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Dermatologo Dott. Del Sorbo

DOMANDE E RISPOSTE FREQUENTI IN DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA (FAQ)

a cura del Dermatologo Dott. Del Sorbo
SALERNO - SCAFATI

121 ALOPECIA AREATA DELLA BARBA

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, sono un ragazzo di 23 anni e Le scrivo sul sito il dermatologo risponde online, per avere qualche informazione in merito a un mio problema. Ho fatto già la visita con due dermatologi e mi hanno diagnosticato l’alopecia areata della barba. Le cure che mi hanno prescritto non sono risultate efficaci.Gentilmente vorrei sapere un metodo efficace per curare l’alopecia areata della barba all’altezza del mento anche perché con il passare del tempo si sta espandendo. Grazie per il momento e distinti saluti. (Utente dalla Sardegna).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Salve, ho appena letto la Sua mail. Purtroppo non esistono terapie rapide in grado di cancellare in pochi giorni le chiazze di alopecia areata, così come non esistono terapie uguali per tutti. Il modo migliore per gestire la patologia resta la visita specialistica dermatologica. Anche davanti a un apparente insuccesso terapeutico, non bisogna demoralizzarsi. Cambiare ogni volta dermatologo, vuol dire ricominciare ogni volta da capo. Consulti il Suo Dermatologo di sempre per un’accurata visita di controllo ed eventuali esami di approfondimento (es: dosaggio degli immunocomplessi circolanti, dosaggio anticorpi antitireoperossidasi, dosaggio anticorpi antimicrosoma, etc). Mi dispiace non poterle essere utile online, ma prescriverLe una cura a distanza, senza avere idea della situazione in atto, sarebbe poco utile e soprattutto poco attendibile. Contatti il Dermatologo a Lei più vicino per una visita accurata. Si raccomanda nel frattempo di evitare scelte terapeutiche e diagnosi basate unicamente su blog e forum, anche quando fornite da noi medici. Questi servizi di orientamento (compreso il mio) devono servire a incoraggiare la visita medica e non a sostituirla. Cordiali saluti e in bocca al lupo!

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122 PELLE SENSIBILE AL SOLE

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, da ormai due estati l’esposizione al sole mi causa prima la formazione di piccole macchie rossastre che poi divengono delle piccole papule scarsamente pruriginose, queste sono localizzate sul tronco e sulla schiena. Ho notato un’intensificazione subito dopo bagno o attività sportiva. La informo che la sintomatologia è comparsa dopo un’estate in cui, a causa del lavoro di bagninio, l’esposizione è stata estrema (nonostante utilizzo di filtri solari). Ho provato ad assumere integratori di betacarotene che associati a filtro totale ne diminuivano fortemente la comparsa. Cosa mi consiglia?

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Salve, ho appena letto la Sua mail. Le cause del problema da Lei descritto, possono essere davvero tante e la Sua descrizione, sebbene accurata, non permette di formulare un sospetto diagnostico attendibile, in quanto le manifestazioni descritte, possono essere comuni a diverse fotodermatosi (es: dermatite polimorfa solare, lucite estivale benigna, lupus eritematoso, eczema fotoaggravato, psoriasi fotoaggravata, etc). Con una visita specialistica accurata presso il Dermatologo a Lei più vicino, si potrà giungere a una diagnosi precisa e programmare in base a essa, una terapia mirata al Suo problema. Nel sito troverà un mio recente articolo sulle principali patologie dovute al sole. Contatti il Dermatologo a Lei più vicino per una visita accurata. Cordiali saluti e in bocca al lupo!

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123 BRUFOLO NELLA ZONA INGUINALE

DOMANDA: Buonasera, Le scrivo perché circa 2 settimane fa mi si è formato un brufolo nella zona inguinale. Era abbastanza grande, con evidente formazione di pus. Io ho preferito non toccarlo e adesso si è richiuso, però si è formato un rigonfiamento interno del diametro di circa mezzo centimetro. Cosa posso fare? Si riassorbirà da solo? Sono un po’ preoccupata perché è la prima volta che mi succede una cosa del genere. La ringrazio in anticipo. (Utente dal Piemonte).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Salve, ho appena letto la Sua mail. Le cause del problema da Lei descritto, possono essere davvero tante e le manifestazioni descritte, possono essere comuni a diverse situazioni (es: follicolite, cisti sebacea, cisti epidermoide, linfogranuloma venereo, etc). Con una visita specialistica accurata presso il Dermatologo a Lei più vicino, si potrà giungere a una diagnosi precisa e programmare eventualmente una terapia mirata al problema. Contatti il Dermatologo a Lei più vicino per una visita accurata, magari sarà realmente una sciocchezza che regredirà in poco tempo con la terapia. Anche se all’apparenza può sembrare un semplice brufoletto, si raccomanda di evitare terapie fai da te e scelte terapeutiche o diagnosi basate su blog e forum. Cordiali saluti e in bocca al lupo!

