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dermatite atopica napoli e salerno: cure in dermatologia pediatrica



DERMATITE ATOPICA NEL BAMBINO E NELL'ETÀ ADULTA

a cura del Dermatologo Dott. Del Sorbo
SALERNO - SCAFATI



Dermatite atopica
La dermatite atopica è una patologia cutanea pruriginosa che può insorgere in età pediatrica e talora può persistere anche nell'adulto

DERMATITE ATOPICA: CENNI STORICI

Il termine attuale di dermatite atopica ha fatto la sua comparsa nei trattati di dermatologia solo nel XX secolo, sebbene la patologia sia antica quanto l'uomo. Lo scrittore latino Gaio Plinio Cecilio Secondo, noto come Plinio il giovane, descrisse tale malattia circa 2000 anni fa, nelle famiglie imperiali di Roma, ai tempi della dinastia giulio claudia. Nell'antichità molte malattie cutanee venivano però confuse con altre patologie come la scabbia e la lebbra. Nel 1808, il dermatologo inglese Robert Willan incluse la dermatite atopica nel primo volume della sua grande opera "on cutaneous diseases", descrivendola come condizione simile alla prurigo. Nel 1872, il dermatologo tedesco Heinrich Köbner descrive l'isomorfismo reattivo (noto oggi come fenomeno di Koebner), in base al quale, un insulto dermico acuto (es. trauma meccanico, scottatura solare, scottatura da lampade, tatuaggio, etc), può indurre un peggioramento di alcune dermatiti (es. dermatite atopica, psoriasi, lichen planus, vitiligine, etc), sulle stesse aree cutanee interessate da tale insulto. Nel 1891 i dermatologi francesi Louis Anne Jean Brocq e Leonard Marie Lucien Jacquet, la chiamarono neurodermite disseminata, per sottolinearne la componente emozionale. Nel 1892, il dermatologo francese Ernest Henri Besnier, ne descrisse l'associazione con l'asma e la predisposizione familiare, denominandola prurigo diatesica, termine che fu presto rimpiazzato con prurigo di Besnier. Nel 1923, Arthur Coca e Robert Cooke, introdussero il termine "atopica" per indicare l'assenza di una tipica localizzazione cutanea della malattia (α topoσ = priva di luogo preciso), contrariamente alle altre forme di eczema, in cui le manifestazioni dermatologice coincidono con le aree di contatto con specifiche sostanze scatenanti. Nel 1933, i dermatologi americani Marion Baldur Sulzberger e Fred Wise, utilizzarono per la prima volta l'attuale termine di dermatite atopica per indicare la malattia nota fino ad allora come neurodermatite disseminata. Alla fine degli anni '40, i dermatologi americani Charles Clayton Dennie e David Morgan, associarono la presenza della caratteristica piega alla palpebra inferiore (piega di Dennie Morgan) alla dermatite atopica del bambino e dell'adulto. Nel 1949, il dermatologo italiano Marcello Comèl descrive quella che in seguito sarà denominata sindrome di Netherton, caratterizzata da dermatite atopica, eritrodermia ittiosiforme congenita e tricoressi invaginata.


DERMATITE ATOPICA, OCCHIAIE SECCHEZZA E PRURITO

Il termine ATOPIA indica una condizione di aumentata reattività del sistema immunitario nei confronti di alcuni stimoli ritenuti innocui per gran parte della popolazione. Essa può interessare l'apparato respiratorio (rinite, asma), il distretto oculare (congiuntivite), l'apparato digerente (allergie alimentari) e la pelle (dermatite atopica).


La dermatite atopica è una sindrome che può interessare tutte le fascie di età, ma oltre la metà dei casi si presenta entro il primo anno di vita. Nel lattante compare generalmente dopo il terzo mese, presentandosi con prurito e rossore localizzati prima al viso (fronte e guance) e poi al tronco, alle pieghe flessorie di avambracci e gambe e meno frequentemente all'area del pannolino. Nel bambino più grande le chiazze tendono a diventare più secche, interessando simmetricamente le pieghe del collo, i gomiti e le ginocchia. Nell'adolescente e nell'adulto la pelle si presenta più ispessita e secca, soprattutto agli arti e talora si può localizzare alla nuca, agli angoli della bocca (cheilite atopica) e alle palpebre. Nella dermatite atopica il prurito è riferito come feroce ed insopportabile, soprattutto nelle ore serali. La pelle atopica si presenta arida e intensamente pruriginosa a causa della ridotta attività di un enzima (δ6 desaturasi) coinvolto nel metabolismo di alcuni acidi grassi essenziali, detti omega 6. La secchezza eccessiva della pelle atopica (xerosi), predispone talora a fenomeni come la pitiriasi alba e la cheratosi follicolare. Le pieghe cutanee sono spesso interessate dalla dermatite atopica, in particolare le grandi pieghe degli arti, le pieghe del collo e i solchi retroauricolari.


