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Dermatologo Dott. Del Sorbo

DOMANDE E RISPOSTE FREQUENTI IN DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA (FAQ)

a cura del Dermatologo Dott. Del Sorbo
SALERNO - SCAFATI

161 SPACCATURA ALLE MANI CON PRURITO

DOMANDA: Egr. Dottore, da circa 2 anni ho le mani che mi si spaccano ogni inverno. Si formano delle vere e proprie fessure dolorose, con callosità e prurito intenso. Le creme che applico mi fanno migliorare un poco e poi punto e a capo appena sospendo. In estate la situazione sparisce completamente appena vado al mare. Potrei essere allergico a qualcosa? Nella mia famiglia ci sono diverse persone che hanno la psoriasi, ma le mani non sono interessate. Certo di una Sua risposta, La ringrazio per la disponibilità. (Utente dalla provincia di Avellino).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Una dermatite cronica delle mani può essere scatenata da diverse situazioni. Con una visita dermatologica accurata presso il Suo Dermatologo, sarà possibile giungere a una diagnosi precisa, tenendo presente la familiarità per la psoriasi. Bisogna prendere in considerazione tale patologia anche quando negli altri membri della famiglia, la malattia si presenta in altre zone del corpo. Tuttavia solo in pochi casi una psoriasi localizzata alle mani si presenta con prurito intenso, fenomeno associato più frequentemente ad altre patologie, come ad esempio l’eczema da contatto e la disidrosi. Sia l’eczema che la psoriasi, tendono a migliorare spontaneamente nei mesi estivi, mentre la disidrosi può addirittura peggiorare con l’arrivo del caldo. In base alle manifestazioni cliniche osservate al momento della visita, il Suo Dermatologo potrà orientarsi verso la giusta diagnosi, osservando alcuni segni della patologia e talora ricorrendo ad esami mirati (es: patch test nel sospetto di un eczema allergico da contatto). In altri casi l’associazione con altri segni obiettivi (es: presenza di forfora al cuoio capelluto, alterazioni della lamina ungueale, dermatiti delle aree genitali, dermatiti palpebrali, risposta a determinate terapie) permette allo specialista di orientarsi verso una diagnosi ben precisa. Con una visita presso il Suo Dermatologo di fiducia, si toglierà ogni dubbio. Cordiali saluti.

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162 GLI ESAMI PER LA SIFILIDE

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, Le volevo chiedere che due mesi fa ho finito il terzo ciclo di diaminocillina da 1.200.000 unità per curare la sifilide, solo che avendo fatto sesso con la mia ragazza (anche lei affetta da sifilide e curata come me), ecco che sento di nuovo quei sintomi che avvertii all’inizio, ossia: difficoltà a deglutire cioè un giorno si e uno no, oppure a volte di giorno non ho difficoltà a deglutire mentre la sera si, poi sento di nuovo prurito sul pene proprio dove si formò il silifoma. Il mio timore è quello che la malattia non sia mai passata, perché ho fatto sesso a volte sicuro e a volte no. So di aver sbagliato e sono pentito e anche terrorizzato. Prossimamente devo ritirare i risultati delle analisi sperando che i miei pensieri siano del tutto sbagliati, ma se non fosse così dovrò ricominciare la terapia da capo ossia fare le punture di diaminocillina? Avrei bisogno di un Suo consiglio, La ringrazio tantissimo.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Il modo migliore per avere una risposta attendibile è quello di rivolgervi entrambi dal vostro dermatologo per una visita di controllo, esibendo gli esami (es: VDRL quantitativa, TPHA quantitativa, etc) sia vecchi che nuovi. Generalmente la diaminocillina è un farmaco efficace per il trattamento della sifilide, ma è importante fare una “terapia di coppia” secondo le indicazioni del vostro dermatologo, altrimenti si rischia il cosiddetto effetto ping pong. Con la prossima visita di controllo da fare quanto prima possibilmente in coppia, lo specialista può darvi una risposta, sia in base all’esito della visita, sia in base all’esito dei nuovi esami. In alcuni casi gli esami possono impiegare un po’ di tempo prima di migliorare. Data l’importanza di tale patologia, è importante evitare scelte terapeutiche e diagnosi basate unicamente su blog e forum, anche quando fornite da noi medici. Questi servizi di orientamento (compreso il mio) devono servire a incoraggiare la visita medica e non a sostituirla. Cordiali saluti e in bocca al lupo!