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124 SOSPETTA ACANTHOSIS NIGRICANS

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, sono una ragazza di 22 anni e Le scrivo per avere qualche informazione in merito a un problema di pelle che riguarda mia sorella, praticamente ha il collo, sotto le ascelle e la parte intima color tendente al nero, sembra sporco, ma non lo è. Le ho detto di andare a far una visita dermatologica, ma si vergogna, cosa può essere? (Anonima dalla regione Emilia Romagna)

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Le cause del problema da Lei descritto, possono essere davvero tante e la Sua descrizione, sebbene accurata, non permette di formulare un sospetto diagnostico attendibile, in quanto le manifestazioni descritte, possono essere comuni a diverse situazioni (es: acanthosis nigricans, pseudoacanthosis nigricans, ittiosi, ipercheratosi, malattia di Addison, etc). Una visita specialistica è importante per escludere l’eventualità di un’ acanthosis nigricans. Questa patologia si manifesta con un ispessimento vellutato della cute delle pieghe flessorie (es: collo, cavi ascellari, zona inguinale, etc) che assumono un aspetto grigio sporco o nerastro. In alcuni casi queste patologie possono essere associate ad altre situazioni sia benigne (es: fibromi penduli, sovrappeso, diabete mellito, insulinoresistenza, etc) che maligne (es: adenocarcinoma gastrico, linfoma di Hodgkin, etc). Infatti alcune forme rare di acanthosis nigricans sono di natura paraneoplastica. Fortunatamente in moltissimi casi, si tratta di un fenomeno benigno, ma uno screening lo programmiamo in ogni caso. Con una visita specialistica accurata presso il Dermatologo a Lei più vicino, si potrà giungere a una diagnosi precisa e programmare eventualmente una terapia mirata al problema. Cordiali saluti e in bocca al lupo!

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125 ITTIOSI VOLGARE E VES AUMENTATA

DOMANDA: Egr. Dr. Del Sorbo, il problema che Le espongo riguarda mio padre che ha 75 anni. Sei mesi fa ha subito un intervento per fratture alle spalle e al bacino. Adesso ha ricominciato a deambulare e fa fisioterapia alle braccia per la riabilitazione il problema è che mio padre è sempre stato affetto da ittiosi volgare che con quello che ha subito si è amplificata di molto. Da un controllo del sangue di routine viene fuori una VES altissima, io mi chiedo potrebbe essere associata alla patologia della ittiosi? In attesa di risposta Le porgo i più cordiali saluti. (Utente dalla regione Sicilia).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Salve, ho appena letto la Sua mail. Le cause di una VES alta, possono essere davvero tante. Alcune forme di ittiosi, si possono associare talora un aumento modesto della VES (indice di infiammazione) ma difficilmente osserviamo valori elevati. Data l’età di Suo padre è consigliabile una visita specialistica accurata presso il Dermatologo a Lei più vicino. In questo modo si potrà giungere a una diagnosi più precisa (variante di ittiosi), escludere patologie infauste (es: ittiosi paraneoplastica) e programmare una terapia più mirata al problema. Si raccomanda di evitare scelte terapeutiche e diagnosi basate unicamente su blog e forum, anche quando fornite da noi medici. Questi servizi di orientamento (compreso il mio) devono servire a incoraggiare la visita medica e non a sostituirla. Cordiali saluti e in bocca al lupo!
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126 DERMATITE SEBORROICA

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, sono una ragazzo di 23 anni, ho la dermatite mi dicono seborroica ai lati del naso, vorrei usare delle creme ha base di ossido di zinco per prevenire gli arrossamenti. Ho trovato delle creme che sono ad alto contenuto di ossido di zinco e la pasta all’acqua e ossido di zinco. Ora lei quale mi consiglia visto la zona da trattere e tenuto conto che io se per esempio uso delle normali creme idratanti la suddetta zona si arrossa? Penso a causa dei profum presenti in quei prodotti. La ringrazio per la Sua cortese attenzione e fiducioso in una Sua risposta La ringrazio in anticipo. (Utente dalla regione Puglia).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: In caso di dermatite seborroica, le aree interessate sono già ben idratate, a causa del sebo prodotto in eccesso. Le creme idratanti aumenterebbero la macerazione creata dalla seborrea, aumentando l’irritazione. Le paste all’ossido di zinco, oltre a svolgere un’azione lenitiva diretta, in qualche modo tendono ad “asciugare” l’area su cui vengono applicate, con benefici più o meno visibili. Esistono anche delle creme specifiche ad azione sebonormalizzante e meno biancastre dell’ossido di zinco, da programmare al momento della visita in base alla situazione clinica. Non esistono creme uguali per tutte le forme di seborrea o rimedi in grado di cancellare rapidamente il problema. Con una visita specialistica accurata presso il Dermatologo a Lei più vicino, si potrà giungere a una valutazione clinica precisa e programmare eventualmente una terapia mirata al problema. Cordiali saluti.

