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Dermatologo Dott. Del Sorbo

DOMANDE E RISPOSTE FREQUENTI IN DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA (FAQ)

a cura del Dermatologo Dott. Del Sorbo
SALERNO - SCAFATI

021 MOLLUSCO CONTAGIOSO

DOMANDA: Presento subito il mio problema per avere qualche consiglio: mio figlio di 6 anni da quest’ estate, probabilmente in piscina, si è “infettato” un braccio e l’addome con i “molluschi contagiosi”, dopo la visita dermatologica è iniziata la trafila della cura che consiste in sedute settimanali in cui il medico gli tratta i singoli mulluschi con ghiaccio secco. Visto che la zona interessata dall’infezione è estesa sembra che i trattamenti saranno prolungati nel tempo (si parla di un anno circa) con chiari e comprensibili disagi del bimbo. Volevo sapere se esiste qualche altra cura più veloce e immediata per risolvere il problema. Grazie. (Anonima da Padova).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Egr. Signora da Padova, il mollusco contagioso è una patologia molto frequente nei bambini piccoli in quanto le loro difese immunitarie sono ancora in “crescita”. Tale patologia la riscontriamo anche in alcuni adulti, quando tali difese si abbassano a causa dell’uso di alcuni farmaci o in periodi particolarmente stressanti. Volgarmente questi “molluschi” sono denominati anche “porri” in maniera analoga alle più comuni verruche. Il virus in questione è però diverso e si chiama POXVIRUS. Si tratta di un virus presente in tutti gli ambienti (dalla nostra casa pulita, al nostro giardino... e non solo in piscina o sulla spiaggia come spesso mi raccontano i genitori dei miei piccoli pazienti). Si renderà conto quindi che il termine contagioso è quindi relativo. In effetti il bambino infettato, può facilmente trasmettere l’infezione in altre zone del corpo. La trasmissione bambino-adulto è però molto più rara in quanto noi adulti, siamo esposti tutti i giorni a tale virus che le nostre “normali” difese riescono brillantemente a controllare. Per i bambini, per i motivi di cui sopra, questo non sempre avviene in maniera efficiente... ed è questo il motivo per il quale spesso i bambini giocando tra loro... si contagiano a vicenda. La scelta di crioterapia, curettage, etc... dipende in genere dal dermatologo e dal numero di elementi. Personalmente preferisco il curettage (soprattutto nel caso raro e fortunato di un bambino tranquillo come il Suo), ma la crioterapia è utilizzata con altrettanto successo. In genere si fanno assumere degli integratori immunostimolanti (ribadisco... integratori derivati da frutta e verdura... non farmaci)... a discrezione dello Specialista. Per quanto riguarda il tempo di risoluzione è imprevedibile... va da pochi giorni a molti mesi... e dipende dalle difese immunitarie del piccolo e non dalle capacità dei colleghi. Unica consolazione per il mollusco contagioso... È che si tratta di una delle “poche” patologie della pelle che risolvono sempre... in ogni caso... ed è solo questione di tempo. I molluschi quindi, come le verruche, vanno sempre via... ma fanno perdere tantissimo tempo e pazienza purtroppo. Ho avuto modo di pubblicare diversi lavori sull’infezione da Poxvirus (mollusco contagioso) e alcuni anni fa ho raccolto i casi più eclatanti in una collana di atlanti di medicina (Atlante di patologia cutaneo mucosa da virus di Del Sorbo, Donofrio & coll. Dermo Edizioni - Napoli, 2001 - Atlante di dermatologia pediatrica, di Del Sorbo, Donofrio & coll. Dermo Edizioni - Napoli, 2003). Mi sento di tranquillizzarLa molto sull’evoluzione e sulla certa guarigione di Suo figlio... Segua pertanto attentamente i consigli del collega che la segue su Padova. In bocca al lupo. Dott. Antonio Del Sorbo - Dermatologo e Venereologo, Salerno. Risposta pubblicata sul sito medicitalia e su www.ildermatologorisponde.it.

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022 DERMATOFIBROMA LENTICOLARE BENIGNO

DOMANDA: Buongiorno, recentemente asciugandomi ho scoperto di avere in zona inguinale pubica una pallina molto mobile (si sposta anche di uno o due centimetri) e molto dura. Appena ho potuto ho fatto un’ecografia dalla quale il medico non mi ha saputo dare una diagnosi completamente soddisfacente. Infatti è stato constato che le dimensioni sono di 3 e 3,6 mm - non è assolutamente vascolarizzata e che sembra essere di contenuto acqueo. Ora lui dice che per essere una cisti è troppo dura e mobile (anche se il tessuto della zona pubica dice essere molto lasso) e che quindi potrebbe essere un dermatofibroma. Tra un mese la vuole rivedere per verificare se cresce. Mi ha assicurato che non è un tumore e alla mia domanda sulla possibilità che si possa trasformare lui ha negato sostenendo che 3 mm sono una lesione già importante e che se fosse un tumore il doppler avrebbe già evidenziato segni di vascolarizzazione; e che comunque un tumore non è! Voi cosa ne pensate? Posso stare tranquillo o avete avuto esperienze simili che smentiscono una tale diagnosi? Ringraziandovi anticipatamente vi porgo i mie saluti. (Anonimo da Genova).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Egr. utente da Genova, ho appena letto la Sua richiesta. L’esame ecografico è molto utile in questi casi a chiarire il contenuto liquido o solido della lesione e soprattutto come ottimamente spiegato dal collega, il power-doppler (funzione automatica dell’ecografo) aiuta a definire anche l’eventuale presenza di neo-vascolarizzazione. Ma ciò che può essere molto utile ai fini di una diagnosi corretta è la Dermatoscopia, esame che può praticare presso qualsiasi dermatologo della Sua zona... la liguria vanta degli ottimi dermatologi. Il dermatofibroma lenticolare benigno (detto anche istiocitoma) mostra all’esame dermatoscopico un’immagine su monitor (ingrandita da 10 a 50 volte) caratterizzata da una tipica chiazza bianca centrale circondata da una fine rete di melanina che sfuma gradualmente dal centro verso la periferia. Sono immagini molto comuni a noi dermatologi e che possono servire a tranquillizzare il paziente senza dover necessariamente effettuare una biopsia delle lesioni e riservando quest’ultima pratica solo nei pochissimi casi dubbi. Nella speranza di averLe fornito delle informazioni utili, le invio i miei più cordiali saluti. Dott. Antonio Del Sorbo - Dermatologo e Venereologo, Salerno. Risposta pubblicata sul sito medicitalia e su www.ildermatologorisponde.it.