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163 DERMATOFIBROMA LENTICOLARE BENIGNO O ISTIOCITOMA

DOMANDA: Da alcuni anni mi è comparso un noduletto scuro di circa 1 cm sulla coscia sinistra. Mi sono recata dal mio dermatologo per eseguire una mappatura dei nei e mi ha detto che quello sulla coscia non è un normale neo. Lo ha chiamato dermatofibroma lenticolare e vorrei sapere che cos’è. Grazie.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Il dermatofibroma lenticolare benigno o istiocitoma è un tumore benigno della pelle, che si presenta generalmente scuro, rilevato e duro. Infatti è così duro alla digitopressione che i francesi lo chiamavano in maniera fantasiosa “fibroma in pastiglia”, quasi come se ci fosse una piccola pastiglia conficcata nel derma. Si tratta di una patologia benigna dovuta a proliferazione intradermica di fibroblasti e accumulo di fibre collagene. Questi fibromi possono originare spontaneamente o far seguito a una puntura da insetto, una follicolite, un pelo “incarnito” o a un piccolo trauma della pelle. Generalmente non è fastidioso. Alla dermatoscopia si può apprezzare una chiazza bianca centrale simil cicatriziale, circondata da un fine reticolo periferico a maglie strette e regolari che sfuma gradualmente dal centro verso la periferia. Quando la diagnosi di dermatofibroma lenticolare è certa, l’asportazione chirurgica non è necessaria, per i possibili esiti cicatriziali. Esistono varianti multiple di dermatofibromi localizzati soprattutto agli arti, varianti giganti con elementi di oltre 2 cm e varianti atipiche (es: variante xantomizzata, emangioma sclerosante, istiocitoma siderifero, etc). Una visita dermatologica accurata chiarisce i dubbi in pochi minuti.

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164 VITILIGINE O FUNGO DI MARE ?

DOMANDA: Ogni anno in questo periodo mi viene il fungo sulla schiena e sulle braccia, che regredisce dopo qualche mese di cura dermatologica. Quest’anno invece dopo l’estate, nonostante la cura non è andato via. Anzi, mi sono comparse nuove chiazze bianche sulle gambe, piccole e ravvicinate. Sabato scorso ho fatto di mia iniziativa una lampada abbronzante, con il risultato che adesso le chiazze si notano tantissimo. Una mia amica dell’università ha la vitiligine, potrei essere stata contagiata? Come posso capire se si tratta di vitiligine o di fungo?

IL DERMATOLOGO RISPONDE: La pitiriasi versicolor è chiamata comunemente fungo di mare perché si accentua nei mesi caldi. Essa si manifesta con chiazze discromiche nelle aree seborroiche (es: collo, schiena decolléte) e talora alla radice degli arti superiori. Alle gambe invece è abbastanza insolito riscontrare tale patologia. In questa zona spesso possiamo riscontrare, specie dal ginocchio in giù, piccole chiazze biancastre che prendono il nome di ipomelanosi guttata idiopatica. Una visita specialistica presso il Suo dermatologo, consentirà in pochi minuti di togliersi il dubbio e di escludere o confermare la fastidiosa vitiligine. Oltre alla vitiligine e all’ipomelanosi guttata idiopatica, un’altra patologia caratterizzata da macchie bianche è la cosiddetta pitiriasi alba, che si presenta generalmente dopo l’estate nelle zone in cui la pelle è molto secca. A differenza della pitiriasi versicolor, dell’ipomelanosi guttata e della vitiligine, i bordi delle chiazze in questo caso non sono netti, ma molto sfumati. La visita dermatologica presso il Suo medico, si rende necessaria perché dopo l’esposizione al sole o come nel Suo caso dopo una lampada abbronzante, molte altre patologie cutanee di altra natura (es: psoriasi guttata, pitiriasi lichenoide, etc) possono lasciare un esito ipocromico. Per rispondere alla Sua specifica domanda, la vitiligine non è una malattia infettiva, ma può insorgere in chiunque di noi, in qualsiasi epoca della vita. Cordiali saluti e in bocca al lupo.

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165 IN VACANZA CON LA DERMATITE ATOPICA

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, Le pongo una domanda in merito a un problema riguardo al mio bimbo di quasi 8 mesi. A circa 3 mesi al mio bimbo è stato riscontrata una dermatite atopica, aveva il viso e la testa piena di crosticine e sopratutto i polsi. Sono andata da una Dermatologa di Roma che mi ha dato un prodotto per il bagnetto da fare max 2-3 volte la settimana, una crema da mettergli contro la pelle secca, poi nei momenti di crisi di prurito di dargli delle gocce di antistaminico e mettergli un cortisonico sulle parti lesionate e rosse. In questo periodo è migliorato. Chiedo per quanto riguarda il mare e il sole come devo comportarmi? Può fare il bagnetto nell’acqua salata, può prendere il sole? Che protezione devo mettergli? La sabbia gli fa male? Attendo una sua cortese risposta. Grazie.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: La dermatite atopica tende a migliorare con l’esposizione al sole e con l’acqua di mare. Chiaramente trattandosi di un bambino molto piccolo, dovremo esporlo al sole gradualmente e con molta attenzione, evitando le ore centrali della giornata. I primi giorni utilizzeremo una protezione solare adatta alla sua fascia di età e ciò nonostante dovrà essere esposto solo per poco tempo alle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio. Trascorsi i primi giorni, lo si può esporre al sole gradualmente per periodi man mano più lunghi. Per la dermatite atopica non ci sono particolari attenzioni al sole, all’acqua salata o alla sabbia, generalmente infatti, in questi periodi i bambini atopici stanno benissimo. La vera attenzione che bisogna avere è che il Suo bambino avendo appena 8 mesi, dovrà essere esposto gradualmente evitando scottature (precauzione adottata per tutti i bambini al di sotto dei 10 anni). Contatti il Dermatologo a Lei più vicino per una visita accurata e per programmare la crema protettiva più adeguata al tipo di pelle del Suo bambino. Cordiali saluti e buone vacanze!