Gli acidi grassi essenziali contribuiscono normalmente al mantenimento del film idrolipidico della pelle e quindi alla sua importante funzione barriera. L'applicazione o l'assunzione per via orale di queste sostanze naturali (es: acido linoleico) spesso può migliorare il quadro clinico. Generalmente la dermatite atopica migliora durante la stagione estiva, con l'acqua di mare ed una graduale esposizione al sole, mentre una scottature solare importante (o da sorgenti irradiative artificiali), può talora indurre un peggioramento (cosiddetto fenomeno di Köebner), che in rari casi può manifestarsi con un quadro eritrodermico (es. eritrodermia atopica di Lewis Webb Hill).


immagini di dermatite atopica in età pediatrica

Immagini di dermatite atopica in età pediatrica con manifestazioni pruriginose localizzate alle mani e alle pieghe degli arti inferiori

foto di dermatite atopica nei bambini e negli adulti


LE CAUSE DELLA DERMATITE ATOPICA

Le cause della dermatite atopica sono sia di tipo genetico (es. metabolismo degli acidi grassi omega 6, up regulation dei recettori vanilloidi cutanei TRPV1, toll like receptors TLR2, TLR4, TLR5, TLR9, etc), sia di tipo ambientale (presenza di determinati allergeni), sia di tipo psicosomatico, come avviene per molte patologie cutanee. Il fatto che la dermatite atopica si manifesti dopo il 3° mese di vita, periodo in cui si attuano dinamiche primarie nella relazione genitore bambino ha suggerito l'ipotesi psicosomatica secondo la quale il lattante attraverso un meccanismo di somatizzazione attirerebbe inconsciamente l'attenzione dei genitori su se stesso (psico immuno dermatologia). Studi recenti sulla dermatite atopica, hanno dimostrato bassi livelli di IL-17 e di lipocalina 2 associata alle gelatinasi dei neutrofili (NGAL), entrambi modulatori del sistema immunitario e in particolare della cosiddetta bilancia Th1/Th2, con maggiore produzione di interleuchine come IL-4, IL-5, IL-10, IL-13, IL-25, IL-31 e IL-33. La cute atopica presenta una ridotta attività dei tool like receptors (TLRs) ed esprime bassi livelli di peptidi antimicrobici e di β defensine, risultando così più esposta ad infezioni microbiche. Infatti non è raro riscontrare nei bambini atopici, l'associazione con verruche o mollusco contagioso. I pazienti affetti da dermatite atopica possono sviluppare talora un'aumentata sensibilità nei confronti di alcuni farmaci ed alimenti, con reazioni cutanee eccesive persino alle più comuni punture da insetto. La dermatite atopica estrinseca (eczema atopico) è caratterizzata dalla presenza di livelli elevati di IgE e si può associare ad altre manifestazioni di atopia, come asma (50% dei casi) o rinite allergica (25% dei casi). Nella dermatite atopica intrinseca o atopiforme, i livelli di IgE sono normali, non vi si associano altri segni di atopia come asma o rinite e il decorso della patologia è solitamente più rapido. Il prurito della dermatite atopica รจ scatenato prevalentemente dalle sostanze prodotte dai mastociti (es. istamina, prostaglandine, leucotrieni, PAF, etc), dagli eosinofili (es. leucotriene C4) e dai neutrofili (es. leucotriene B4) che si comportano a loro volta come liberatori di altra istamina (histamine releasing factors).


DERMATITE ATOPICA: COSA FARE

Per la diagnosi e la gestione del paziente affetto da dermatite atopica, il dermatologo dopo un'accurata visita specialistica può in certe circostanze richiedere alcuni esami come il dosaggio delle IgE totali (PRIST), il dosaggio delle IgE specifiche (RAST alimenti), il prick test (vengono testati sull'avambraccio allergeni come latte vaccino, uovo, grano, soia, pesce, arachidi, dermatofagoidi, etc), il patch test (vengono applicati sul dorso per 48 ore dei cerotti contenenti i più comuni allergeni) e l'atopy patch test (applicazione di speciali cerotti diagnostici contenenti forfora di gatto, acari della polvere e graminacee). La dieta di eliminazione è indicata solo se confortata dai test allergometrici. Al momento della visita saranno escluse possibili patologie correlate, in quanto l'eczema infantile può avere anche una genesi allergica (DAC) o irritativa (DIC).


foto di dermatite atopica delle labbra e dell'area periorale

Dermatite atopica delle labbra (bocca atopica o cheilite atopica) e delle pieghe degli arti (foto in basso)

immagine di dermatite atopica localizzata alle pieghe del braccio


TERAPIA DERMATITE ATOPICA: CURE

I moderni protocolli terapeutici della dermatite atopica comprendono l'uso di creme emollienti ed olii da bagno in grado di migliorare la funzione barriera dell'epidermide, integratori dietetici a base di acidi omega 6 e olio di borragine, steroidi topici (per brevi periodi), antistaminici per via orale, immunomodulatori topici (es: inibitori della calcineurina, aliamidi, etc), elio- e fototerapia (esposizione graduale al sole o a speciali lampade dermatologiche). La detersione della pelle atopica dei bambini andrebbe effettuata con prodotti delicati, sterili e dermocompatibili, preferendo quando possibile, i detergenti senza parabeni o altri conservanti. Per quanto riguarda la terapia della dermatite atopica, ai farmaci topici e sistemici tradizionali, possono essere affiancati rimedi naturali in grado di ripristinare in maniera fisiologica la barriera cutanea (es. integratori di omega 3, stabilizzatori topici delle membrane cellulari a base di acidi grassi ω6, ω7, ω9, probiotici, etc), per migliorare prurito, irritazione, secchezza e desquamazione, che sono i sintomi più fastidiosi della dermatite atopica nei bambini molto piccoli e in particolare nei lattanti. Per la terapia della dermatite atopica è importante sia nei bambini che negli adulti, comunicare una buona compliance, attraverso un percorso di educazione terapeutica continua tra il dermatologo, il paziente e i familiari del paziente, in modo da poter migliorare la qualità di vita, soprattutto nelle forme di dermatite atopica cronica e recidivante.


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