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023 DISIDROSI MANI E PIEDI

DOMANDA: Gentile Dottore, sottopongo alla Vs. attenzione un problema che ormai trascino da più di un anno, senza trovare purtroppo soluzione. Saltuariamente sul dorso e su alcune dita della mano compaiono in massa delle piccole vescicole d’acqua, che mi provocano un prurito molto fastidioso. Nell’arco di qualche giorno, queste piccole bollicine di acqua, spontaneamente o a causa dello sfregamento, si rompono facendo uscire il liquido e successivamente si seccano lasciando tutta la pelle della mano screpolata o meglio squamata. Cosa particolare anche l’unghia del dito risulta “deformata” da piccoli buchini. A differenza delle volte precedenti che si presentava in maniera molto più ridotta e localizzata solo a una piccola parte del dorso della mano, questa volta è comparsa prima sulla punta dell’anulare interessando anche l’unghia della mano dx e poi mi si è sviluppata in modo molto più aggressivo sul dorso, sull’anulare e mignolo della mano sx. Dalle visite dermatologiche fatte precedentemente mi era stato riferito che si trattava di disidrosi e su consiglio del primo dermatologo bastava usare un po’ di crema protettiva e nutriente. Nel presentarsi la seconda volta sono andato da un altro dermatologo che mi prescriveva una crema al cortisone “Flubason 0.25% emulsione cutanea” con la quale dopo varie applicazioni si è risolto il problema. Poco prima dell’estate mi si è presentata nuovamente, ho ripreso ad applicare la crema usata precedentemente, ma visto che il problema restava, sono andato da un altro dermatologo che mi riferiva che poteva essere un “ virus intestinale”. Lo stesso mi prescriveva delle compresse, un’altra crema e del sapone da usare per lavaggi e doccia. Questa terapia non ho avuto modo di iniziarla in quanto visto il periodo, tra il mare, il sole e poiché la patologia era gia in via di guarigione, apparentemente il problema sembrava risolto. Invece no, purtroppo siamo alle solite, anzi sembra che sia molto più radicata. Non sapendo che strada scegliere visto le diverse soluzioni, tutte con esiti non eccellenti e non volendo vivere schiavo di creme al cortisone, che tamponano momentaneamente senza risolvere il problema anzi sicuramente lo peggiorano, vi chiedo cosa posso fare per tentare di guarire. Per completare il quadro, sarebbe ideale poter allegare delle foto. Grazie della Vostra cortese risposta. Cordiali saluti. (Anonimo dalla provincia di Milano).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Egr. utente da Milano, ho avuto modo più volte su questo forum di rispondere a casi simili a quello da Lei descritto. La comparsa di piccole vescicole intensamente pruriginose soprattutto ai lati delle dita fa pensare subito a una disidrosi (detta anche pompholix o eczema disidrosico/disidrosiforme). Le vescicole con o senza terapia tendono a risolvere con un’abbondante desquamazione. Anche se tra i vari sinonimi compare la parola “eczema”, soltanto in casi rari vi è l’associazione con un’allergia vera e propria. In questi rari casi può essere però importante attraverso l’esecuzione di particolari prove allergiche cutanee (patch test) poter escludere o confermare una componente di tipo allergico (es: nichel, cromo, etc). La disidrosi è un problema che spesso recidiva, ma si riesce a controllare abbastanza bene con piccoli accorgimenti che Le consiglierà il Suo dermatologo dopo una visita accurata. La visita specialistica è importante per poter escludere altre forme cliniche che potrebbero corrispondere alla Sua descrizione (es: psoriasi pustolosa) per le quali occorrono terapie un po’ diverse da quelle attuate finora. Consulti un collega nella Sua zona senza applicare “cortisone” nei giorni precedenti alla visita e possibilmente con le manifestazioni in atto. Nel frattempo se riesce a fare una buona foto clinica me la può inviare al mio indirizzo di posta elettronica che trova di seguito. ISTRUZIONI su come fare una buona foto dermatologica: Per fare una buona foto, dovrà utilizzare una fotocamera digitale (no cellulare) attivando la funzione “macro” contrassegnata sulla Sua macchina con il simbolo del fiorellino. Si tratta di una funzione presente su tutte le macchine digitali, che serve a mettere a fuoco gli oggetti molto ravvicinati (nel Suo caso le papule). La foto andrebbe scattata alla luce del giorno, all’aperto e in ogni caso con il flash inserito. Solo così potremo avere una foto attendibile. Le fotocamere dei moderni cellulari invece non dispongono di tale funzione e il risultato sarebbe una foto sfumata priva di informazioni utili. Integrando la Sua descrizione con una buona foto clinica, potremo darLe magari qualche consiglio più specifico. Rimane il fatto che il nostro aiuto online, per quanto possa in alcuni casi essere prezioso... non dovrà “mai” sostituire la visita Specialistica presso il Suo dermatologo di zona. Sarà questi infatti a guidarLa e a stabilire se sarà necessario effettuare ulteriori indagini. Cordiali saluti e in bocca al lupo. Dott. Antonio Del Sorbo - Dermatologo e Venereologo, Salerno. Risposta pubblicata sul sito medicitalia e su www.ildermatologorisponde.it