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166 UNGHIE GIALLE CHE SI SFALDANO

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, sono un ragazzo di 27 anni e Le scrivo per avere qualche informazione in merito all’unghia dell’alluce del piede sia destro che sinistro . Da diversi mesi ho notato che le due unghie si iniziavano a sfaldarsi e ad assumere un colore giallognolo e che da una piccola macchia tende man mano ad espandersi e a distaccarsi sotto tale area. Inizialmente avevo un po’ sottovalutato la cosa, ora il mio timore oltre aquello estetico è quello di rischiare che si stacchi totalmente. Quindi Le chiedo un Suo parere e in tal caso cosa fare. Grazie mille per la sua professionalità.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Le cause di sfaldamento e ingiallimento delle unghie, possono essere davvero tante e la Sua descrizione, non permette di formulare un sospetto diagnostico attendibile, in quanto le manifestazioni descritte, sono comuni a diverse situazioni delle unghie (es: onicomicosi, onicodistrofia, psoriasi ungueale, etc). Con una visita specialistica accurata presso il Dermatologo a Lei più vicino, si potr/agrave; giungere a una diagnosi precisa e programmare eventualmente una terapia mirata al problema. Bastano infatti pochi minuti al Dermatologo per comprendere se si tratta di un’infezione ungueale (es: dermatofiti, muffe, lieviti, etc) o di un problema di altra natura. Nei casi dubbi, al momento della visita, si può procedere con un esame microscopico miceti, che consente di confermare o escludere il sospetto diagnostico di una micosi e in caso affermativo, di stabilire il tipo esatto di microrganismo e quindi di programmare la terapia più idonea. L’unghia dell’alluce generalmente cresce in maniera già di per se lenta. Un’unghia infetta o distrofica, cresce ancora più lenta ed è per questo che spesso le terapie possono essere un po’ lunghe. PrescriverLe una cura a distanza, senza avere idea della situazione in atto, sarebbe per Lei poco utile. Contatti il Dermatologo a Lei più vicino per una visita accurata. Le invio un mio recente articolo sulle malattie delle unghie. Cordiali saluti!

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167 PRURITO DA PELLE SECCA

DOMANDA: Sono una ragazza di 27 anni della provincia di Torino. È da un po’ di anni che ho un forte prurito alla pelle ogni volta che faccio la doccia o il bagno. Feci anni fa una visita dermatologica e mi dissero che avevo una pelle molto secca e che avrei avuto sempre questo tipo di problema. Il dottore mi prescrisse una crema corpo e un olio doccia che però non ha risolto il problema nemmeno durante l’utilizzo di questi prodotti. Ora sto utilizzando bagni doccia idratanti a base di olii e una crema iperidratante delle Terme di Tabiano. Un po’ ha risolto il problema ma in primavera il mio stato peggiora. Ho prurito soprattutto alle gambe e in minore quantità sulle braccia e al petto. Non riesco a utilizzare scrub o guanti di crine e non so se il problema può dipendere dal fatto che come depilatore utilizzo la ceretta. La ringrazio per l’attenzione.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Su questo sito ho dedicato un’intera sezione alle possibili cause di prurito e la cute xerotica (pelle arida) rientra tra queste. L’uso di olii e creme iperidratanti come quelli da Lei indicati, sicuramente può offrire benefici, ma nei casi di pelle molto secca, abbiamo come la sensazione che tali prodotti vengano assorbiti rapidamente. Finito l’effetto temporaneo delle creme, siamo ogni volta punto e a capo. Con una visita specialistica accurata presso il Dermatologo a Lei più vicino, si potrà giungere a una diagnosi precisa e programmare eventualmente una terapia mirata al problema, magari anche per via orale. La ceretta non è certamente la causa principale di questo Suo problema, che come ha notato interessa anche le zone dove non effettua epilazione con cera. Cordiali saluti.