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127 HERPES ZOSTER E CORTISONE: LE CREME DA EVITARE

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, a mia madre hanno diagniosticato un herpes zoster a livello del ginocchio. Non ha dolore ma molto prurito. E anche in altre Zone del corpo si iniziano a formare delle bollicine. Le hanno prescritto una cura a base di antibiotico (augmentin), un antistaminico e una crema da applicare (diprosone). Le vorrei chiedere se con questa terapia passerà e se è una patologia infettiva. Grazie.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: L’herpes zoster è una malattia virale, per la quale esistono oggi specifici farmaci (antivirali) in grado di contrastare in maniera selettiva l’azione del virus. Le molecole anti herpes zoster attualmente disponibili (es. Aciclovir, Brivudin, Famciclovir, Valaciclovir, etc) sono utili nella cura delle manifestazioni cutanee della malattia e nella prevenzione di possibili fenomeni associati (es. nevralgia posterpetica), ma vanno prescritte dal medico al momento della visita, basandosi su una visita accurata e su una precisa diagnosi, e non su una semplice descrizione a distanza. Trattandosi di una malattia virale, l’applicazione di creme cortisoniche, potrebbe far peggiorare il quadro clinico, a causa dell’effetto immunosoppressore svolto dagli steroidi topici. La stessa raccomandazione vale per l’herpes labialis, in cui l’applicazione di cortisone scatena nel giro di poche ore, un peggioramento del quadro clinico. Con una visita specialistica presso il dermatologo a voi più vicino, sarà possibile giungere a una diagnosi precisa e in base a questa, programmare una terapia mirata e non solo sintomatica.

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128 TATUAGGIO SU UNA VOGLIA

DOMANDA: Gentile Dott Del Sorbo le scrivo per chiederle informazioni sul fatto che vorrei fare un tatuaggio sulla schiena nel punto in cui ho una voglia. (Utente dalla regione Campania).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Generalmente sconsigliamo di praticare tatuaggi in prossimità delle cosiddette voglie (es: nevo congenito, angioma piano, etc). Le chiazze di colore caffèlatte infatti, sono costituite da melanociti che possono modificarsi se traumatizzati. Le cosiddette voglie di colore rosa, sono dei veri e propri angiomi e potrebbero sanguinare moltissimo al momento del tatuaggio. Se proprio è una Sua esigenza tatuare quella zona, può contattare il Dermatologo a Lei più vicino per una visita accurata e una valutazione della situazione. Infatti esistono diversi tipi di “voglie”, in base al colore. Le bianche sono nevi acromici in cui manca la melanina. Le caffèlatte sono dei veri e propri nevi congeniti, quelle rosa e quelle bluastre, sono rispettivamente angiomi piani e cavernosi.

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129 MANI CHE SI SPELLANO

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, Le scrivo per mia moglie, ha un grave problema al palmo della mano: bruciore, secchezza, screpolamento e spellamento. Lei dice che è già stata da un dermatologo, e che il suo problema è solo di origine nervosa e non crede utile una nuova visita dermatologica. Ma a me sembra che continui a peggiorare. Capisco che per lei è difficile diagnosticare a distanza questa malattia, ma cosa posso dire a mia moglie per convincerla a una nuova e più approfondita visita? La ringrazio cordiali saluti. (Anonimo dalla regione Emilia Romagna).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Alla Sua signora può rispondere che le cause del suo problema possono essere davvero tante e la Sua descrizione, sebbene accurata, non permette di formulare un sospetto diagnostico attendibile, in quanto le manifestazioni descritte, possono essere comuni a diverse situazioni (es: psoriasi palmare, eczema da contatto, disidrosi, cheratodermia palmoplantare, dermatofizia, etc). Con una visita specialistica accurata presso il Dermatologo a Lei più vicino, si potrà giungere a una diagnosi precisa e programmare eventualmente una terapia mirata al problema. Tutte le patologie dermatologiche hanno una componente emotiva (es: stress), ma se fosse solo quella la causa, dovrebbero spellarsi le mani di milioni di persone. In base alla diagnosi sarà programmata una terapia mirata. Una cura a distanza, senza avere idea della situazione in atto, sarebbe per la signora un’ulteriore perdita di tempo. Contatti il Dermatologo a Lei più vicino per una visita accurata. Cordiali saluti e in bocca al lupo!

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130 PROBLEMA AI GENITALI DOPO RAPPORTO SESSUALE

DOMANDA: Salve Dott. Del Sorbo, ultimamente ho avuto un rapporto sessuale non protetto con una sconosciuta. L’indomani mi sono comparsi dei puntini rossi sul glande, vorrei sapere di cosa si tratta bene o male se è un’infezione grave, se facilmente curabile e in quanto tempo all’incirca potrei guarire, se si tratta di candida o se puo essere qualche altro tipo di infezione. La ringrazio. (Utente dalla regione Sicilia).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Le cause del problema da Lei descritto, possono essere davvero tante e i sintomi da Lei riferiti, possono essere comuni a diverse situazioni (es: balanite irritativa, balanopostite da candida, etc). Le invio un mio recente articolo sulle più comuni situazioni in dermatologia genitale. Le patologie dell’area genitale danno spesso manifestazioni cliniche simili e solo una visita dermatologica accurata ed eventuali esami (es: test HIV, VDRL, TPHA, etc) si potrà giungere a una diagnosi recisa e programmare eventualmente una terapia mirata al problema. Contatti il Dermatologo Venereologo a Lei più vicino per una visita accurata. Cordiali saluti e in bocca al lupo!

