ACNE CHELOIDEA DELLA NUCA

a cura del Dermatologo Dott. Del Sorbo
SALERNO - SCAFATI

Questa variante clinica di acne, si presenta all’attaccatura dei capelli

L’acne cheloidea è un fenomeno infiammatorio cronico recidivante, a carico dei follicoli piliferi della cute della regione occipitale e si manifesta nella regione posteriore del collo, con la presenza di papule, pustole, croste, cicatrici ipertrofiche e cheloidi, localizzati a livello dei follicoli piliferi dell’attaccatura della nuca.

L’acne cheloidea può a volte presentarsi al cuoio capelluto, con esiti cicatriziali

L’acne cheloidea della nuca è una forma di follicolite recidivante, con esiti cicatriziali di tipo cheloideo. Fu descritta la prima volta nel 1860, dal dermatologo austriaco Ferdinand Ritter von Hebra, come sicosi framboesiforme. Nel 1869, il dermatologo ungherese Moriz Kohn Kaposi la descrive come dermatite papillare del capillizio e soltanto nel 1872, il dermatologo francese Pierre Antoine Ernest Bazin, introduce il termine attuale di acne cheloidea. La presenza di pustole follicolari, può a volte provocare a livello della regione occipitale, prurito al cuoio capelluto, tricodinia, cheloidi e impetiginizzazione. In essa non sono mai presenti comedoni, in quanto si tratta di una follicolite e non di una vera e propria acne. Nel fenomeno infiammatorio dell’acne cheloidea, svolgono un ruolo importante i mastociti cutanei. Essa è venti volte più frequente nel sesso maschile. Con la tricoscopia è possibile ricercare eventuali segni di alopecia cicatriziale. La terapia farmacologica topica, intralesionale e sistemica, la laserterapia e la crioterapia con azoto liquido, possono a volte dare qualche beneficio temporaneo e in alcuni casi si può considerare tra le varie opzioni terapeutiche la possibilità di ricorrere alla chirurgia, valutando caso per caso, eventuali rischi e benefici.