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024 ACNE E PELLE GRASSA

DOMANDA: Salve Dottor Del Sorbo, sono un ragazzo di 26 anni. ho una pelle grassa e un’acne lieve che va e viene. alcuni periodi circoscritti dell’anno(novembre-gennaio) questa di solito diventa di livello quasi medio. Ho consultato diversi dermatologi. Mi hanno prescritto il minocin per 2 mesi e creme antobiotiche tipo zinerit e creme come exfoliac 15 e benzolperossido. Un altro medico mi ha consigliato al posto dell’antibiotico il liposkin. L’ultima cura era a base di Retin A topico la sera. I risultati con retin A e minocin erano discreti ma momentanei. Da 1 mese ho deciso di assumere ACNET della bionike in compresse e integratori di zinco gluconato a dosi di 120 mg al giorno divise. Si parla tanto di zinco come minerale antibatterico e che riduce l’ipercheratosi dell’ostio follicolare. insomma vendono anche lo zinco della idi ad alte dosi proprio per la cura dell’acne. Inoltre affianco una normale integrazione di vit. a-c-e. dopo questo mese i risultati sono sufficienti ma non basta. Poi ho sentito parlare di vilantae a base di acido pantotenico vit. B5. Molti ne parlano bene. Voi ne sapete qualcosa? Io mi sono stancato di spendere tantissimi soldi per poi avere risultati appena mediocri e poi a 26 anni. Eppure da 2 mesi ho aumentato la dose giornaliera di frutta e verdura come non mai fatto! Può essere un problema ormonale? E se si in un uomo di che genere? So che nella donna il problema è diverso ma sempre ormonale e più importante. Ora la mia cura è: - Mattina: DIAKON GAMMA + SOAGEN crema idratante - Sera: EXFOLIAC 15 (lo alterno a DIAKON ALFA) + Panoxyl se serve - Detergente Mattina e Sera: EXFOLIAC DETERGENTE - Integratori: ZINCO GLUCONATO 120 MG (60 X 3 volta a di) - ACNET 1 Compressa - Integratore Vit. A C E a dosi 100% RDA. Vi chiedo gentilmente un parere. Grazie. (A. da Campobasso).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Egr. Sig. A. da Campobasso, tutte le persone che soffrono di acne desiderano “giustamente” risolvere quanto prima il loro inestetismo. Tutti i dermatologi desiderano “giustamente” risolvere quanto prima il problema dei loro pazienti e guadagnarsi la bella reputazione di “mago dell’acne”. Il mancato raggiungimento di tale obiettivo rappresenta invece una grande delusione sia per il paziente che per il medico. In tutti questi anni avrà notato che in commercio esistono almeno 3000 prodotti antiacne (tra creme, lozioni, detergenti, maschere, scrub e farmaci vari). Si è mai chiesto perché per patologie importanti come la scabbia esistono in commercio solo 4 farmaci e per una faccenda “banale” come l’acne si è sviluppato un mercato globale senza precedenti nella storia? Dopo un anno, un paziente medio affetto da acne colleziona circa 12 ricette di altrettanti dermatologi. In più comincia a provare e cambiare i più svariati, sebbene ottimi detergenti antiacne, fino a trasformare la propria stanza in una piccola farmacia. Se Lei offre la possibilità al Suo dermatologo di zona (e Le posso assicurare che nella Sua regione i colleghi sono tutti molto bravi) di programmare un percorso terapeutico a medio-termine, vedrà che riuscirete insieme a raggiungere gli obiettivi di cui sopra. È inutile cambiare meccanico ogni volta che l’automobile si ferma... così dovrà ricominciare ogni volta da capo per poi finire per utilizzare prodotti magari molto simili ai precedenti e diversi solo per il nome commerciale. Il collega che Le ha consigliato antibiotico + retinoide, alla prossima visita di controllo, dati i risultati poco soddisfacenti, avrebbe programmato una terapia magari più “invasiva” come ad esempio quelle a base di isotretinoina per via orale (es. isoriac, isotretinoina Difa Cooper, aisoskin, etc). Capirà bene però che si tratta di terapie efficaci ma con effetti collaterali così importanti da essere utilizzate unicamente sotto la guida del Dermatologo che la conosce bene. Non sono terapie da fare con il “fai da te” o attraverso un semplice consiglio telematico e il nostro forum si propone proprio questo tra gli obiettivi più importanti. Quindi se la Sua domanda è: “Esistono terapie più efficaci per l’acne?”, la mia risposta sarà: “Si, ma dia la possibilità al Suo Dermatologo di capire perché i sistemi utilizzati finora hanno dato minimi risultati”. Per quanto riguarda l’assetto ormonale, nel maschio per fortuna è veramente rarissima l’associazione... mentre per la donna è vero il contrario. Credo che la prima cosa da fare Sia ritornare dal Collega, ponendo a Lui la stessa domanda che ha fatto a noi e mostrandogli la lista enorme di prodotti già utilizzati. In base alla visita specialistica e ripeto... in base alla visita... sarà possibile capire se è il caso di farLe fare ulteriori esami e quando cominciare un’eventuale terapia più impegnativa. Nella speranza di averLe fornito il giusto messaggio, Le invio i miei più cordiali saluti e in bocca al lupo. Dott. Antonio Del Sorbo - Dermatologo e Venereologo, Salerno. Risposta pubblicata sul sito medicitalia e su www.ildermatologorisponde.it.

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025 LE SMAGLIATURE

DOMANDA: Salve, ho un problema legato alle smagliature, pur essendo maschio e non praticando culturismo le ho praticamente ovunque: pancia, cavi ascellari, bacino, coscie, glutei e fianchi. I glutei e i fianchi, in particolare, ne hanno di profonde anche lunghe 10 cm e larghe 1/2 cm. Inoltre ho una cicatrizzazione ipertrofica (cicatrici più alte e più rossicce della pelle circostante). Ho provato con trattamenti topici per mesi (diversi prodotti), ma i risultati sono stati in pratica nulli e avendo letto pareri contrari di molti medici alla fine mi sono dovuto arrendere all’evidenza. Ho letto le vostre precedenti risposte sulle smagliature (l’ultimo consulto risale a più di un anno fa). So che i progressi, a volte, sono lenti ma costanti, volevo chiedervi: è cambiato qualcosa in questo anno? Se anche non fosse cambiato quante probabilità ha uno come me, con una cicatrizzazione imperfetta e tante smagliature, di risolvere la vicenda in futuro? Cordiali saluti. (F. da Roma).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Egr. Sig. F. da Roma, sulla rivista mensile “OK la salute” di novembre, a pag. 25 c’è una mia lunga e dettagliata intervista sulle smagliature, con le domande più frequenti sui moderni trattamenti. Importante essere seguiti da un medico specialista perché soprattutto nel maschio, le smagliature possono talora essere spia di un problema endocrino (Es. Sindrome di Cushing). Cordiali saluti. Dott. Antonio Del Sorbo - Dermatologo e Venereologo, Salerno. Risposta pubblicata sul sito medicitalia e su www.ildermatologorisponde.it.

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026 PSORIASI GENITALE

DOMANDA: Egregio dottore, qualche mese fa ho notato la presenza di secchezza della pelle del pene. Mi sono recato presso un centro a Roma e mi hanno diagnosticato una psoriasi. Come cura mi hanno indicato DERMATAR unguento. Anche se sul momento questa crema produce un buon risultato, la psoriasi ritorna ciclicamente e sempre in più punti. Inoltre sono comparse delle screpolature su prepuzio longitudinali al pene, per quasi tutta la circonferenza. Purtroppo mi trovo all’estero e conosco medici a cui rivolgermi, è possibile ricevere una indicazione di un trattamento in attesa di rientrare in italia? Grazie. (Anonimo da Roma).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Gentile utente da Roma, la psoriasi genitale è una patologia frequente ma generalmente poco fastidiosa, in quanto il prurito è raro. Rispetto alle sedi classiche della psoriasi (gomiti, ginocchia, cuoio capelluto, etc.) la forma genitale non risente dei classici benefici estivi, data la zona non fotoesposta. Le creme al cortisone andrebbero utilizzate solo per brevi periodi e comunque sotto la guida del Dermatologo. Può essere utile l’uso di creme idratanti senza conservanti né profumi. Ci faccia sapere dove si trova all’estero in modo da poterLe dare qualche consiglio. In questi casi, una visita specialistica vale più di 100 consulti online. La visita specialistica non può essere sostituita da alcun consulto online “alla cieca”. Questi forum possono però in moltissimi casi svolgere un’importante ruolo di primo orientamento per il paziente, che va consolidato con una visita presso il proprio specialista di zona. In bocca al lupo e cordiali saluti. Dott. Antonio Del Sorbo - Dermatologo e Venereologo, Salerno. Risposta pubblicata sul sito medicitalia e su www.ildermatologorisponde.it.

