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CHERATOSI ATTINICHE: COME SI PRESENTANO

a cura del Dermatologo Dott. Del Sorbo
SALERNO - SCAFATI



Le CHERATOSI ATTINICHE sono note in dermatologia anche con i termini di cheratosi solari e cheratosi senili. Esse sono considerate precancerosi cutanee dovute ad un'eccessiva sensibilità al sole e ai raggi UV in genere (il termine attinico deriva dal greco ακτις = raggio). Da un punto di vista istologico le cheratosi attiniche sono dei carcinomi intraepidermici (carcinoma in situ), con possibile evoluzione in spinalioma (carcinoma squamocellulare) o in basalioma (carcinoma basocellulare).



SINONIMI: cheratosi attiniche, cheratosi senili, cheratosi solari, discheratosi cutanea, cheraroma senile.

STORIA: nel 1869 le cheratosi attiniche furono descritte accuratamente in una pubblicazione del dermatologo austriaco Isidor Edler von Heilwart Neumann. Nel 1898, il dermatologo francese William Auguste Dubrenilh, le chiamò cheratosi circoscritte, ipotizzandone già un possibile ruolo di precancerosi. Nel 1926, il dermatologo polacco Walter Freudenthal, le denominò cheratomi senili, mentre per il termine attuale di cheratosi attiniche o senili, bisogna attendere il 1958, ad opera del dermatologo americano Hermann Pinkus. Già nel 1938 il dermatologo americano Richard Lightburn Sutton, cominciò ad inquadrare le cheratosi attiniche come veri e propri carcinomi superficiali.



COME SI PRESENTANO: le cheratosi attiniche si presentano nelle zone fotoesposte (viso, cuoio capelluto, arti, etc) come squame giallastre, aderenti e ruvide, circondate talora da fini teleangectasie. Alla dermatoscopia, le cheratosi attiniche possono presentare un patter a contorni policiclici o un tipico pseudoreticolo rosso, la cui scomparsa si osserva solitamente dopo un trattamento fisico o farmacologico non chirurgico (es. crioterapia, terapia fotodinamica, imiquimod, diclofenac, etc). Esse sono asintomatiche e lievemente pruriginose. Esse non devono essere confuse con le cheratosi seborroiche, fenomeno assolutamente benigno. I pazienti con fototipo basso, con occhi azzurri e capelli biondi o rossi, hanno maggiori probabilità di sviluppare negli anni cheratosi attiniche, rispetto alle persone con fototipo alto. Infatti nei soggetti di razza scura, le cheratosi attiniche sono un fenomeno poco frequente.


foto di cheratosi_attiniche del viso

Immagini di cheratosi attiniche del viso e del cuoio capelluto in soggetti di carnagione chiara

immagini di cheratosi attiniche del cuoio capelluto


LE CAUSE: anche se le cheratosi attiniche sono considerate un indice di esposizione cronica al sole, la maggior parte dei pazienti con questo problema, specie se anziani, riferisce di non esporsi mai al sole. Infatti quando al momento della visita specialistica, il dermatologo chiede come ci si è esposti al sole negli ultimi anni, una tipica risposta del paziente può essere la seguente: "data la pelle chiara e le facili scottature al sole, sono ormai anni che non vado più al mare". Le cheratosi attiniche si sviluppano in quelle aree esposte al sole anche involontariamente (es. viso, orecchie, cuoio capelluto, dorso delle mani, etc) durante il giorno. Anche una normale passeggiata per strada, durante una fresca giornata primaverile, nei soggetti chiari o geneticamente predisposti alle cheratosi attiniche, può rappresentare un'occasione involontaria di esposizione al sole, che anno dopo anno, può indurre un danno attinico cosiddetto cumulativo. Paradossalmente, i pazienti molto anziani, sviluppano cheratosi attiniche proprio nella fascia di età in cui le esposizioni volontarie al sole sono diminuite o addirittura assenti. Persino alcune professioni all'aperto (es. edilizia, agricoltura, pesca, etc), nei soggetti predisposti, possono essere una fonte di esposizione cronica involontaria al sole, talora con comparsa delle prime cheratosi molti anni dopo la fine dell'attività lavorativa. Un'altra tipica frase del paziente anziano con cheratosi attiniche può essere la seguente: "mi sono uscite proprio adesso che non mi espongo più al sole". Chiaramente non tutti i soggetti che si espongono al sole sviluppano cheratosi attiniche, ma solo quelli predisposti. In questi ultimi soggetti, l'esposizione cronica al sole, modifica alcuni sistemi di difesa della pelle (es. recettore dell'apoptosi CD95, recettori TRAIL R1, gene oncosoppressore p53, etc), normalmente deputati alla riparazione del DNA del cheratinocita, da ordinari insulti ambientali. L'abitudine di effettuare numerose lampade UV è una chiara causa volontaria di cheratosi attiniche, talora con interessamento del labbro (cheilite attinica). La cheilite attinica insorge anche per esposizioni croniche involontarie al sole, ma è una precancerosi con più alta probabilità di evoluzione in carcinoma.



VARIANTI CLINICHE E ISTOLOGICHE: cheratosi attinica atrofica, cheratosi attinica ipertrofica, cheratosi lichenoide, cheratosi verrucosa, cheratosi pigmentata, cheratosi attinica bowenoide, acantolitica, epidermolitica, etc.



EVOLUZIONE: Alcune cheratosi attiniche, possono negli anni evolvere in carcinoma cutaneo a cellule squamose (spinalioma) o in carcinoma basocellulare (basalioma), ed è per tale motivo che sono considerate precancerosi. Da un punto di vista istologico esse sarebbero dei carcinomi intraepidermici (carcinomi in situ), fenomeno già intuito nel 1938 da Sutton. L'evoluzione delle cheratosi attiniche in carcinoma è più frequente nei pazienti immunocompromessi o in trattamento con farmaci immunosoppressori (es. pazienti trapiantati).



DIAGNOSI: con la visita specialistica, il dermatologo ha la possibilità di distinguere le cheratosi attiniche da altre patologie cutanee (es. cheratosi seborroica, basalioma, verruche, etc) e programmare il percorso terapeutico più adatto al paziente.


cheratosi_attinica_napoli
Cheratosi attiniche del cuoio capelluto: è raccomandato l'uso del cappello e degli schermi solari



TERAPIA E PREVENZIONE: le terapie dermatologiche attualmente disponibili (es. asportazione chirurgica, crioterapia con azoto liquido, ingenolo mebutato, terapia fotodinamica, imiquimod 5%, 5 fluorouracile 5%, diclofenac 3% in ialuronato 2,5%, retinoidi, etc) variano da paziente a paziente e vanno programmate al momento della visita specialistica con il proprio dermatologo. Per alcune terapie, può essere normale osservare all'inizio del trattamento un peggioramento apparente delle manifestazioni cliniche, a volte indice di attività del trattamento farmacologico in atto, altre volte indice di irritazione eccessiva. L'uso di schermi solari tutto l'anno e del cappello (specie nei calvi) può evitare ulteriori danni attinici cumulativi. Consultare il proprio dermatologo per una corretta informazione sulle modalità di prevenzione e terapia più adatte al proprio caso specifico, evitando terapie fai da te, spesso inutili e pericolose.


cheratosi_attiniche_crioterapia

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