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131 PRURITO AI GENITALI DOPO ANTIBIOTICI


DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, sono una ragazza di 29 anni. in seguito a una tonsillite con analisi dai valori alti ho seguito la prima cura antibiotica con 6 pasticche di cui non ricordo il nome e in seguito 5 iniezioni di penicillina. Quasi in concomitanza della cura mi è comparso un forte prurito nelle parti intime con dolore a urinare e bolle sulla schiena e braccia in particolare. Ho assunto il furadantin e goccie di uva arsina ma non ho ancora miglioramenti. Può essere causa delle iniezioni? Che rimedio posso adottare? Grazie, aspetto Sua risposta. (Utente dal Piemonte).

IL DERMATOLOGO RISPONDE:: Egr. Sig.na, le cause del problema da Lei descritto, possono essere svariate e i sintomi da Lei riferiti possono essere comuni a diverse situazioni (es: cistite, uretrite, orticaria, etc). Spesso cure antibiotiche così forti possono alterare il microbioma cutaneo e favorire talora l’insorgenza di altre dermatosi (es: infezione da candida). Con una visita specialistica accurata presso il Dermatologo a Lei più vicino, si potrà giungere a una diagnosi precisa e programmare eventualmente una terapia mirata al problema. Contatti il Dermatologo a Lei più vicino per una visita accurata.

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132 EPITELIOMA BASOCELLULARE E MAPPATURA DEI NEI

DOMANDA: Salve, ho 34 anni. Avrei bisogno di ulteriori informazioni riguardanti un epitelioma basocellulare nodulare sul volto. In pratica circa 4-5 mesi fa ho fatto il mio controllo nei e da li il dermatologo mi ha consigliato di eliminare un epitelioma diagnosticato tramite esame istologico. Ora vorrei sapere se possono esserci problemi e quindi effettuare ulteriori controlli oppure controllo normale di routine? Poi come mai alla mia età già un epitelioma? Inoltre vorrei sapere cosa si intende per mappatura nei? È la normale visita dermatologica? Grazie. (Anonima dall’Emilia Romagna).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: L’epitelioma basocellulare o basalioma è un tumore cutaneo che una volta asportato e seguito dal proprio dermatologo, generalmente non crea problemi. Infatti, una volta asportato, è sufficiente il controllo ambulatoriale periodico presso il proprio dermatologo. Gli epiteliomi basocellulati sono poco frequenti nella Sua fascia di età, ma a volte si possono osservare nelle persone giovani con cute chiara o particolarmente sensibile e nelle aree esposte ai raggi UV (es: sole, lampade abbronzanti, etc). La mappatura dei nevi è l’osservazione dei nevi con uno strumento denominato dermatoscopio. Si tratta di una tecnica rapida e non invasiva a disposizione presso qualsiasi dermatologo. Troverà un mio articolo dettagliato sulla mappatura del nevi su questo sito. Cordiali saluti e in bocca al lupo!