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027 ALOPECIA DA STRESS

DOMANDA: Salve, vi scrivo in merito al mio ragazzo. Purtroppo è da 10 anni che soffre di alopecia. Tutto comincia dopo un grave incidente col motore, dopo un lungo periodo di stress emotivo cominciano a spuntare le prime chiazze in testa. Cadono i capelli, poi dopo lozioni e medicine varie ricrescono. Passa un altro po’ di tempo e ricadono. I medici attribuiscono la causa a stress. a oggi purtroppo la situazione è questa: ha molte chiazze sparse soprattutto davanti e questo gli provoca molto imbarazzo, tanto che alla fine vorrebbe tagliare a zero i capelli. Lui applica ogni sera 1 particolare lozione. fino a qualche mese fa la situazione sembrava stesse migliorando....e ora invece è peggiorata da 1 mese circa. Vorrei sapere se ci sono altri tipi di medicinali da applicare e se è vero che dipende da stress nervoso. Prima o poi ricresceranno tutti i capelli? Vi ringrazio anticipatamente. rispondetemi al più presto. Grazie mille. (Anonima da Palermo).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Egr. Sig.na da Palermo, l’alopecia areata (a tutti nota come alopecia da stress) è un problema molto frequente e si presenta con un inestetismo tanto importante da rappresentare essa stessa un ulteriore fattore di stress. Provo a spiegarLe in termini semplici e un po’ meno scientifici perché tale alopecia è tanto frequente. L’alopecia areata si verifica a causa di un errore (quasi sempre temporaneo) del nostro sistema immunitario. L’errore consiste nel riconoscere in alcune zone del corpo (cuoio capelluto, oppure barba, oppure sopracciglia, etc) il follicolo pilifero come un qualcosa di estraneo. Pertanto il follicolo pilifero viene temporaneamente distrutto. Nella maggior parte dei casi tale errore viene riparato e la situazione si ripristina nel giro di qualche mese. Negli uomini adulti è frequentissimo osservarle ad esempio tra la barba. Nelle donne adulte in molti casi se ne accorge il parrucchiere per caso. Persino in molti bambini piccoli, alcune situazioni da stress come la riduzione di attenzione da parte dei genitori per la nascita di un altro fratellino, litigi familiari, la perdita improvvisa di una persona o di una cosa cara, possono scatenare queste situazioni. Chiamarla però alopecia da stress è un termine scientificamente non corretto e sicuramente riduttivo. Se fosse solo lo stress la causa di tutto questo... dovremmo avere tutti quanti noi l’alopecia... non trova? Però in alcune persone predisposte, un forte fattore scatenante (come ad esempio quella che Lei ha descritto per il Suo compagno) può rappresentare l’inizio di una lunga alopecia. È importante consultare il Suo dermatologo di zona, perché talora l’alopecia areata può essere associata ad altre malattie autoimmunitarie (es: tiroiditi, diabete giovanile, etc). Lo specialista Le farà fare uno screening per escludere l’associazione con altri problemi internistici. La posso però subito tranquillizzare che negli uomini tale associazione è poco frequente (nelle donne donne ad esempio è molto frequente l’associazione tra tiroidite, alopecia areata e vitiligine). Comunque il Suo dermatologo sicuramente provvederà a uno screening... si tratta in effetti del solito prelievo di sangue da fare in qualsiasi laboratorio, con dei nomi degli esami un po’ diversi rispetto al solito emocromo di routine. Nel caso in cui dagli esami eseguiti non dovessero emergere sorprese (molto probabile) le terapie saranno mirate solo all’inestetismo e con il tempo la situazione sarà risolta. Nella maggior parte dei casi, l’alopecia areata è un problema di lunga durata... ma alla fine risolve. Il fattore emotivo è però fondamentale... la prima cosa che il Suo dermatologo consiglierà al Suo compagno sarà quella di vivere il problema un po’ come se nonci fosse... e affrontare con serenità la terapia. Ho visto tante persone guarire da tale problema... dove la serenità personale e familiare hanno svolto un ruolo chiave. Vedrà che andrà tutto bene. In bocca al lupo e speriamo ben presto, come per moltissimi che hanno sofferto di tale fastidio... l’alopecia possa restare solo un lontano ricordo. Cordiali saluti. Dott. Antonio Del Sorbo - Dermatologo e Venereologo, Salerno. Risposta pubblicata sul sito medicitalia e su www.ildermatologorisponde.it.

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028 STREPTODERMITE

DOMANDA: Gentile Dottore, da qualche mese ho una chiazza sul braccio, chiara, con delle microbollicine. Il dermatologo mi ha detto che è una semplice “streptodermite” e mi ha prescritto il Fucidin crema, lo sto mettendo da 10 giorni ma non vedo alcun miglioramento. Secondo Lei è la cura corretta? Grazie. (Anonima dalla provincia di Udine).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Egr. utente da Udine, se la chiazza da Lei descritta qualche volta provoca anche prurito (il che è molto probabile vista la presenza di “bollicine”) il fucidin crema potrebbe non essere sufficiente a curare l’infiammazione, in quanto pur essendo uno dei migliori antibiotici in crema, ha purtroppo uno scarso potere antinfiammatorio. Le consiglio di ritornare a controllo dal Suo dermatologo di Udine, per una diagnosi e soprattutto una terapia mirata. In genere su queste manifestazioni funzionano bene le creme con più di un principio attivo (es: travocort, gentalyn beta, etc.) ma dovranno essere utilizzate esclusivamente sotto la guida del collega e mai con il “fai da te” in quanto si tratta di veri e propri farmaci e non di semplici cremine. Nella speranza di averLe offerto qualche utile consiglio, Le invio i miei più cordiali saluti. Dott. Antonio Del Sorbo - Dermatologo e Venereologo, Salerno. Risposta pubblicata sul sito medicitalia e su www.ildermatologorisponde.it.