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168 PSORIASI O DERMATITE SEBORROICA

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, Le scrivo poiché ho un problema alla pelle del volto, ormai da 9 mesi, che è andato man mano peggiorando nonostante le cure mediche. All’inizio sono comparse delle macchie rosse irregolari ai bordi della bocca, che poi si sono estese agli zigomi, quindi sulla fronte e dietro le orecchie diventando gonfie e doloranti. Come già le ho detto, nel corso di questi mesi, sono stato visitato da altri medici i quali mi hanno diagnosticato una dermatite seborroica, poi una psoriasi, quindi una eritrosi e infine di nuovo una dermatite seborroica. Mi hanno prescritto varie creme che non hanno avuto effetto, anzi qualcuna ha peggiorato la situazione, tranne una crema cortisonica, unica medicina che tiene un po’ a freno la malattia. Gradirei moltissimo una Sua valutazione del mio caso. Distinti Saluti.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: La psoriasi e la dermatite seborroica, sebbene abbiano cause diverse, finiscono spesso per interessare le stesse zone e a essere trattate con farmaci simili. Nelle forme tipiche è abbastanza semplice per il Dermatologo distinguere le due patologie, ma in molti casi le differenze sono veramente sottili e irrilevanti sul piano pratico, tanto da aver spinto i ricercatori a parlare di sebopsoriasi. Al di la della curiosità di tipo accademico, quello che interessa di più sia al medico che al paziente è risolvere quanto prima il problema. Molti dei prodotti da Lei indicati, appartengono alla stessa categoria di farmaci, nonostante il diverso nome commerciale. Si tratta di prodotti che utilizziamo spesso sia per curare alcune forme di psoriasi che di dermatite seborroica. Il prodotto con cui Lei riesce a trovare beneficio è molto simile ad almeno altri due tra quelli da Lei elencati e che non hanno apportato nel Suo caso alcun beneficio. Questo dimostra che non c’è un unico prodotto ugualmente efficace per tutti i casi. Con una visita specialistica accurata, si potrà giungere a una diagnosi precisa e programmare eventualmente una terapia mirata al problema. Sia la psoriasi che la dermatite seborroica si possono presentare con forfora (grassa nel primo caso e secca nel secondo), risentono della componente emotiva e quindi del proprio umore, migliorano con l’esposizione al sole e all’acqua di mare. Distinti saluti.

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169 CELIACHIA E DERMATITE ERPETIFORME DI DÜHRING

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, ho 25 anni e 10 mesi fa mi hanno diagnosticato la celiachia in seguito a un periodo di continue coliche addominali inspiegabili, diarrea e malessere fisico generale. La biopsia ha confermato la subtotalità dei villi intestinali. Ho in iziato la dieta aglutinata e ho cominciato a stare meglio. Ho sempre sofferto sin da piccola di manifestazioni cutanee tipo dermatite, sui gomiti, all’interno del dito medio della mano, e sulle braccia, tra la spalla e il gomito. Dermatiti che periodicamente si manifestavano e che raramente mi danno prurito. Da quando avevo cominciato la dieta erano quasi scomparse, anche se ora mi è tornata sulle braccia e sul dito. La mia domanda è se può essere dermatite erpetiforme, considerando che non mi dà quasi mai prurito! Può essere collegata solo al glutine? O a qualcos’altro? Sono tipo bollicine rosse, che dopo qualche giorno si riassorbono. La ringrazio veramente per la cortesia, le chiedo anche se secondo Lei devo fare una visita specialistica. Grazie ancora!

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Le cause della Sua dermatite andrebbero approfondite con un’accurata visita dermatologica per confermare o escludere un’eventuale associazione con la celiachia. La Dermatite erpetiforme di Dühring si può associare alla celiachia e si tratta di una malattia pruriginosa e simmetrica. Le vescicole si possono localizzare a gomiti, ginocchia, glutei e talora anche alle mani e al cavo orale. Con una visita specialistica accurata presso il Dermatologo a Lei più vicino, si potrà giungere a una diagnosi precisa e programmare eventualmente una terapia mirata al problema. La diagnosi di Dermatite erpetiforme di Dühring è essenzialmente clinica, ma in alcuni casi selezionati, una biopsia cutanea può fornire immediatamente la certezza diagnostica (es: presenza all’esame istologico del tipico scollamento sotto la lamina densa e dell’accumulo di neutrofili all’apice delle papille dermiche). All’immunofluorescenza diretta del campione bioptico si possono riscontrare i tipici depositi granulari di IgA1 e C3 all’apice delle papille. Una volta per facilitare la diagnosi, si utilizzava il patch test con ioduro di potassio. L’alimentazione contenente glutine, può scatenare le recidive. Mi dispiace non poterle essere utile online, ma prescriverLe una cura a distanza, o giungere a un sospetto diagnostico, senza avere idea della situazione in atto, sarebbe per Lei veramente inutile. Contatti il Dermatologo a Lei più vicino per una visita accurata. Eviti scelte terapeutiche e diagnosi basate unicamente su blog e forum, anche quando fornite da noi medici. Questi servizi di orientamento (compreso il mio) devono servire a incoraggiare la visita medica e non a sostituirla. Cordiali saluti e in bocca al lupo!

