ANGIOCHERATOMI DI FORDYCE

a cura del Dermatologo Dott. Del Sorbo
SALERNO

Puntini rossi su scroto, glande e vulva

Gli ANGIOCHERATOMI DI FORDYCE sono piccole formazioni vascolari benigne, violacee, localizzate ai genitali maschili (es. glande, scroto, pube, etc) e femminili (es. grandi labbra, clitoride, pube, etc). Essi possono essere presenti anche ai glutei o sulle cosce e misurano qualche millimetro e il loro aspetto ricorda i grani di caviale (caviar like scrotal papules). Gli angiocheratomi genitali, furono descritti la prima volta nel 1896 dal dermatologo americano John Addison Fordyce, che descrisse un caso di angiocheratoma scrotale in un uomo di 60 anni, affetto da varicocele bilaterale. Nel maschio si possono localizzare allo scroto ed estendersi al glande, al solco balanoprepuziale, al prepuzio e alla cute dell’asta. Sul glande, l’area più frequentemente interessata è la base (corona del glande). Nella donna, gli angiocheratomi di Fordyce, si localizzano prevalentemente alle grandi labbra.

Nella foto si osservano piccoli angiocheratomi scrotali. In alto il pattern lacunare visibile alla penoscopia

Angiocheratomi genitali

Gli angiocheratomi di Fordyce si presentano come piccole papule teleangectasiche (piccoli puntini rossi ravvicinati), dovute essenzialmente alla dilatazione dei capillari presenti nel derma papillare. Gli angiocheratomi di recente insorgenza somigliano a dei piccoli nei rossi sulla pelle, soffici e comprimibili (con parziale scomparsa alla vitropressione), mentre quelli di vecchia data, possono essere bluastri e non comprimibili (non scompaiono alla diascopia). Gli angiocheratomi di Fordyce possono aumentare nel tempo, sia come numero che come volume, e al momento della visita venereologica vanno distinti da altre manifestazioni cutanee apparentemente simili, tra cui angiomi rubini, papulosi bowenoide, mollusco contagioso e condilomi. Si tratta di una patologia a decorso benigno, ma è importante al momento della visita dermatologica, poter escludere altre patologie (es. sarcoma di Kaposi) e comunque altre possibili cause di angiocheratomi (es. angiocheratoma diffuso del corpo della malattia di Fabry Anderson, angiocheratoma circoscritto neviforme, angiocheratoma di Mibelli, etc). Alla palpazione è possibile percepire la lieve ipercheratosi all’apice della teleangectasia.

Immagini di angiocheratomi di Fordyce localizzati al glande (foto in alto) e allo scroto (foto in basso)

Riconoscere gli angiocheratomi

Nella maggior parte dei casi, gli angiocheratomi di Fordyce, compaiono spontaneamente e senza causa apparente, mentre in altri casi possono esordire in situazioni di ipertensione venosa distrettuale (es. gravidanza, microtraumi ripetuti, ernia inguinale, tromboflebite, varicocele, etc), o comparire in seguito a radioterapia dell’area interessata. Quando associati a varicocele, il trattamento della patologia di base e la correzione dell’ipertensione venosa distrettuale, può portare a una diminuzione del volume e del numero degli angiocheratomi. Alla penoscopia e alla vulvoscopia, gli angiocheratomi di Fordyce, presentano il tipico pattern lacunare, che si osserva nelle formazioni vascolari in genere. Dopo un trauma, gli angiocheratomi di Fordyce, possono sanguinare, in quanto formazioni vascolari. Generalmente non sono necessari trattamenti e in alcuni casi la crioterapia con azoto liquido e la diatermia possono essere utili. I granuli di Fordyce (Fordyce’s spots), sono invece formazioni benigne giallastre, presenti ai genitali maschili e femminili a natura sebacea e non vascolare.