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029 PRURITO DOPO LA DOCCIA

DOMANDA: Intanto vorrei ringraziarLa anticipatamente per l’aiuto che mi potrà dare. Vi scrivo per esporvi un problema che ho da un po’ di tempo. In definitiva, ogni qual volta faccio la doccia, dopo circa 5 minuti, mi inizia un forte prurito alle gambe e raramente nelle altre parti del corpo, che dura per circa 30-40 minuti. Questo forte prurito mi colpisce anche se, per qualche motivo, ho le gambe sudate. Inoltre, questa estate mi è capitato (per la prima volta da quando ho questo fastidio)che dopo aver fatto il bagno a mare, iniziava questo fastidiosissimo prurito (sempre e solo alle gambe), dopo circa 10 minuti. Cosa posso fare? Grazie per l’aiuto. (Anonimo da Reggio Calabria).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Egr. utente da Reggio Calabria, al momento della visita dermatologica saranno ricercate mediante un checkup mirato, tutte le possibili cause di questo Suo fastidioso problema alle gambe, per poter riconoscere un eventuale prurito acquagenico e distinguerlo da altri fenomeni di iperreattività cutanea da contatto all’acqua (es. acquadinia, orticaria acquagenica, etc). Tale patologia può creare problemi talora anche seri in seguito all’immersione in acqua (mare o piscina). Pertanto è importante che Lei contatti il Suo dermatologo di zona. Il collega che la visiterà, in base all’anamnesi e all’esame obiettivo, deciderà in accordo con Lei se praticare o meno i cosiddetti TEST ORTICARIA FISICA. È importante poter identificare le cause di questa situazione improvvisa, anche perché con il tempo potrebbe diventare un fastidio persino bere un bicchiere di acqua ghiacciata (per fortuna questo accade molto raramente). Una volta confermata la diagnosi esistono terapia a base di antistaminici di nuova generazione associati con inibitori della sintesi dei leucotrieni. Si tratta in pratica di assumere sotto il controllo del Suo specialista (e mai con terapie “fai da te”) delle compresse che con il tempo aiutano a riportare la sensibilità della cute a valori normali, come qualche mese fa. Cordiali saluti.

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030 INFEZIONE DA MICOSPLASMA


DOMANDA: Salve, sono un ragazzo di 30 anni che da ormai più di un anno soffre di uretrite/prostatite. Dopo numerose analisi fatte da me e da mia moglie le uniche cose che sono sempre risultate sono “micoplasma” e una piccola piaga a livello della cervice uterina, nonchè una pregressa infezione da mononucleosi; abbiamo provato ad eradicare il micoplasma con terapie antibiotiche diverse volte ma non c’è stato verso(eritrocina1000, bassado, ciproxin750, ecc..), a detta del mio urologo però i sintomi che può procurare questo micoplasma non sono quelli che ho io: calore nella zona anale-uretrale, bruciori e difficoltà alla minzione, difficoltà a mantenere l’erezione, eiaculazione notevolmente anticipata; inoltre contemporaneamente se non prima della comparsa di questa uretrite la mucosa della bocca soprattutto internamente al labbro inferiore si è come dire “deteriorata” non è più liscia ma rimane asciutta e in alcuni giorni “sabbiosa”, durante le terapie antibiotiche noto che tende a tornare liscia e scivolosa al tatto della lingua. Ho chiesto al mio urologo se fosse possibile che assieme al micoplasma la causa dei miei fastidi possa anche essere un virus come l’herpes o il papilloma, lui mi dice che non essendo presenti ulcerazioni visibili sul pene o sulla vulva è da escludere. La mia domanda è la seguente: è possibile invece che al contrario ci sia ad esempio un herpes ma che sia solamente interno, senza manifestazioni visibili? Quali tipo di analisi potrei fare tanto per togliermi il dubbio? Sarebbe efficace qualche vaccino (da quanto ho letto mi sembra che in commercio stia uscendo qualcosa a tal proposito). La ringrazio per la cortese attenzione.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Credo che prima di poter parlare di vaccino e quindi di terapia bisogna poter prima arrivare a una diagnosi, altrimenti si rischia di procedere per tentativi ed errori. Ritengo che possa essere molto utile pianificare col Suo dermatologo di zona un algoritmo diagnostico volto ad escludere o a confermare eventuali malattie a trasmissione sessuale. Cordiali saluti. Dott. Antonio Del Sorbo - Dermatologo e Venereologo, Salerno. Risposta pubblicata sul sito medicitalia e su www.ildermatologorisponde.it.

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031 PELLE GRASSA A TENDENZA ACNEICA

DOMANDA: Salve e grazie per la gentile disponibilità! Il mio problema è la pelle grassa a tendenza acneica sia sul volto che sulle spalle e spesso appare unta e sudata con la presenza di piccoli brufoletti rossastri... non so come trattarla durante il periodo estivo e la relativa esposizione al sole. Vorrei sapere se ci sono prodotti ad hoc per questo tipo di pelle; in particolare necessito di qualche prodotto per idratare viso e corpo dopo l’esposizione al sole, un prodotto da utilizzare durante la doccia, un prodotto da utilizzare dopo la doccia tutto ciò che di utile potete consigliarmi. In attesa di un Vostro gradito riscontro Vi porgo i miei più cordiali saluti. Grazie! (Anonimo da Salerno).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Caro utente da Salerno, in questo periodo dell’anno i migliori seboregolatori sono il sole e l’acqua di mare. Nonostante il caldo e il sudore possano inizialmente “accentuare” il quadro clinico, basteranno poi pochi giorni di sole e mare per ottenere un miglioramento concreto. È un po’ come se l’esposizione al sole “asciugasse” l’eccesso di sebo. Quindi l’idratante in questo periodo lo sconsiglierei, anche perché con il caldo e il sudore di agosto diventa veramente difficile cospargersi di creme. A settembre invece, quando l’effetto benefico dell’estate tenderà a ridursi, Le consiglio di rivolgersi al Suo dermatologo di zona per curare questa Sua tendenza alla cute grassa. Per il bagno/doccia può utilizzare un detergente delicato a pH lievemente acido e in commercio ce ne sono tantissimi. Tenga presente che non sarà il detergente a risolvere il Suo problema, ma in questo periodo dell’anno è preferibile non utilizzare altro in quanto alcuni farmaci utilizzati per la terapia dell’acne non vanno molto daccordo con il sole forte di agosto (possibile azione fotosensibilizzante). Per quanto riguardo l’esposizione al sole, cerchi di esporsi gradualmente evitando le ustioni. Il sole migliora la Sua condizione, mentre le scottature solari la possono peggiorare. È molto importante esporsi al sole gradualmente i primi giorni di mare, allungando i tempi di esposizione man mano che la pelle inizia a colorarsi. Eviti quindi di utilizzare altissime protezioni solari per molto tempo, in quanto rallenterebbero persino gli effetti benefici del sole sulla cute seborroica. Le auguro una serena estate. Adesso faccia buone vacanze e a settembre magari penserà sul serio di risolvere questo Suo problema presso il Suo dermatologo di fiducia. Cordiali saluti. Dott. Antonio Del Sorbo - Dermatologo e Venereologo, Salerno.