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170 ULCERA ANALE

DOMANDA: Buongiorno dottore, da circa 10 giorni sono comparse due ulcerette sulla parte esterna dell’ano. Me ne sono accorto poiché avevo molto bruciore e toccandomi ho sentito come dei piccoli buchini. Al centro (guardandomi con uno specchietto) vedo che sono come due piccoli crateri e presentano una modesta secrezione. Spero non si tratti di malattie sessualmente trasmissibili ma che possa essere ricondotto a dermatite o complicazioni per l’uso prolungato di una pomata antiemorroidaria. Attendo una Suo parere prima di preoccuparmi maggiormente. Grazie mille per l’aiuto.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Un’ulcera dell’area perianale deve essere approfondita con una visita specialistica presso il Suo dermatologo, in quanto le cause possono essere svariate. Tra le patologie che si possono presentare con ulcerazione anale ricordiamo la sifilide primaria (sifiloma anale), alcune micobatteriosi atipiche, alcune infezioni da Chlamydia, l’herpes anogenitale (quasi sempre herpes simples di tipo 2 e raramente herpes simplex tipo 1), infezioni da citomegalovirus, infestazioni da parassiti intestinali, traumi meccanici, afte e fistole perianali. Ma l’elenco potrebbe ancora allungarsi molto, comprendendo anche alcune reazioni da contatto agli antiemorroidari per uso topico. Con una visita specialistica accurata presso il Dermatologo a Lei più vicino, si potrà giungere a una diagnosi precisa, stabilire se si tratta di una malattia a trasmissione sessuale e soprattutto programmare una terapia mirata al Suo problema. Eviti nel frattempo terapie fai da te, che potrebbero alterare il quadro clinico e rendere più ardua la diagnosi allo specialista dermatologo che la visiterà quanto prima. Cordiali saluti e in bocca al lupo!

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171 PELLE RUVIDA COME LA CARTA VETRATA

DOMANDA: Egr. Dottore, mia figlia di otto anni presenta sulla zona alta delle braccia delle minuscole bollicine di color pelle e se ci passiamo la mano ha l’effetto di carta abrasiva sono piccoli e duri. Di cosa si potebbe trattare? Grazie mille.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Il problema della pelle molto ruvida di alcuni bambini, porta spesso alla descrizione del problema da parte dei genitori come pelle a carta vetrata o abrasiva. In età pediatrica è infatti frequentissima la cosiddetta cheratosi pilare, un fenomeno benigno ma fastidioso. La pelle risulta ruvida al tatto perché vi è un ispessimento della cute a livello degli osti follicolari (punti della superficie cutanea da cui spunta il pelo). Zone tipiche sono la superficie posteriore delle braccia e la superficie anteriore delle cosce, fino a interessare in alcuni casi anche il viso. In genere risolvono con la pubertà e sono attenuate da creme specifiche. Esistono tuttavia delle forme rarissime molto più importanti, come la cheratosi pilare rossa atrofizzante (ulerythema ophryogenes di Unna e Raezer) che interessa le palpebre, la cheratosi follicolare spinulosica decalvante (che si associa ad alopecia cicatriziale), l’atrofodermia follicolare, il lichen plano pilaris di Lasseur Piccardi Graham Little, la psoriasi follicolare, la mucinosi follicolare, le follicoliti perforanti, e l’eczema follicolare. Con una visita specialistica accurata presso il Dermatologo a Lei più vicino, si potrà giungere a una diagnosi precisa e programmare eventualmente una terapia mirata al problema. Cordiali saluti e in bocca al lupo!

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172 SCABBIA DOPO RAPPORTO SESSUALE

DOMANDA: Salve sono un ragazzo di 30 anni, a seguito di un rapporto sessuale avuto con una ragazza britannica a fine Aprile credo di aver preso la scabbia, ho consultato tutti i siti dermatologici in internet e sia le localizzazioni che i sintomi mi riportavano a essa. Sono andato dal dermatologo che mi ha detto che forse poteva essere scabbia agli inizi, ho fatto la terapia per 4 giorni ho sterilizzato tutti gli indumenti e qui arrivo al punto: il Suo collega mi ha detto di cambiare il letto il PRIMO e il QUARTO giorno della terapia. Io così ho fatto, per la prima settimana sono stato meglio anche se il prurito continuava a persistere ora dopo due settimane mi sembra di avere più prurito e più fastidio di prima, inoltre ho delle papule sui fianchi che prima non avevo. Sto prendendo l’antistaminico prescritto dal Suo collega e so che il prurito persiste fino a un mese, Le chiedo se ho sbagliato a non cambiare il letto tutti i giorni durante la terapia! E che cosa posso fare per i prossimi giorni, grazie mille per l’attenzione e buon lavoro!

