizione per una visita dermatologica, qualora tale secchezza dovesse ancora persistere o ripresentarsi. Tenga ben idratata la zona ed eviti lavaggi troppo frequenti.

DOMANDA: Ho 62 anni e ho già fatto tantissime visite mediche, ma la mia balanite non guarisce più. Cioè, si toglie e poi appena ho di nuovo un rapporto sessuale diventa subito tutto rosso e mi inizia a bruciare. Mi hanno detto che ho solo una fortissima secchezza del pene, ma non capisco perché tutte le volte che ho un rapporto con la mia compagna, si irrita anche lei. La cosa più strana è che la balanite mi compare solo dopo i rapporti, poi il rossore scompare a entrambi in meno di un’ora. Nel resto della giornata non abbiamo nulla, né io né la mia compagna. Quale potrebbe essere la causa?

RISPOSTA: Un glande molto secco rende la semimucosa genitale più sensibile e irritabile anche al solo sfregamento meccanico di un normale rapporto sessuale. Una visita venereologica di coppia potrebbe essere l’ideale per fare il punto della situazione ed escludere eventuali malattie veneree, anche per capire se la secchezza è tale da generare per entrambi microtraumi da attrito meccanico durante i rapporti sessuali. La scarsa lubrificazione e a volte la secchezza dei genitali femminili (l’equivalente femminile della balanite xerotica sono la vulvite xerotica e la vulvovaginite xerotica) può generare questo fastidio sia durante che dopo un rapporto. A distanza è difficile una valutazione attendibile. Alla prossima visita dermatologica di controllo porti con sé anche la sua compagna, così da comprendere i motivi di tali fastidi e poterli prevenire.