Dermatologo Dott. Del Sorbo

Malattie delle unghie

a cura del Dermatologo Dott. Del Sorbo
SALERNO

Le unghie sono degli annessi cutanei costituiti da una cheratina molto dura (onichina) e sono indispensabili per la prensione delicata dei piccoli oggetti. In condizioni fisiologiche la lamina ungueale presenta una superficie liscia e brillante. Alla sua base vi è una zona semicircolare biancastra denominata «lunula» che corrisponde alla parte visibile della cosiddetta matrice ungueale, da cui origina l’intera unghia. Le cosiddette «unghie fragili» possono presentarsi con dei taglietti verticali (onicoressi) o con uno sdoppiamento della lamina (onicoschizia). Poichè tale fragilità si osserva più spesso nelle donne, è evidente che l’uso di solventi e detersivi gioca un ruolo importante. La doppia protezione delle mani con guanto di cotone calzato sotto il guanto di gomma, può essere una buona norma di prevenzione.

Non sempre è una micosi

Le unghie possono assumere una colorazione giallastra (xantonichia) in caso di onicomicosi, psoriasi o abuso di tetracicline. Una colorazione brunastra (melanonichia) si può osservare nelle onicodistrofie traumatiche, nella distrofia canaliforme di Heller, in alcune infezioni da muffe, nella melanonichia striata o longitudinale, nella malattia di Laugier e nel melanoma ungueale. La colorazione dell’unghia può apparire biancastra (leuconichia) in caso di infezione da lieviti e dermatofiti, o addirittura rossastra nell’onicopapilloma e nella malattia di Darier delle unghie (eritronichia o rubronichia). Anche le unghie verdi (cloronichia) sono di frequente osservazione in dermatologia, come ad esempio nelle persone con infezione da Pseudomonas aeruginosa in cui la colorazione verde delle unghie è dovuta alla piocianina, un pigmento verde bluastro prodotto dal batterio Pseudomonas (sindrome delle unghie verdi). In alcuni casi tale colorazione verdastra si associa alla presenza dello Pseudomonas oryzihabitans, noto anche come Flavimonas oryzihabitan. Anche alcune muffe possono dare una colorazione verdastra alle unghie. La cattiva abitudine di mordicchiarsi le unghie (onicofagia) è molto dannosa in quanto il letto ungueale rimane spesso scoperto, rappresentando così un locus minoris resistentiae per l’insorgere di altre patologie. Davanti a un’unghia anomala si sospetta quasi sempre un’infezione (il cosiddetto fungo delle unghie), invece sono piuttosto numerose le altre malattie della pelle (anche non infettive) che si possono localizzare in tale distretto. In alcuni casi di psoriasi o di alopecia areata infatti, si possono riscontrare delle unghie cosiddette a «ditale da cucito», con presenza di unghie dall’aspetto smerigliato che sembrano abrase da un getto di sabbia.

distrofia ungueale
Foto: nell’immagine a sinistra è raffigurata un’onicomicosi, nell’immagine a destra un’onicodistrofia traumatica

Nell’eczema da contatto, l’infiammazione dei tessuti periungueali può dare origine a un’onicodistrofia acuta o cronica. In questo distretto corporeo sono molto comuni gli eczemi allergici da contatto alle resine formaldeidiche presenti nei comuni smalti decorativi per le unghie. Alcuni metacrilati presenti all’interno degli smalti fotoindurenti utilizzati nella moderna nail art richiedono l’uso di speciali fornetti, lampade LED o lampade UV per polimerizzare, e sono possibili cause di reazioni fototossiche e fotoallergiche da contatto a carico della pelle intorno alle unghie. Un’altra patologia piuttosto frequente è l’onicocriptosi, meglio conosciuta con il termine di unghia incarnita, in cui la lamina ungueale sembra essere troppo larga per il letto ungueale che la ospita e affonda lateralmente nei tessuti infiammati. Si parla invece di retronichia quando la lamina ungueale produce un’infiammazione persistente a livello della plica cutanea prossimale. In genere un’unghia alterata è più esposta alle infezioni e talora un’onicomicosi persistente può essere solo la conseguenza di una patologia ungueale di diversa natura (es: lichen, psoriasi, onicodistrofia, etc). In questi casi il dermatologo preleva dei frammenti di unghia per sottoporli a un esame microscopico miceti (cosiddetto esame dell’unghia) volto a svelare la presenza di eventuali infezioni da dermatofiti, muffe o lieviti. In caso di infezione si procede con la somministrazione di farmaci specifici per il tipo di germe identificato. La negatività di tale test prevede ulteriori approfondimenti diagnostici e applicazioni di lacche filmogene di tipo protettivo, indurente, attivante o rinforzante, suggerite dallo specialista dermatologo. Infine esistono alterazioni ungueali che rappresentano una “spia” di malattie (talvolta gravi) che colpiscono gli organi interni, come la sindrome delle unghie gialle (yellow nail syndrome) e le unghie incurvate (dette anche a vetrino d’orologio) talora associate ad alterazioni broncopolmonari.

iperostosi subungueale
Fig. 3 e 4 - nell’immagine a sinistra è raffigurata un’iperostosi subungueale, nell’immagine a destra una psoriasi ungueale

Onicoscopia

L’onicoscopia è una tecnica diagnostica non invasiva dell’unghia, che permette l’osservazione della lamina e della piega ungueale prossimale mediante epiluminescenza attraverso un comune dermatoscopio, utile nella distinzione tra melanina e raccolte ematiche, in importanti malattie delle unghie, compreso il temibile melanoma ungueale. Quando l’invasione micotica dell’unghia è a partenza distale o laterale è possibile osservare mediante onicoscopia alcune strutture caratteristiche (per esempio pattern aurora boreale, strie longitudinali, aree di onicolisi). Nei pazienti con onicomicosi prossimale (cosiddetta endo onicomicosi o endonyx), riconoscibile già clinicamente per il colore bianco latte della lamina ungueale, è possibile ricercare la presenza del tipico pattern dendritico (strutture biancastre simili a nuvole) legato all’interessamento esclusivo della lamina dell’unghia con risparmio del letto ungueale.

Credenze popolari

La comparsa di piccole macule bianche sulle unghie, un tempo attribuite ai bugiardi o a una carenza di sali minerali (per esempio decalcificazione), corrisponderebbe in realtà alla formazione di vere e proprie «bolle d’aria» all’interno della cheratina ungueale.


onicodistrofia e micosi delle unghie