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Come è ben noto la scabbia, per il fatto che la si può trasmettere per semplice contatto, rientra tra le malattie a trasmissione sessuale. Uno degli elementi che permette la diagnosi al momento della visita è la presenza contemporanea del prurito anche nel partner e la trasmissione nei giorni successivi agli altri membri della famiglia. Il prurito notturno è classico, ma da solo non è un elemento diagnostico, in quanto quasi tutte le malattie pruriginose della pelle, tendono ad aumentare nelle ore serali. Nei casi dubbi, al momento della visita, il Dermatologo può effettuare una ricerca in vivo del sarcoptes scabiei, mediante un videodermatoscopio. Nei casi di recente infestazione, è possibile tramite una sonda ottica 50x, identificare i cosiddetti cunicoli della scabbia e visualizzarli su schermo a tutto campo. Esistono oggi dei rimedi antiscabbici abbastanza rapidi, che nel giro di pochi giorni distruggono il parassita. In caso di scabbia accertata, la cosa più importante è quella di far effettuare la terapia (prevenzione) anche ai membri familiari che al momento non hanno prurito, per evitare il cosiddetto effetto ping pong. L’igiene della biancheria è importante e va fatta secondo le indicazioni del dermatologo. Il prurito da scabbia è feroce e risponde pochissimo agli antistaminici. La cosa più importante da fare alla fine di un ciclo antiscabbia è la visita specialistica di controllo, per valutare la situazione in atto. A volte può essere utile qualche ciclo aggiuntivo, a volte il prurito persiste come reazione da contatto agli scabicidi per uso topico. Per questo è fondamentale evitare terapie fai da te e recarsi dal proprio dermatologo di fiducia. Si raccomanda nel frattempo di evitare scelte terapeutiche e diagnosi basate unicamente su blog e forum, anche quando fornite da noi medici. Questi servizi di orientamento (compreso il mio) devono servire a incoraggiare la visita medica e non a sostituirla. Cordiali saluti e in bocca al lupo!

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173 CADUTA DI CAPELLI A CIOCCHE: TELOGEN EFFLUVIUM O ALOPECIA?

DOMANDA: Egregio dott. Del Sorbo, ho 40 anni e sono davvero preoccupata per la salute dei miei capelli. Ho iniziato a perderli da diversi anni ma non come in questi mesi. Mia mamma ha avuto lo stesso problema ma io non ho mai pensato di ritrovarmi nella stessa situazione. I miei capelli non si allungano più, ho timore quando li lavo perché se ne vengono a ciocche, non li posso nemmeno pettinare perché si spezzano e quelli rimasti non tengono nemmeno una piega. Ora sto notando un diradamento evidente che mi costringe a non poter fare determinati tipi di pettinature e a legarli per nascondere ciò che psicologicamente per me sta diventando un complesso. Le chiedo se davvero ci sia una soluzione e se andando a fondo si può scoprire la causa che provoca la caduta e intervenire in tempo.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Le cause di diradamento repentino possono essere davvero tante e non è semplice poter giungere a un sospetto diagnostico basandosi unicamente su una descrizione telematica, sebbene molto accurata come la Sua. Una visita specialistica presso il Suo dermatologo di fiducia consentirà di giungere a una diagnosi e di programmare una terapia mirata. In alcuni casi selezionati, lo specialista può ritenere utile in base alla situazione in atto al momento della visita, programmare eventuali accertamenti diagnostici, da effettuare in sede (es. tricogramma, videomicroscopia) o in laboratorio (es. ecografia ovarica, dosaggio ferritina, sideremia, prolattina, testosterone libero, DHEA-solfato, etc). Il cosiddetto defluvium da stress è molto frequente sia negli uomini che nelle donne, ma va differenziato da possibili diradamenti più impegnativi, come ad esempio l’alopecia androgenetica femminile. Una caduta di moltissimi capelli al giorno, a volte può far seguito a un forte periodo di stress emotivo (telogen effluvium) o a carenze di ferro, o all’impego di determinati farmaci. Contatti il Dermatologo a Lei più vicino per una visita accurata e una terapia basata su una diagnosi concreta, evitando possibilmente l’impiego di lozioni e shampoo fai da te. Cordiali saluti e in bocca al lupo!