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133 ACNE TARDIVA

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, sono una ragazza di 28 anni, con problema di acne. La ringrazio in anticipo della Sua disponibilità e professionalità e spero possa rispondere alle mie domande. Anch’io sono vittima di una forma di acne tardiva! Periodo dell’adolescenza trascorso serenamente, con qualche brufoletto sporadico, ma nulla di preoccupante. Verso i 24 anni circa, accuso pelle lucida, estremamente grassa con comedoni e pustole. Roaccutan per sei mesi, peeling a base di acido glicolico presso il mio dermatologo e altre cremine di accompagnamento, il tutto nel giro di un anno. Terapia iniziata nel mese di settembre, e nell’anno successivo, mese di luglio, mi sembrava di aver risolto il problema. Niente da fare, dopo l’estate, recidiva: Minocin, Duac gel, Benzac, etc! Sembra che vada meglio, ma dopo poco ci risiamo. Nell’ultimo periodo, per circa tre mesi ho applicato Isotrexin gel, e adesso Piruvac gel con detergenti specifici e creme idradanti. Le chiedo, è possibile una cura di mantenimento, un prodotto che possa prevenire e controllare il rischio di recidive? Ho letto molti articoli sull’adapalene, un retinoico che offre grandi risultati, ma che non ho mai testato. Inoltre, sa darmi delle informazioni su un prodotto quale Mask Plus? Mi era stato prescritto a conclusione della cura con Roaccutan, ma mi sembra, non abbia dato grandi risulatati, anzi, mi procurava nuovamente pelle molto lucida e grassa. Le chiedo scusa per tutte queste domande, in questi anni, sono riuscita ad ampliare le mie conoscenze sull’argomento. Inoltre, volevo chiederLe, se può suggerirmi un buon prodotto a base di acido glicolico. Ci sono diverse correnti di pensiero, chi preferisce acido glicolico, chi quello salicilico, chi quello piruvico, chi quello mandelico, chi quello a base di AHA, lei cosa ne pensa? Ho cercato di essere sintetica, traducendo in breve posologia e terapie. La ringrazio immensamente della Sua attenzione. (Utente dalla Campania).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Salve, ho appena letto la Sua mail. Dalla Sua descrizione molto accurata noto che ha utilizzato tantissime cure. I prodotti da Lei descritti, rientrano tra le terapie che più frequentemente utilizziamo in Dermatologia per il trattamento dell’acne. Generalmente con questi sistemi, l’acne tende a rientrare. Nei casi persistenti allora dobbiamo cominciare a porci delle domande. Se nel periodo dell’adolescenza (perdiodo in cui l’acne è frequentissima) non ha avuto problemi di pelle, ed ha cominciato solo dopo (cosiddetta acne tardiva), sarebbe il caso di fare uno screening ormonale (es: dosaggio prolattina, dosaggio testosterone libero, ecografia ovarica nella prima settimana del ciclo, etc) sotto la guida del Suo dermatologo. Tentare l’ennesima terapia dopo le già tante effettuate, senza poter agire su eventuali cause, vorrebbe dire continuare alla cieca in una sorta di accanimento terapeutico, che la porterebbe ad accumulare decine di altri prodotti dermatologici con benefici solo temporanei. Provo a rispondere alle domande sui prodotti da Lei indicati. Per quanto riguarda l’adapalene, si tratta di un retinoide un po’ più delicato di quelli tradizionali, nel senso che non è fotosensibilizzante. L’altro prodotto di cui mi ha chiesto informazioni è un’associazione di un retinoide (tretinoina) di un antibiotico (clindamicina) e di un esfoliante (acido glicolico). Sono entrambi degli ottimi prodotti. Essi possono essere molto efficaci in alcune fasi dell’acne e totalmente inutili in altre. Sarà il Dermatologo al momento della visita a stabilire in base alla Sua situazione attuale, quale può apportare maggiori benefici. Dopo tutte le terapie da Lei elencate è difficile trovare una soluzione in grado di cancellare rapidamente l’acne con una semplice cremina al glicolico. Questa molecola può dare degli ottimi vantaggi nella gestione di eventuali esiti postacneici (cioè quando l’acne non ci sarà più), mentre non è molto utile quando l’acne è ancora in corso (cioè su cute ancora infiammata). Il mio consiglio è quello di consultare ancora il Suo dermatologo per una visita di controllo accurata, cercando di ricostruire insieme tutta la Sua situazione, compreso eventuali insuccessi terapeutici. Questo permetterà allo specialista di effettuare ulteriori indagini e di programmare il percorso terapeutico più adatto al Suo tipo di pelle. Mi dispiace non poterle essere consigliare un prodotto online, ma prescriverLe una cura a distanza, senza avere idea della situazione in atto, sarebbe per Lei un’ulteriore perdita di tempo. Contatti il Dermatologo a Lei più vicino per una visita accurata. Se Le può essere utile, Le invio un mio recente articolo sull’acne. Cordiali saluti e in bocca al lupo!

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134 FERRITINA BASSA E CADUTA DEI CAPELLI

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, sono una ragazza di 27 anni e Le scrivo per avere informazioni su un mio problema di pelle e capelli. Ho una pelle molto grassa e quindi impura, e come se non bastasse le svariate pulizie del viso hanno lasciato su di essa macchie ben visibili, per i capelli sono circa tre anni che cadono ininterrottamente ho fatto di tutto da esami a terapie ma senza mai trarne alcun beneficio, mi farebbe piacere ricevere una sua risposta e se è possibile trovare qualche rimedio a entrambi i problemi? Mi hanno detto che la ferritina incide sulla chioma e io l’ho molto bassa. Cordialità. (Utente dalla Campania).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Egr. Sig.ra, ho appena letto la Sua mail. La cute seborroica è un problema molto comune. Una volta escluse eventuali cause ormonali (es: iperprolattinemia, ovaio micropolicistico, etc) si individua un percorso terapeutico mirato, con prodotti non necessariamente di tipo farmacologico, in grado di “normalizzare” tale tendenza. Per quanto riguarda il ruolo del ferro in dermatologia, questa è una domanda che mi fate in tantissimi e provo a rispondere anche a Lei con un mio post già risposto su un altro forum tempo fa. Il ferro è un elemento indispensabile per il mantenimento di un buono stato di salute. Questo perché tra le sue tante funzioni esso svolge un ruolo centrale nella produzione dell’emoglobina e delle proteine muscolari. La ferritina è un indice molto attendibile delle nostre “scorte” di ferro in quanto indica la quantità di ferro immagazzinata nei tessuti sotto forma di deposito e disponibile nelle “emergenze”. La sideremia indica invece la quantità di ferro presente nel sangue in quel momento. Grazie ai nostri depositi di ferro (quelli monitorati con il dosaggio della ferritina) l’organismo fa in modo da mantenere sempre accettabile la quantità di ferro presente nel sangue (sideremia). Comprenderà quindi, come in alcune carenze croniche di ferro, ci possiamo trovare davanti a una sideremia ancora normale e a una ferritina molto bassa. Il mio consiglio è quello di rivolgersi al Suo medico esibendo il risultato di questi esami, per comprendere attraverso una visita accurata ed eventuali altri esami di approfondimento che stabilirà il collega al momento della visita (es: dosaggio della prolattina, dosaggio ormoni tiroidei, ricerca sangue occulto nelle feci, esami per la celiachia, etc) le cause di questa ferritinemia così bassa. Come dermatologo nella mia pratica clinica riscontro molto spesso una ferritina molto bassa, come concausa dell’indebolimento dei capelli, della tendenza alla cosiddetta cellulite (anche nei soggetti magri) e dell’onicodistrofia (unghie fragili). Quando infatti diminuisce la quantità di ferro disponibile, l’organismo lo sottrae agli organi cosiddetti “estetici” quindi meno importanti (es: unghie, capelli e pelle) privilegiando i distretti vitali. Un fenomeno più o meno simile avviene alla fine della gravidanza o dopo una dieta fai da te. Alla fine della gravidanza, il feto, in rapido accrescimento, tende a consumare le riserve di ferro della madre e a provocarne un diradamento dei capelli nelle settimane successive al parto. Questo fenomeno è fisiologico e si chiama defluvium post partum. Anche una dieta “improvvisata” può generare una carenza marziale e quindi defluvium (diradamento). Quindi prima di assumere integratori con il “fai da te”, una semplice ma accurata visita medica la tranquillizzerà sulle cause di questo fastidio. Con una visita specialistica accurata presso il Dermatologo a Lei più vicino, si potrà giungere a una diagnosi precisa e programmare eventualmente una terapia mirata al problema. Cordiali saluti e in bocca al lupo.

