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Sifilide secondaria immagini foto sintomi cause in venereologia



SIFILIDE PRIMARIA E SECONDARIA IN DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

a cura del Dermatologo Dott. Del Sorbo
SALERNO - SCAFATI



Sifilide: definizione della malattia
La sifilide è una malattia a trasmissione sessuale causata dal batterio treponema pallidum. Essa si contrae solitamente attraverso il contatto tra le mucose genitali, le labbra, la lingua e le mucose del cavo orale (rapporti orogenitali). Peranto anche un rapporto non completo con una persona infetta può costituire un reale rischio di infezione. La sifilide è una malattia in aumento ed il contagio è molto più probabile in caso di rapporti sessuali occasionali con persone sconosciute. Una volta diagnosticata una sifilide è importante indagare sulla possibile associazione con altre malattie veneree (es. gonorrea, ulcera molle, linfogranuloma venereo, granuloma inguinale, scabbia, mollusco contagioso, infezioni da candida, micosi genitali, herpes genitale, condilomi (creste di gallo), infezione da gardnerella vaginalis, tricomoniasi genitale, infezioni da clamidia, pediculosi, AIDS, etc). La presenza di sintomi ai genitali esterni (es. vulva, glande, scroto, regione perianale, etc) non necessariamente indica però la presenza di una malattia infettiva. Al momento della visita dermatologica, saranno quindi prese in considerazione sia le malattie a trasmissione sessuale, che le malattie genitali non infettive osservabili in dermatologia genitale (es. psoriasi, eczema, balanite di Zoon, balanopostite, lichen sclerosus, vulvodinia, vitiligine, angiocheratomi, afte genitali, cheratosi seborroiche, nevi, etc).

Sifilide primaria: il sifiloma

SIFILOMA: dopo un periodo di circa 3 settimane dal rapporto a rischio, si assiste in caso di sifilide alla comparsa di una chiazza rossastra, umida, ulcerata e non dolente, nella regione anogenitale, nota con il nome di sifilide primaria o sifiloma. Meno frequentemente il sifiloma può interessare il cavo orale. In alcuni casi questa fase può passare inosservata, perché sottovalutatata o in caso di somministrazione di antibiotici. Infatti una terapia antibiotica effettuata per altri motivi (es. per curare un mal di gola) può accelerare la scomparsa del sifiloma, ritardando la diagnosi di sifilide. Il sifiloma tende alla guarigione spontanea nel giro di alcune settimane, ma la scomparsa di questo segno prezioso per il dermatologo, non indica però la guarigione dall'infezione. Vi sono anche situazioni in cui assistiamo direttamente alla fase secondaria della sifilide, senza aver necessariamente osservato prima un sifiloma (sifilide acefala).


Sifilide secondaria: alopecia a piccole chiazze, roseola, sifiloderma e placche mucose

ALOPECIA SIFILITICA: un'alopecia a piccole chiazze (foto) del cuoio capelluto può a volte essere osservata nei pazienti con sifilide secondaria. L'alopecia a piccole chiazze (moth eaten alopecia), descritta nel 1940 dal dermatologo americano Lee McCarthy era già nota nel XVI secolo, ai tempi di Girolamo Fracastoro, come alopecia areolare en clairières, solitamente benigna, non cicatriziale e che ricorda l'aspetto di una pelliccia rosicchiata. Qualche volta si possono osservare vere e proprie chiazze di alopecia areata, che in alcuni casi possono interessare il terzo esterno del sopracciglio (segno dell'omnibus descritto dal dermatologo francese Jean Alfred Fournier). La sifilide primaria del cuoio capelluto (sifiloma), può talora associarsi a un'alopecia cicatriziale.


immagine di sifilide secondaria con alopecia a piccole chiazze


ROSEOLA SIFILITICA: la comparsa di chiazze rosa sul tronco, può insorgere anche a distanza di qualche mese dall'infezione e tende solitamente alla guarigione spontanea nel giro di qualche settimana. Anche in questo caso, la scomparsa della roseola non vuol dire guarigione dalla malattia e gli esami ematochimici (es. VDRL, TPHA, etc) consentono al dermatologo di monitorare l'andamento della malattia ed il tipo di terapia farmacologica. La roseola della sifilide secondaria deve essere differenziata al momento della visita dermatologica, da eventuali altre malattie non veneree come la pitiriasi rosea di Gibert.


SIFILODERMA PALMOPLANTARE: la presenza di un sifiloderma palmoplantare (foto) è spesso indicativa di una sifilide, anche se questo segno non sempre è presente. Al palmo delle mani e alla pianta dei piedi compaiono delle macule rossastre, circondate da una desquamazione periferica (collaretto di Biett visibile nelle foto). Manifestazioni papulose simile all'acne possono talora interessare il viso, il tronco e gli arti (sifiloderma papuloso). Sintomi generali come febbre, cefalea e dolori articolari, possono a volte essere presenti in questa fase.


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Nella sifilide secondaria è possibile a volte osservare il caratteristico sifiloderma palmoplantare (notare il collaretto di Biett)

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CONDILOMI PIANI: nella sifilide secondaria è possibile osservare a livello anogenitale, la comparsa di placche erosive e non dolenti, note come placche mucose o condilomi piani. Esse sono molto contagiose e non devono essere confuse con i condilomi acuminati (creste di gallo), patologia di natura virale e non batterica.


condilomi_piani

I condilomi piani o placche mucose della sifilide secondaria, non sono dolenti, ma sono particolarmente contagiosi

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Sifilide terziaria

La sifilide terziaria è un fenomeno fortunatamente meno frequente rispetto al passato, in quanto la sifilide viene oggi quasi sempre riconosciuta e trattata in fase primaria o secondaria. Le sue conseguenze possono portare, nei casi piùgravi ad importanti fenomeni sistemici, come cardiopatia, demenza, cecità, paralisi, fino al decesso.


Sifilide: cosa fare

La sifilide è una malattia che una volta identificata e trattata, non crea particolari problemi al paziente. È importante un attento monitoraggio della malattia presso il proprio venereologo, mediante i controlli ambulatoriali periodici ed eventuali esami diagnostici (es. VDRL quantitativa, TPHA quantitativa, etc) programmati al momento della visita specialistica. È importante trattare la sifilide, in quanto è una malattia che se contratta in gravidanza, può arrecare gravi malformazioni al nascituro (sifilide congenita). In caso di manifestazioni anogenitali sospette, consultare sempre il proprio medico, evitando comportamenti fai da te, spesso inutili e rischiosi.


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