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174 CIUFFETTO DI CAPELLI BIANCHI: NEVO ACROMICO O PIEBALDISMO

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, ho 10 mesi, sono nata con un ciuffetto di capelli bianchi e ho una zona della fronte interessata da un colore molto più chiaro del resto dell’epidermide. Mi saprebbe dire di cosa si tratta e come posso proteggere questa delicatissima parte del mio viso? È vero che potrebbe estendersi o diminuire? Il dottore che mi ha visitata non ha dato molte delucidazioni alla mia mamma. Solo una crema solare che si chiama Defence sun. Grazie da parte mia e di mia mamma. PS: ho un’altra macchiolina uguale anche sul gomito.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Egr. Signora, ricevo diverse mail e non sempre riesco a rispondere a tutti, poiché il mio lavoro si svolge prevalentemente in ambulatorio. Non potevo però non rispondere alla più fantasiosa e simpatica lettera che mi sia mai capitata. Come si può non rispondere a una mail scritta da una bambina di 10 mesi? Cerco di rispondere alla mamma nella speranza di poterLe dare qualche informazione utile. La presenza di un ciuffetto di capelli bianchi a livello frontale, associata a macchie biancastre agli arti o al tronco, può avere diverse cause, una tra le più comuni è il piebaldismo, condizione generalmente benigna. Tuttavia, una visita specialistica dermatologica accurata può essere utile per differenziare questo fenomeno da altri fenomeni benigni (es: nevo acromico o voglia) e da alcune patologie rare come la vitiligine (malattia autoimmunitaria), la Sindrome di Waardenburg (ipomelanosi, eterocromia iridea, sordità, iperteleorismo) e la sclerosi tuberosa di Bourneville. Qual è stata la diagnosi clinica al momento della visita? Se il collega vi ha prescritto una crema solare senza chiedervi ulteriori accertamenti, vorrà dire che ha pensato al piebaldismo o a un comune nevo acromico (classica voglia di latte). In ogni caso l’area acromica va protetta in estate con una protezione molto alta e il prodotto da Lei descritto rientra tra i migliori in questo senso. Al momento della visita di controllo chieda però al collega maggiori spiegazioni sulle cause e sulla natura di questo fenomeno. Si raccomanda nel frattempo di evitare scelte terapeutiche e diagnosi basate unicamente su blog e forum, anche quando fornite da noi medici. Questi servizi di orientamento (compreso il mio) devono servire a incoraggiare la visita medica e non a sostituirla. Cordiali saluti e buona estate!

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175 LATTANTE: DERMATITE ATOPICA vs DERMATITE SEBORROICA

DOMANDA: Ho mio figlio con una dermatite atopica o seborroica, ha 2 mesi. Va via col passare del tempo? Grazie per una Sua risposta.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Dermatite seborroica e dermatite atopica sono molto frequenti nella prima infanzia. Tuttavia il fatto che Suo figlio abbia meno di 3 mesi, aumenta la probabilità che si possa trattare di una dermatite seborroica o di una dermatite atopica, che tende a presentarsi generalmente dopo i 3 mesi. Chiaramente non esistono regole fisse e l’unico modo per giungere a una diagnosi precisa e una terapia adeguata è quello di effettuare quanto prima una visita dermatologica. La dermatite seborroica del lattante, tende a esordire poco dopo la nascita, con crosta lattea, squame giallastre e untuose del viso e qualche volta rossore nell’area del pannolino. Con la visita specialistica è posssibile differenziare questa patologia dalla psoriasi infantile (sebopsoriasi) e dalla dermatite atopica. Si tratta di patologie che generalmente migliorano con la stagione estiva (direi balneare) e man mano che il bambino cresce. Contatti il Dermatologo a Lei più vicino per una visita accurata. Cordiali saluti e in bocca al lupo!

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176 GOMITI NERI

DOMANDA: sono una ragazza di 26 anni della provincia di Pistoia. Premetto che dedico molto tempo della giornata all’igiene personale ma nonostante docce e strofinamenti vari, la pelle dei miei gomiti prima si irrita causandomi dolore e poi ritorna inevitabilmente secca e di colore scuro. Ho sentito parlare di rimedi naturali come strofinare del limone sulla parte interessata oppure dell’esistenza di una crema come lo Xerial. Per favore mi aiuti a risolvere il problema dato che andiamo incontro all’estate. Grazie e cordiali saluti.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: I gomiti neri si possono avere in diverse situazioni dermatologiche e ciò è dovuto generalmente a un accumulo di melanina. Più strofiniamo nel tentativo di ripulire la zona, più creiamo infiammazione e la cute reagisce liberando altra melanina. Questo fenomeno lo possiamo riscontrare in alcune forme di xerosi, di ittiosi, di psoriasi, di acanthosis nigricans, etc. L’accumulo di pigmento non è dovuto a una cattiva igiene, anzi, spesso è accentuato proprio da un’igiene eccessiva della zona in questione. La rituale pulizia con acqua e alcool, spesso peggiora solo la situazione. Il succo di limone ha una leggera azione schiarente grazie alla vitamina C che contiene, ma questa si ossida ancor prima di svolgere un’azione cosmetica efficace. Esistono dei rimedi più pratici, ma prima bisogna comprendere le cause di questo fenomeno. Con una visita specialistica accurata presso il Dermatologo a Lei più vicino, si potrà giungere a una diagnosi precisa e programmare eventualmente una terapia mirata al problema. ConsigliarLe una cura a distanza, senza avere idea della situazione in atto, sarebbe per Lei un’ulteriore perdita di tempo. Contatti il Dermatologo a Lei più vicino per una visita accurata.