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135 PRURITO FEROCE E IgE ELEVATE

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, Le scrivo per ricevere informazioni su un problema che persiste ormai da sei anni. Il mio disturbo si manifesta con un forte prurito, localizzato su tutto il corpo, ma prevalentemente sugli arti inferiori e sull’addome. Sono attualmente in cura presso un Ospedale della mia città e sto aspettando i risultati della biopsia. Due anni fa avevo già effettuato questo tipo di esame presso un altro ospedale. Le riporto di seguito il risultato: Biopsia escissionale dermo-epidermica rivestita da epidermide di normale spessore con modesta iperortocheratosi compatta. nel derma superficiale è presente infiltrato linfocitario perivascolare. Tale aspetto microscopico non conferma l’ipotesi di parassitosi potendosi piuttosto riferire a prurigo nodulare. La informo inoltre, che i valori delle IgE totali corrispondo a 1931 kU/l. Attualmente sto assumendo Atarax 25 mg 1 compressa al giorno e Celestone quando il prurito diventa insopportabile. a oggi non ho ancora una diagnosi. Un altro medico mi aveva detto che si trattava di una reazione dovuta ad esaurimento nervoso. Altri mi hanno diagnosticato una reazione allergica ma non hanno saputo spiegarmi a che cosa. Le comunico ancora che ho due sorelle affette da morbo celiaco. La ringrazio infinitamente per la Sua disponibilità e colgo l’occasione per porgerLe distinti saluti. Le ho scritto perché ancora non ho trovato una causa.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Le cause di prurito, possono essere davvero tante e la Sua descrizione, sebbene accurata, non permette di formulare un sospetto diagnostico attendibile, in quanto le manifestazioni descritte, possono essere comuni a diverse situazioni dermatologiche. Visti i valori molto alti del PRIST, sarebbe interessante sapere come era il livello di IgE totali negli anni scorsi, prima di tale problema o comunque all’inizio della sintomatologia pruriginosa. La biopsia in questi casi fornisce una descrizione di un quadro infiammatorio aspecifico, senza tuttavia aggiungere informazioni utili alla terapia e soprattutto senza confermare la diagnosi. Altri esami di approfondimento possono essere talora utili (es: dosaggio immunocomplessi circolanti, dosaggio anticorpi anti gliadina deamidata, dosaggio anticorpi anti endomisio, ferritina, sideremia, esame parassitologico delle feci, etc) e saranno presi in considerazione al momento della visita di controllo presso lo specialista che La segue. Le invio un mio recente articolo sulle più comuni cause di prurito e quindi sulla difficoltà in alcuni casi di individuare rapidamente una causa specifica. Mi dispiace non poterle essere utile online, ma prescriverLe una cura a distanza, senza avere idea della situazione in atto, sarebbe per Lei un’ulteriore perdita di tempo. Al momento che ritirerà la biopsia, avrà sicuramente qualche spiegazione in più dai colleghi che La seguono, facendo tesoro delle terapie e degli esami fatti finora, per cercare di dare un nome e possibilmente un rimedio alla Sua patologia. Mi contatti per eventuali altri chiarimenti sull’argomento in questione. Cordiali saluti e in bocca al lupo!

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136 USTIONE CHIMICA DA NITRITO DI ISOPROPILE

