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Dermatologo Dott. Del Sorbo

Sindrome di Gianotti Crosti

a cura del Dermatologo Dott. Del Sorbo
SALERNO - SCAFATI

Malattia di Gianotti Crosti o acrodermatite papulosa infantile

L’acrodermatite papulosa infantile (malattia di Gianotti Crosti) è una dermatite eruttiva tipica dell’età pediatrica, che si presenta papule rossastre, monomorfe e simmetriche, localizzate soprattutto alle guance, ai glutei a agli arti, con caratteristico risparmio delle mucose, delle pieghe e del tronco. Nella maggior parte dei casi il prurito manca o è molto lieve. L’acrodermatite papulosa infantile fu descritta la prima volta nel 1955 dai dermatologi italiani Ferdinando Gianotti (1920-1984) e Agostino Crosti (1896-1988). La malattia di Gianotti Crosti, interessa principalmente i bambini piccoli, di età compresa tra i 2 e i 10 anni e raramente l’adolescente. In alcuni casi la causa scatenante della malattia può essere un’infezione (es. streptococco pyogenes, virus Epstein Barr, cytomegalovirus, virus respiratorio sinciziale, virus coxsackie, virus dell’epatite, ECHO virus, virus parainfluenzale, adenovirus, rotavirus, herpes virus 6, retrovirus, toxoplasma, etc). Anche farmaci e vaccinazioni possono rientrare tra le cause scatenanti. In alcuni casi di sindrome di Gianotti Crosti si possono riscontrare febbricola, malessere, vomito, diarrea, lieve linfocitosi, un lieve ingrossamento dei linfonodi inguinali e ascellari, lieve splenomegalia transitoria, lieve epatomegalia non dolente, lieve epatite e persino ittero. La malattia risolve spontaneamente nel giro di 4-6 settimane con una desquamazione cutanea più o meno abbondante. Sono stati riportati casi di più lunga durata.

I due termini di malattia e sindrome di Gianotti Crosti, sono utilizzati spesso come sinonimi. Nella malattia di Gianotti Crosti, l’eruzione è monomorfa e rappresentata da papule. Nella sindrome di Gianotti Crosti l’eruzione è polimorfa (papule e vescicole) e talora vi si associa prurito. Oggi si tende a considerare la sindrome di Gianotti Crosti come espressione di una risposta immmune esuberante nei confronti di un’infezione, e non come diretta conseguenza dell’azione di un agente patogeno. Generalmente la sindrome di Gianotti Crosti è motivo di preoccupazione per i genitori a causa dell’eruzione improvvisa. Una volta accertata la diagnosi con la visita specialistica, il dermatologo spiega ai genitori il decorso benigno della patologia, ricorrendo in alcuni casi a eventuali esami di approfondimento (es. emocromo con formula, VES, TAS, AST, ALT, tampone faringo tonsillare, IgM antiEBV, IgG antiEBV, markers epatite, etc). La visita dermatologica è importante per distinguere la malattia di Gianotti Crosti, da altre patologie cutanee apparentemente simili (es. orticaria papulosa, scabbia, morbillo, rosolia, istiocitosi, lichen planus, pitiriasi lichenoide, etc). Grazie alla vaccinazione di massa dei bambini nei confronti dell’epatite B, sono attualmente sempre meno frequenti le associazione tra tale virus e la malattia di Gianotti Crosti. L’associazione più frequente si verifica con il virus Epstein Barr. Autunno e primavera sono i periodi dell’anno in cui si registrano più casi. Nei casi associati a epatite B può persistere un’epatite cronica.