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032 ACNE RESISTENTE ALLE TERAPIE TRADIZIONALI

DOMANDA: Salve, ho 19 anni e vorrei sapere se c’è un età di fine per l’acne sono già di 6 anni che mi bombardo di cure di cremine e pillole che mi stanno devastando ma risultati 0 anzi l’ultima cura che ho fatto di zitromax 500 mg ha solo peggiorato la mia situazione per nn parlare dei disturbi come mal di pancia ecc... Tutte le cure che io ho fatto in tutti questi anni sono stati prescritti da dermatologi. Volevo aggiungere inoltre che ho visto qualche miglioramento quando da me senza consultare dermatologi ho smesso da più di 4 anni di mangiare salumi e qualsiasi tipo di grasso tipo (pastine, cioccolata, zucchero, olio, etc) ho sentito che un mio amico messo più o meno come me ha fatto una cura a base di Roaccutan e adesso sembra un’altra persona ma ho letto le controindicazioni e mi sembrano un po’ preoccupanti. Grazie della vostra attenzione e cordiali saluti.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Caro utente, esistono oggi diverse opzioni terapeutiche per il trattamento dell’acne. Davanti a un acne lieve, lo Specialista propone in genere una terapia blanda, per cercare di risolvere il problema, con la minore quantità di farmaci. Per alcune forme di acne più impegnative (es: acne nodulo cistica) si può talora ricorrere a terapie un po’ più invasive (es: isotretinoina sistemica) per periodi di almeno 4 mesi e sotto la stretta sorveglianza del dermatologo, visto che non stiamo parlando di semplici antibiotici o cremine. Si tratta di una terapia molto efficace, ma non scevra da effetti collaterali. Per quanto riguarda questi ultimi, Le posso dire che questi farmaci nel paziente di sesso maschile sono ben tollerati. Nelle donne invece il dermatologo associa “sempre” una terapia anticoncezionale. Tutti i farmaci hanno effetti collaterali, anche il banale antinfiammatorio che utilizziamo in casa per il mal di denti. L’importante è che un farmaco del genere, sia prescritto da un medico specialista in dermatologia, in quanto quest’ultimo ha tutta l’esperienza per poterne gestire gli eventuali effetti collaterali. Consulti il Suo dermatologo di zona. Sarà lui a valutare in base alle caratteristiche cliniche della Sua acne, se è il caso di passare alle “maniere forti”. Cordiali saluti e in bocca al lupo!!! Dott. Antonio Del Sorbo - Dermatologo e Venereologo, Salerno.

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033 BOLLA ROSSA SUL GLANDE

DOMANDA: Salve, da circa 2 mesi ho notato la comparsa di una bolla rossa sulla corona del glande. È lievemente pruriginosa, e ogni tanto è dolorosa al contatto. Al tocco è piuttosto dura. Ho anche notato che la pelle del prepuzio che normalmente ricopre quella zona è arrossata. Sulle prime ho pensato a una semplce escoriazione, ma il fatto che vada avanti da così tanto tempo mi sta preoccupando, inoltre da circa una settimana noto che sta diventando leggermente più grande. Da cosa può dipendere questo disturbo, e a quale specialista dovrei rivolgermi per una visita, dermatologo o andrologo? Grazie in anticipo. (Anonimo da Roma).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Egr. utente da Roma, il problema da Lei descritto merita di essere approfondito con una visita specialistica. Il Suo Dermatologo di zona in seguito alla visita e a eventuali esami le spiegherà quali sono i tempi e le modalità di guarigione. La Sua descrizione è purtroppo molto vaga e comunque non sufficiente ai fini di una diagnosi online. Il compito del nostro forum è quello di indirizzare il paziente dal proprio specialista di zona, magari con qualche consiglio utile. Il mio consiglio è questo. Si rechi dal Suo dermatologo senza applicare farmaci sulla zona, perché potrebbero alterare il quadro clinico e confondere il collega che La visiterà. Sarà poi il collega una volta effettuata la diagnosi a prescriverLe la terapia più appropriata, a spiegarLe se si tratta di un problema infettivo oppure se è una semplice balanite. Il termine “bolla” purtroppo è un po’ generico, bisognerebbe anche capire se si tratta di una placca ulcerata, se il colore è omogeneo e se è dolente alla palpazione. Cordiali saluti. Dott. Antonio Del Sorbo - Dermatologo e Venereologo, Salerno. Risposta pubblicata sul sito medicitalia e su www.ildermatologorisponde.it.

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034 AFTE CONTINUE E ININTERROTTE

DOMANDA: Salve, volevo chiedervi un parere su un problema che mi affligge da più di 7 mesi. Afte continue e ininterrotte, il mio medico curante non si sa spiegare questa cosa e oltretutto non è capace di indirizzarmi verso giusti specialisti o esami k possano aiutare a scoprirne l’identità. A questo punto mi sono adoperata io nel ricercare quante più informazioni possibili anche qui in base ai consigli che avete dato agli altri utenti e a parte scoprire abbastanza nel dettaglio cosa sono e che non si può dare una precisa definizione di ciò da cui provengono ho scoperto che uno degli specialisti potrebbe essere un immunologo e che esiste un’analisi delle afte. A questo punto vi chiedo se esistono realmente queste analisi delle afte e se l’immunologo e per adesso lo specialista più indicato... (da notare che ho già fatto visita stomatologica che non ha dato nulla e sono stata in mano ad antibiotici per quasi 2 mesi pechè nello stesso momento ho avuto tonsillite, infiammazione gengiva causa dente giudizio e ascesso in un altro punto....in più dopo non mi è stato fatto prendere nulla x regolare nuovamente lo stomaco infatti ora di mia iniziativa sto usando l’enterogermina e va minimamente bene e oltretutto il mio medico curante ai tempi di quelle malattie messe insieme mi ha prescritto per 10 gg il cortisone che ho scoperto complica il germe, anche questo è vero? Sperando che possiate aiutarmi vi richiedo nuovamente un aiuto sul da farsi. (Anonima dalla provincia di Como).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Egr. utente da Como, le afte rappresentano un problema davvero frequente e fastidioso soprattutto per il bruciore che causano dal primo all’ultimo giorno della loro presenza. Appena sembra aver risolto il problema, di nuovo punto e a capo. Bisogna però un attimo capire se si tratta di una semplice aftosi o se tale manifestazione è associata ad altri problemi (es: afte localizzate al cavo orale e ai genitali). Consulti il Suo Dermatologo di zona per escludere che semplici afte non possano essere causa di un problema più importante. Se invece il collega, dopo aver effettuato la visita, le confermerà che si tratta di un semplice quadro di afte, può star tranquilla che con la giusta terapia il problema lo risolverà. Cordiali saluti. Dott. Antonio Del Sorbo - Dermatologo e Venereologo, Salerno. Risposta pubblicata sul sito medicitalia e su www.ildermatologorisponde.it.