DOMANDA: Egr. Dott, Le sarei grata se mi potesse dare informazioni sugli effetti del contatto con la pelle con nitrito di isopropile. Viene una specie di ustione, ma non so se sia opportuno curarla con pomata sofargen perch? contiene isopropile miristato, e non so se fa reazione. Poi volevo sapere se quel reagente è cancerogeno o quali danni provoca l’inalazione. Grazie e buon lavoro.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Egr. Signora, ho appena letto la Sua mail. Non ho ben compreso il motivo per il quale Lei è a contatto periodicamente con questa sostanza (uso professionale come reagente, uso medico come fiale, etc). Se per uso professionale, presso la Sua azienda può richiedere una copia della scheda sicurezza dei materiali per uso professionale e discuterne con il medico. Se l’esposizione avviene invece per altri motivi, Le consiglio di parlarne con il Suo medico curante al momento della visita, cercando di spiegare la frequenza, i motivi e tutte le modalità di esposizione a tale sostanza. Il nitrito di isopropile è una sostanza volatile con formula chimica (CH3)2-CH-O-NO che ha avuto negli anni diversi usi (es: veniva utilizzato in passato come aroma alimentare, come propellente nei deodoranti, come popper nelle fiale antiangina, come chelante del ferro nei centri antiveleni, come sostanza a uso voluttuario, etc). Come per la maggior parte dei nitriti, anche queste sostanza ? irritante a contatto di cute e mucose (eczema, eritema, edema e croste giallastre) e l’esposizione durante la gravidanza, può esporre il feto al rischio malformazioni (effetto teratogeno). Si tratta di sostanze dotate di una certa tossicità. Se in questo momento ci sono manifestazioni cliniche in atto (es: eczema, prurito, etc) anziché tentare l’applicazione di farmaci alla cieca, contatti il Dermatologo a Lei più vicino per una diagnosi precisa e una valutazione dei possibili rischi. Si raccomanda nel frattempo di evitare scelte terapeutiche e diagnosi basate unicamente su blog e forum, anche quando fornite da noi medici. Questi servizi di orientamento (compreso il mio) devono servire a incoraggiare la visita medica e non a sostituirla.. Cordiali saluti!

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137 PELLICOLA SUL GLANDE

DOMANDA: Gentile Dott. Del Sorbo, sono un ragazzo di 29 anni, proprio ieri ho notato sul glande una pellicola di colere chiaro, direi bianca, preciso che questa pellicola non ricopre tutto il glande e che non ho prurito, gonfiore o rossore. Lavando la parte, questa pellicola, non omogenea, tende a “spellarsi”. Mi sono un po’ documentato pensando potesse trattarsi di Balanite e stamane mi sono rivolto al medico di famiglia che mi ha prescritto diflucan (antimicotico) da 150 mg, una capsula da prendere oggi e una tra dieci giorni e consigliato un detergente intimo neutro non aggressivo. Mi chiedo è probabile che si tratti di balanite? Pur non avendo prurito o particolari irritazioni e entro quanto tempo questa pellicola dovrebbe scomparire? La ringrazio per l’attenzione che mi dedicherà. (Utente dall’Abruzzo).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Una desquamazione del glande si può verificare in molte situazioni alla fine di un processo infiammatorio. Infatti, il termine balanite definisce un processo infiammatorio della mucosa intima maschile e può avere diversa natura, infettiva e non. La terapia da Lei indicata, mi fa supporre che il collega, al momento della visita medica, ha diagnosticato un’infezione micotica (es: balanopostite da candida). In presenza di una candidosi accertata e in assenza di fattori scatenanti (es: iperglicemia, assunzione di antibiotici, etc) la terapia con antimicotici risolve il quadro clinico nel giro di pochi giorni. Molto importante sarà la valutazione del collega al momento della visita di controllo, per valutare i benefici di tale terapia e informarLa su tutte le norme di prevenzione. Oltre alle infezioni, molte altre patologie infiammatorie dell’area genitale maschile (es: balanite seborroica, psoriasi genitale, balanopostite allergica da contatto, etc) possono evolvere con una pellicola chiara, che gradualmente, con le terapie adeguate, tende a regredire. Le invio un mio recente articolo sulle patologie che più frequentemente interessano il distretto genitale. Cordiali saluti e in bocca al lupo!

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138 BETA CAROTENE ERITEMA SOLARE E MELANINA

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, sono una ragazza di 24 anni della provincia di Como, vorrei sapere se l’uso di betacarotene per proteggermi da eritemi solari fa aumentare il numero di nei, dato che stimola la produzione di melanina. Grazie e cordialità.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: L’uso di betacarotene non sostituisce le buone norme di fotoesposizione e fotoprotezione. Nonostante in alcuni casi può essere utile l’assunzione, questa pratica non deve farci dimenticare di utilizzare la crema protettiva consigliata dal dermatologo. Il betacarotene non stimola la melanina e il bel colorito dorato che spesso conferisce non è dovuto alla produzione di melanina, ma al deposito di carotenoidi nella cute. Il numero totale dei nevi aumenta sia per motivi costituzionali, sia per una non corretta esposizione al sole. Non è il sole che fa male alla pelle... ma le scottature solari, per questo è importante un controllo periodico dei nei. Nel sito troverà un po’ di articoli sull’argomento in questione. Cordiali saluti!

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139 DERMATITE AL VISO DOVUTA AL VENTO

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, sono una ragazza di 26 anni e da circa 3 anni a contatto col vento si formano sul viso e collo dei punti rossi simili a punture di zanzare, con prurito, che dopo circa 5-10 minuti scompaiono, ho anche fatto il prick test, ma con una magra consolazione mi è stato detto che sono allergica agli agenti atmosferici. Lei cosa ne pensa?

