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Dermatologo Dott. Del Sorbo

NECROBIOSI LIPOIDICA DIABETICORUM DI OPPENHEIM E URBACH

a cura del Dermatologo Dott. Del Sorbo
SALERNO - SCAFATI

La NECROBIOSI LIPOIDICA è un processo granulomatoso cronico che si manifesta generalmente alle regioni pretibiali di pazienti affetti da diabete mellito. Questa patologia colpisce circa lo 0,3% dei diabetici, a volte può preannunciare un diabete e in altri casi può non esservi associazione. Oltre l’80% dei pazienti che manifestano necrobiosi lipoidica, sono affetti da diabete mellito di tipo 1 o 2. Attualmente si pensa che la malattia sia provocata dalla glicosilazione non enzimatica delle proteine (es: collagene), tipica della microangiopatia diabetica. Un fenomeno simile lo riscontriano in un’altra patologia associata al diabete, che è lo sclerederma di Buschke. La localizzazione più frequente della necrobiosi lipoidica è la regione pretibiale, ma possono raramente essere interessati anche i piedi, il decolléte e i genitali. Le placche si presentano rosso giallastre, con margini scuri e netti. Le chiazze a volte si possono ulcerare, sono generalmente glabre e al loro interno si osservano in trasparenza i capillari. Esiste una variante disseminata al tronco e agli arti, una variante attinica che può interessare il viso, una variante associata alla sindrome atassia teleangectasia, una variante associata alla β lipoproteinemia familiare e una variante non diabetica (granuloma di Miescher) simile al granuloma anulare elastolitico a cellule giganti.

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La necrobiosi lipoidica è più frequente nei pazienti diabetici

La patologie non è grave ma molto fastidiosa, in quanto la cute interessata diviene così delicata da lacerarsi persino in presenza di piccoli traumi. Non vi sono terapie definitive nonostante i risultati incoraggianti dell’applicazione o dell’infiltrazione di steroidi per brevi periodi, l’innesto di derma artificiale, la pentossifillina, l’acido acetilsalicilico e la fototerapia. L’impiego del tacrolimus per uso topico è del tutto recente ed è ancora allo stato sperimentale.

La necrobiosi lipoidica fu descritta per la prima volta negli anni ’30 dai dermatologi Moriz Oppenheim (Vienna, 1930) ed Erich Urbach (Praga, 1932) ed è conosciuta anche come granulomatosi tubercoloide pseudosclerodermiforme di Gottron o granulomatosi disciforme cronica e progressiva di Miescher e Leder. Alla dermatoscopia, si possono osservare aree similcicatriziali e aree giallo oro al centro delle chiazze, mentre alla periferia possono prevalere i capillari comunicanti e tortuosi. La biopsia consente di differenziare la necrobiosi lipoidica del paziente diabetico da altri fenomeni apparentemente simili, come la sarcoidosi, il lupus e il granuloma anulare.