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035 VERRUCHE AL VISO E ALLE MANI

DOMANDA: Salve, ho problemi di Verruche sia sul volto che sulle mani, mi sono recato dal dermatologo il quale sulle mani con l’azoto si sono tolte e non sono ricomparse più, mentre sul volto ad me le brucia,ma a una distanza di circa 3-4 mesi mi riescono anche se non nello stesso punto (ma comunque vicino). Il consiglio che Vi voglio chiedere ormai sono più di tre anni che ogni 3-4 mesi mi devo recare dal dermatologo per togliere le Verruche che riescono sul volto, non c’È un metodo per toglierle drasticamente quindi definitivamente? Col passare degli anni c’È la possibilità che non ricrescano più ? O mi devo recare ogni 3-4 mesi per tutta la vita dal dermatologo? In attesa di una Vostra risposta Vi ringrazio anticipatamente.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Caro utente da Napoli, le verruche (volgarmente chiamate porri) sono causate dall’infezione di un papillomavirus. Tale microrganismo è presente ovunque nell’ambiente e solo determinate persone sono più suscettibili a tale infezione. I bambini, ad esempio, avendo delle difese immunitarie ancora “incomplete”, spesso si infettano tra loro attraverso il contatto (ad es: durante il gioco). Negli adulti si possono avere dei cali transitori delle difese immunitarie, anche in banali periodi di stress. Nei casi come il Suo (verruche recidivanti più volte in uno stesso anno) può risultare utile utilizzare per brevi periodi e come prevenzione, sostanze naturali che potenziano le difese immunitarie. Esistono tantissimi prodotti del genere che il Suo Dermatologo le potrà consigliare dopo la crioterapia, in modo da allungare man mano i tempi di ricomparsa delle verruche. Le voglio fare un altro esempio. A casa Sua, sicuramente sarà l’unico ad avere questo problema da tempo. Se veramente il virus fosse così virulento, avrebbe infettato tutti. Con questo voglio dire che pur essendo le verruche di natura virale, il vero problema sono le difese immunitarie del paziente. Spesso le verruche piane del viso possono autorisolvere senza bisogno di alcun trattamento. Verissimo! Pensi ad esempio alle numerose credenze popolari del passato, quanto erano efficaci a curare le verruche (gettare il fagiolo nel pozzo con la luna piena, o una manciata di sale doppio nella fiamma del camino, o ancora le frasi “magiche” che pronunciava la nonna quando strofinava l’olio con le erbe sulle verruche). Le posso assicurare che questi sistemi molte volte funzionavano sul serio. La spiegazione? Perchè le verruche possono anche andar via da sole? La risposta è semplice. Esiste un delicato rapporto tra lo stato emotivo dell’essere umano e le sue difese immunitarie. L’equilibrio tra salute e malattia è regolato dallo stato di benessere psico-fisico. Se la Sua situazione al viso in questo momento non è molto più drammatica del solito, quest’estate se ne vada serenamente al mare e viva il problema come se non ci fosse. A settembre consulti il Suo Dermatologo e le spiegherà l’importanza del fattore emotivo sulla predisposizione alle verruche. Le spiegherà anche che le verruche vanno curate e che se fosse solo lo stress la causa principale, dovremmo essere tutti noi ricoperti di verruche, non crede? E allora a proposito di stress, che purtroppo non abbandona mai nessuno di noi, Le auguro buone vacanze estive... e in bocca al lupo. L’unica cosa certa è che le verruche vanno sempre via, in ogni caso e in tutte le persone. Per alcune persone è sufficiente la “spruzzatina” di azoto liquido per risolvere definitivamente la questione, per altre occorre un po’ di pazienza in più. Cordiali saluti. Dott. Antonio Del Sorbo - Dermatologo e Venereologo, Salerno. Risposta pubblicata sul sito medicitalia e su www.ildermatologorisponde.it.

036 UNGHIE CHE SI STACCANO

DOMANDA: Buongiorno, mio figlio di 15 anni ha 1 problema con le unghie degli alluci, le unghie crescono normalmente, poi dopo circa un mese cominciano a staccarsi e sotto c’è l’unghia nuova, tutto questo senza avere subito nessun trauma. Per ora non ho ancora consultato un medico, perché pensavo fosse un problema relativo al fatto che mio figlio gioca a calcio,davo la colpa ai calci al pallone, poi mi sono accorta che il problema rimane anche quando non pratica questo sport. Grazie anticipatamente. (Anonima da Bologna).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Egr. utente da Bologna, se l’unghia degli alluci cresce regolarmente per poi staccarsi dopo circa 1 mese e far spazio alla nuova unghia, bisogna chiarire alcune cose. Innanzitutto da quanto tempo accade tutto questo. Il colore dell’unghia: è trasparente? Presenta delle macchie biancastre/giallastre soprattutto ai lati? Agli angoli? Lo spessore dell’unghia le sembra normale? Sotto l’unghia nota del materiale friabile? La superficie dell’unghia è liscia o rugosa? Sono delle descrizioni queste forse un po’ troppo pignole, ma utilissime ai fini della diagnosi e soprattutto della terapia. Giocare a calcio, talora può favorire con il trauma un quadro simile, ma se fosse solo questa la causa scatenante, avremmo tutti quanti le unghie che cadono. La cosa migliore da fare è consultare uno Specialista Dermatologo della Sua zona, senza però applicare nulla sull’unghia ne assumere farmaci prima della visita. Bisogna escludere una micosi delle unghie (l’onicomicosi potrà essere esclusa o confermata dal Suo Dermatologo facendo un esame microscopico miceti). Lo Specialista infatti, se lo ritiene opportuno, preleva in maniera rapida e soprattutto indolore, un pezzettino di unghia da esaminare al microscopio per identificare il fungo o lievito responsabile della micosi. Oltre alle onicomicosi ci possono essere tante altre cause che possono scatenare una situazione simile e che vanno dalla più banale e frequente onicodistrofia (es. distrofia traumatica, distrofia canaliforme di Heller, etc) fino a patologie più importanti come la psoriasi o il lichen planus. In questi casi la visita (cioè l’osservazione dell’unghia da parte dello Specialista con o senza l’esame microscopico miceti) è fondamentale. In genere si tratta nella maggioranza dei casi, di problemi facilmente risolvibili e solo in rarissimi casi di situazioni croniche. Cordiali saluti. Dott. Antonio Del Sorbo - Dermatologo e Venereologo, Salerno. Risposta pubblicata sul sito medicitalia e su www.ildermatologorisponde.it.

037 INFEZIONE DA CANDIDA DOPO ANTIBIOTICI

DOMANDA: Buongiorno, ringraziando anticipatamente x la risposta, espongo brevemente il problema. Dopo una cura con gli antibiotici ho avuto una candidosi diffusa in varie zone del glande, avendo già in passato sofferto di questo problema ho usato x circa una settimana la pomata che avevo usato (TROSYD). Non vedendo miglioramenti sono andato da un dermatologo che ha confermato la diagnosi e mi ha detto di smettere con la crema e di applicare x circa una settimana una soluzione preparata in farmacia denominata EOSINA e di assumere una pastiglia di DIFLUCAN. Dopo questo trattamento le lesioni sono sparite tranne in un punto dove mi sono rimaste due macchiette di circa 2 mm di diametro. Ora visto che la visita specialistica è piuttosto cara volevo chiedervi se era possibile intervenire in altri modi o se mi consigliate di farmi rivedere dal dermatologo. Restando in attesa di una vostra risposta, ringrazio e porgo cordiali saluti. (Anonimo dalla provincia di Torino).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Egr. Utente da Torino, la candidosi genitale rappresenta soprattutto nei mesi caldi un problema molto frequente, ma per fortuna curabilissimo dal momento in cui viene fatta diagnosi dallo Specialista. Il diflucan è sicuramente il farmaco che Le ha sbloccato il problema, mentre l’eosina mantiene “pulita” la zona interessata. Con quest’ultimo prodotto può continuare fino a scomparsa delle chiazze residue e consultare però appena può il collega Dermatologo che l’ha visitata, per poter avere così una certezza dell’avvenuta guarigione. Cordiali saluti. Cordiali saluti. Dott. Antonio Del Sorbo - Dermatologo e Venereologo, Salerno. Risposta pubblicata sul sito medicitalia e su www.ildermatologorisponde.it.

