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Psoriasi Napoli e Salerno, forma guttata e del cuoio capelluto



PSORIASI

a cura del Dermatologo Dott. Del Sorbo
Scafati (Salerno) - Sant'Antimo (Napoli)



La psoriasi è una malattia della pelle ad evoluzione cronico recidivante. Il termine psoriasi deriva dal greco antico psora (squama) che nei secoli è stato utilizzato per indicare numerose malattie della pelle. La psoriasi è stata definita la "regina" delle dermatosi psicosomatiche, in quanto il miglioramento o la cronicizzazione della patologia sono fortemente influenzati dalla sfera psico-affettiva del paziente (stress). Con l'arrivo dell'estate essa tende al miglioramento grazie all'effetto cheratoregolatore del sole e dell'acqua di mare e all'importante quota di benessere psicofisico apportata da una serena vacanza estiva.

Questa patologia colpisce almeno 3 italiani su 100 e presenta un decorso cronico caratterizzato da fasi di miglioramento o remissione, alternate a fasi di esacerbazione. La psoriasi si manifesta generalmente con delle tipiche chiazze eritematose ricoperte da squame, localizzate a gomiti, ginocchia, regione lombo-sacrale e cuoio capelluto (psoriasi volgare). Essa può anche interessare le zone intime (psoriasi genitale), le unghie (onicopatia psoriasica) e le articolazioni (psoriasi artropatica). Al cuoio capelluto le placche possono essere isolate o confluire lungo l'attaccatura dei capelli, la cui crescita non viene però compromessa. Nelle chiazze psoriasiche le cellule dell'epidermide (cheratinociti basali) si riproducono molto più velocemente rispetto a quelle della cute sana.


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Chiazze di psoriasi localizzate ai gomiti (foto in alto) e al tronco (foto in basso)

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Tra le cause della psoriasi rivestono un ruolo importante sia la predisposizione genetica (ereditarietà) sia alcuni fattori ambientali come alcool, fumo, farmaci e soprattutto lo stress emotivo. Inoltre, tra gli individui predisposti, ci sarebbe una certa associazione tra alcuni tratti del carattere (personalità ossessivo compulsiva, personalità narcisistica) e la patologia in questione. Le terapie tradizionali prevedono sia l'applicazione di creme (cortisonici, cheratolitici, catrami vegetali, derivati della vitamina D), sia l'esposizione ai raggi ultravioletti (sole, solarium, lampade speciali UVB a banda stretta), sia l'impiego di farmaci assunti per via orale (retinoidi, immunomodulatori, etc).


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Psoriasi localizzata al cuoio capelluto (foto in alto) e ai glutei (foto in basso)

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I moderni protocolli terapeutici prevedono invece l'eventuale associazione con una nuova classe di farmaci sistemici, cosiddetti "biologici" (infliximab, etanercept, adalimumab, efalizumab) basati su un meccanismo d'azione più sofisticato rispetto ai trattamenti tradizionali.

La psoriasi comune è suddivisa in un tipo 1 (insorge prima dei 40 anni) e in un tipo 2 (insorge dopo i 40 anni). In base alla forma delle chiazze, distuinguiamo ancora la psoriasi guttata, la psoriasi follicolare, la psoriasi nummulare, la psoriasi eritrodermica, la psoriasi anulare, la psoriasi spiraliforme e la, psoriasi serpiginosa.

La psoriasi artropatica (artrite psoriasica) è spesso associata ad alterazione delle unghie (onicopatia psoriasica o psoriasi ungueale) ed in base alle sedi si divide in artrite psoriasica simmetrica, spondiloartrite psoriasica, oligoartrite psoriasica asimmetrica, artrite psoriasica interfalangea distale e artroosteite pustolosa.

Altre varianti che in qualche modo rientrano nel vastissimo gruppo delle psoriasi comprendono l'eritrodermia psoriasica, la psoriasi pustolosa generalizzata di von Zunbusch e la psoriasi pustolosa palmoplantare di Barber Königsbeck.


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Entrambe le foto raffigurano una psoriasi pustolosa del palmo delle mani

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Tra i possibili fattori scatentanti la psoriasi ricordiamo anche il fumo di sigaretta, le bevande alcoliche, lo stress e alcuni farmaci come i beta bloccanti, alcuni sartani, le statine, gli antimalarici, i sali di litio, gli antinfiammatori non steroidei, gli ACE inibitori, i calcio antagonisti, alcuni antidiabetici per via orale (es: metformina, glibenclamide, etc), l'interferone e la terbinafina.

Si hanno testimonianze di questa patologia già nei papiri egiziani (circa 5000 anni fa), anche se il termine psoriasis fu introdotto soltanto nel I secolo d.C. da Galeno. Negli antichi testi di Dermatologia si pensava addirittura che la psoriasi fosse infettiva (psora lepra) e solo nel 1841 il Dermatologo austriaco Ferdinand Ritter von Hebra riuscì a dimostrare l'origine non infettiva di questa patologia.


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Psoriasi della regione ombelicale (foto in alto) e dell'orecchio esterno (foto in basso)

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Nell'opera De Ornatu Mulierum della medichessa Trotula De Ruggiero della Scuola Medica di Salerno (XI secolo d.C) sono descritti i possibili benefici ottenuti sulla psoriasi del cuoio capelluto con alcuni metodi naturali dell'epoca (es: shampoo e lozioni preparati con bacche di mirto, ginestra e lupini amari cotti in aceto).

Nonostante attualmente non ci siano ancora dei farmaci in grado di cancellare per sempre tale patologia, la ricerca scientifica mira verso la standardizzazione di protocolli terapeutici tesi a fornire una qualità di vita sempre migliore ai pazienti affetti da psoriasi.


psoriasi_ungueale

Psoriasi localizzata alle unghie di mani (foto in alto) e piedi (foto in basso)

psoriasi_unghie


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