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177 IMMUNOMODULATORI IN DERMATOLOGIA

DOMANDA: Sto curando delle verruche con la crioterapia con azoto liquido. Il mio Dermatologo mi ha consigliato tra le varie sedute, l’assunzione di integratori per rafforzare le difese immunitarie. A che servono?

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Affinché il nostro organismo possa far fronte in maniera ottimale ai vari insulti (es: infezioni virali, batteriche, etc) è importante essere in perfetto equilibrio psicofisico. I moderni immunomodulatori, sono degli integratori dietetici, che agiscono potenziando la risposta immunitaria per una difesa più attiva contro le noxae patogene. Sono particolarmente utili quando si ha un’alimentazione povera di frutta e verdura o durante una dieta ipocalorica, sebbene queste sostanze non sostituiscono una dieta bilanciata. Ne esistono in commercio diverse formulazioni sia in bustine, sia in compresse masticabili, sia in capsule che in fialoidi. Esistono anche delle formulazioni comode per l’età pediatrica.

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178 PSEUDOCISTI SALIVARE - CISTI MUCOIDE 0 MUCOCELE

DOMANDA: Da 3 mesi mi è uscito un noduletto trasparente di mezzo centimetro sul labbro inferiore e il mio medico curante mi ha parlato di cisti mucoide. Mi consiglia una visita dermatologica?

IL DERMATOLOGO RISPONDE: La cisti mucoide è detta anche mucocele o pseudocisti salivare. È dovuta alla rottura del dotto escretore di una ghiandola salivare (es: in seguito a morsicatura del labbro). Infatti all’interno contiene del liquido trasparente e filante. La sede più frequente è il labbro inferiore, tra i canini e i premolari. Se a causa delle dimensioni arreca fastidio, si può valutare un’eventuale asportazione chirurgica con esame istologico.

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179 ANGIOCHERATOMI DI MIBELLI

DOMANDA: Egr. Dottore, un Suo collega ha diagnosticato a mio figlio dei cheratoangiomi multipli che ha a eliminato col laser. Dato che ho cercato di sapere qualcosa di più approfondito su questo termine su internet ma non ho trovato nulla al riguardo Le sarei grato se potesse darmi qualche chiarimento in merito. RingraziandoLa anticipatamente le invio i più cordiali saluti.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Cheratoangioma è un termine utilizzato talora come sinonimo di angiocheratoma, patologia vascolare di tipo benigno. È importante la visita specialistica per chiarire se si tratta di angiocheratomi di Mibelli (i più comuni), angiocheratomi di Fordyce (possono anche sanguinare) o di angiocheratomi di Fabry (patologia ereditaria rarissima, ma molto seria). In età pediatrica, gli angiocheratomi di Mibelli sono la seconda causa più frequente di puntini rossi sul corpo, dopo gli angiomi rubini. Se non Le ha detto niente, con buona probabilità si tratterà dei comuni angiomi rubini o degli angiocheratomi di Mibelli. Alla prossima visita di controllo, chieda più spiegazioni al Suo dermatologo in modo da avere un parere attendibile basato su un’accurata visita specialistica. Cordiali saluti e in bocca al lupo!

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180 NEVO SPILUS (SPOTTY NAEVUS)

DOMANDA: Egregio Dott. Sorbo ho fatto fare una visita a mio figlio e la dottoressa che lo ha visitato gli ha prescritto l’epiluminescenza per un sospetto nevo spilus sulla zona lombare. Vorrei sapere se è pericoloso come nevo e se è consigliabile asportarlo. Può modificarsi? Cosa mi consiglia? Sono un po’ preoccupato.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Il nevo spilus o spotty naevus è una formazione benigna costituita da piccoli nevi puntiformi raggruppati all’interno di un’area nevica più grande. Generalmente la dermatoscopia ad epiluminescenza chiarisce la tranquillità di tale nevo. Solo nei rarissimi casi in cui sia all’osservazione clinica che alla dermatoscopia vi fossero ancora dubbi, il dermatologo potrà prendere in considerazione un’eventuale asportazione chirurgica con esame istologico. Si affidi serenamente al Suo dermatologo di sempre per una dermatoscopia accurata. Cordiali saluti.