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038 PUNTINI ROSSI SUL GLANDE E PRURITO

DOMANDA: Circa un anno fa, dopo aver avuto rapporti, anche non protetti, con una ragazza, ho iniziato ad avvertire, circa un paio di giorni dopo, una serie di sintomi, comparsi insieme e alcuni dei quali permangono tuttora. Ho iniziato ad avvertire un senso di profonda stanchezza e spossatezza, prurito e puntini rossi sul glande, patina bianca sulle tonsille, problemi intestinali quali borbottii, feci molli, aerofagia e un mutato odore delle feci, vista annebbiata, secchezza cutanea. Sono stato nei mesi successivi dal mio medico, da un dermatologo e da un gastroenterologo, fatto analisi del sangue, delle feci e tampone con ricerca batteri e miceti, tutto negativo, così come i pareri dei medici che hanno sempre liquidato la cosa con “stai bene, sarà lo stress...”. Ora, a distanza di un anno, permangono alcuni sintomi quali in particolare i puntini rossi sul glande e secchezza, mancanza di elasticità della cute del glande e una saliva particolarmente vischiosa, bianca, appiccicosa, che quando asciuga sulle labbra, lascia un velo bianco. I problemi intestinali pare migliorino assumendo fermenti lattici e con un regime alimentare senza zuccheri, pane, pizza. Dalle mie ricerche, penso che tutti questi sintomi siano riconducibili a un’infezione da candida, perché però i medici non la riconoscono e nemmeno dagli esami emerge alcunché? A quali altre patologie può essere riconducibile questa sintomatologia? Ho paura inoltre di attaccare questa malattia a eventuali partner. Dopo un anno non so più cosa fare, a chi rivolgermi, che esami fare. Chiedo a voi una consulenza professionale, perché finora di professionalità ne ho incontrata veramente poca. Grazie mille per il servizio. (Anonimo dalla provincia di Milano).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Egr. Utente da Milano, credo che la Sua situazione vada approfondita da un punto di vista generale, in quanto i sintomi interessano diversi apparati e potrebbe essere utile magari in accordo con il Suo medico curante, un breve ricovero di qualche giorno. Sarebbe un modo per avere consulenze multidisciplinari, nel senso che oltre ai diversi esami, riceverebbe la consulenza internistica, gastroeneterologica e non ultima dermatologica. Lo stress da solo non scatena tutti questi sintomi, altrimenti in Italia avremmo circa 58 milioni di persone con sintomi come i suoi. Sicuramente uno stile di vita molto pesante da un punto di vista emotivo, non aiuta a migliorare. Ne parli prima con il suo medico curante oppure consulti uno Specialista in Medicina Interna della Sua zona. La solita visita ambulatoriale di 5 minuti non sempre è sufficiente. Cordiali saluti. Dott. Antonio Del Sorbo - Dermatologo e Venereologo, Salerno. Risposta pubblicata sul sito medicitalia e su www.ildermatologorisponde.it.

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039 ALOPECIA DELLA BARBA

DOMANDA: Egr. Dott. ho lo stesso problema di un altro ragazzo qua nel forum: ho 20 anni e ho una barba asimmetrica. Sotto il mento è completa e folta mentre sul lato sinistro ho molto meno peli rispetto al lato destro. Inoltre sulle guance la barba è inesistente e sulle basette vi sono numerosi buchi. Non so se chiamarla ginecomastia, ma ho i capezzoli gonfi di mezzo centimetro e non so a cosa si a dovuto. Vorrei sapere anch’io se la cosa è collegata. Può essere che col tempo i punti della barba vuoti si riempiano e che la parte destra con la sinistra si corrispondano? Grazie attendo una risposta. (Anonimo da Siracusa).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Egr. Utente da Siracusa, la quantità e la qualità della barba sono di tipo costituzionale. La presenza di un’ eventuale alopecia della barba merita invece di essere presa in considerazione e pertanto necessita di una visita specialistica presso il Suo dermatologo. In base a quest’ultima il collega le confermerà se siamo davanti a un fenomeno fisiologico (costituzionale) o patologico. Durante la visita sarà affrontato naturalmente anche il problema relativo alla sospetta ginecomastia, che merita di essere approfondito con opportuni esami ematochimici. Cordiali saluti. Dott. Antonio Del Sorbo - Dermatologo e Venereologo, Salerno. Risposta pubblicata sul sito medicitalia e su www.ildermatologorisponde.it.

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040 MUCOSA DEL GLANDE SPELLATA

DOMANDA: Gentile Dott, da tre giorni ho notato una lesione alla base del glande: si presenta come una zona spellata di 3-4 millimetri di diametro, rossa (color carne viva), non gonfia ne con bordi in rilievo. Non è dolorante tranne se la tocco direttamente, allora brucia leggermente come un qualsiasi taglio. Non si forma alcun liquido o siero. Può essere necessaria una visita specialistica oppure posso aspettare alcuni giorni per vedere se si rimargina naturalmente? Può essere utile qualche prodotto che favorisca la cicatrizzazione? Grazie. (Anonimo dalla provincia di Trieste).

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Egr. Utente da Trieste, la Sua descrizione del quadro clinico è molto generica, tuttavia è sufficiente per suggerirLe con una certa urgenza una visita specialistica presso il Suo Dermatologo. Il motivo di tale urgenza è giustificato dal fatto che tra qualche settimana il quadro clinico si potrebbe modificare e Lei non saprà mai di aver avuto un herpes genitale, una sifilide, una psoriasi o una banale screpolatura del glande (balanite). Intanto nel frattempo può fare un prelievo di sangue facendo testare i seguenti esami: VDRL, TPHA, Immunocomplessi circolanti, Beta 2 microglobulina e VES. Ma Le consiglio una visita presso il Suo Dermatologo di zona, unicamente per escludere patologie importanti e magari confermarLe che si tratta di una comune irritazione. Prima di effettuare la visita non applichi farmaci. Questi potrebbero modificare il quadro e rendere meno attendibili eventuali esami richiesti dal collega. Cordiali saluti. Dott. Antonio Del Sorbo - Dermatologo e Venereologo, Salerno. Risposta pubblicata sul sito medicitalia e su www.ildermatologorisponde.it.