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Salve, ho appena letto la Sua mail. Dalla Sua descrizione, non è facile giungere a un sospetto diagnostico attendibile, in quanto le manifestazioni al viso da Lei descritte, possono essere comuni a diverse situazioni dermatologiche (es: eczema da contatto aerotrasmesso, orticaria da freddo, dermatite irritativa da contatto, xerosi da freddo, screpolature da freddo, eritema pernio, dermatiti da atmosfera secca, etc). Le dermatiti aerotrasmesse (airborne dermatitis) possono essere dovute alla polvere, alle fibre della lana di vetro, ai prodotti volatili da carta autocopiante e a tante altre situazioni da escludere o confermare al momento della Sua prossima visita dermatologica. Con una visita specialistica accurata presso il Dermatologo a Lei più vicino, si potrà giungere a una diagnosi precisa e programmare eventualmente una terapia mirata al Suo problema. In alcuni casi il dermatologo al momento della visita può richiedere degli esami di approfondimento (es: dosaggio IgE totali, patch test, test orticaria, etc). Molto importante è quanto si riesce a osservare al momento della visita. Una manifestazione vescicolosa o papulosa può far orientare verso un tipo di diagnosi (es: eczema, etc.) mentre una manifestazione a piccoli pomfi, può far pensare ad altro (es: orticaria, etc). Altrettanto importante è conoscere frequenza e modalità con cui si verifica tale fenomeno. Per alcune di queste patologie del viso, non è solo il vento a scatenarle. Basti pensare al fenomeno per il quale molte di esse, tendono quasi a sparire durante una vacanza balneare, con o senza vento. Un approfondimento diagnostico alla prossima visita di controllo permetterà di comprenderne le cause e di programmare una prevenzione delle recidive. A volte un vento secco (bassa umidità ambientale) favorisce la dispersione di varie sostanze nell’aria (pollini, polveri, etc). Altre volte le persone che lavorano troppo al PC, possono sviluppare al viso una dermatite da contatto aerotrasmessa da particelle presenti nell’ambiente di lavoro (effetto fototossico e fotoallergico delle radiazioni visibili del monitor). In altre situazioni ancora, il vento (xerosi) e la luce del sole (effetto fototossico o fotoallergico), favoriscono alcuni tipi di fotodermatosi ambientali. Esistono in alcuni periodi dell’anno delle dermatiti aerotrasmesse, cosiddette da processionarie (es: processionaria del pino, della quercia, etc), abbastanza frequenti in Italia Meridionale e presenti anche in città, lontano dagli spazi verdi. Questo per dirLe che solo con una visita specialistica accurata si potrà giungere a una diagnosi attendibile e soprattutto a un rimedio mirato. Contatti il Suo dermatologo appena Le si ripresenta il problema, perché la sola descrizione senza manifestazioni in atto, rende difficile la diagnosi nella maggior parte dei casi. Cordiali saluti e in bocca al lupo!

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140 DERMATITE DA CONTATTO CON ALIMENTI

DOMANDA: Ill.mo Dott. Del Sorbo, ho 60 anni e da 20 anni lavoro in un’azienda alimentare, svolgendo sempre lo stesso lavoro da impastatore, ho a che fare con farine, vanillina, zucchero e tanti altri prodotti per biscotti. Da due anni soffo di un’allergia da contatto, mi sono fatto visitare da molti specialisti dermatologi, ognuno mi ha dato una cura diversa di creme ma con scarso risultato. Ho fatto anche i test allergologici, seguo tutte le cure che mi vengono date, ma il risultato è sempre zero, mi si formano dei tagli sulle dita delle mani, come se mi tagliassi con una lametta, prima mi si stacca la pelle, a volte mi si formano delle piccole piaghe di arrossamento sul polso e il piede destro, ho fatto anche analisi del sangue e non risulta niente, io penso che quest’allergia non è dovuta a contatto con qualcosa, ma semplicemente a una questione di nervosismo. Spero di avergli dato delle informazioni sufficienti con la speranza che potrebbe capire il mio grave problema. In attesa di avere una Sua gradita risposta, Le invio cordiali saluti.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Alcune sostanze presenti negli alimenti possono provocare talora una dermatite allergica da contatto nei soggetti sensibilizzati (es: acido sorbico, sodio bisolfito, parabeni, etc). Non sempre però queste situazioni di dermatite cronica alle mani sono imputabili a vere e proprie allergie cutanee. Una volta che con gli esami (es: patch test serie standard, patch test serie pasticcieri e additivi alimentari, etc) si è esclusa un’eziologia di tipo allergica, bisogna prendere in considerazione altre patologie (es: dermatite da contatto irritante, disidrosi, dermatite da contatto con proteine, psoriasi palmare, cheratodermia palmare, etc). Sarebbe utile sapere come è la situazione relativa alle aree cutanee non a contatto (es: presenza di forfora al cuoio capelluto, gomiti secchi, irritazioni ai genitali, miglioramento in estate, etc) per poter giungere a una diagnosi più attendibile. Risolvere con qualche consiglio online un problema che va avanti ormai da diversi anni è poco probabile. Purtroppo solo con una visita specialistica accurata si possono valutare gli elementi utili per una diagnosi precisa innanzitutto... per poter programmare poi il percorso terapeutico più mirato al Suo problema. Cordiali saluti e in bocca al lupo!