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La BALANITE DI ZOON fu descritta la prima volta nel 1952 dal dermatologo olandese Johannes Jacobus Zoon, come balanite plasmacellulare cronica circoscritta. Nel 1955, Zoon descrisse un caso simile anche nelle donne, denominandolo vulvite plasmacellulare cronica circoscritta (oggi nota semplicemente come vulvite di Zoon).
DECORSO CLINICO: la balanite di Zoon può interessare qualsiasi fascia di età ma è più frequente dopo i 50 anni. Quando la chiazza (infiltrato di plasmacellule) interessa solo il glande, si parla di balanite di Zoon. Talora può essere interessato anche il prepuzio e si parla di balanopostite di Zoon. Il decorso della balanite di Zoon generalmente è benigno, ma la visita specialistica dermatologica è importante per escludere altre cause di balanite e l'eritroplasia di Queyrat.
MANIFESTAZIONI CLINICHE: Le chiazze del glande hanno un colorito rossastro (aspetto di vernice lucida), sono ben circoscritte e quasi sempre asintomatiche. Alla penoscopia (detta anche balanoscopia o genitoscopia) si possono osservare capillari ectasici a decorso tortuoso, frammisti a petecchie. A livello istologico la balanite di Zoon, presenta un quadro caratterizzato da un accumulo di plasmacellule nel derma superficiale. La balanite di Zoon può decorrere in maniera asintomatica o con una lieve penodinia. La balanite plasmacellulare di Zoon ha generalmente un decorso cronico e risponde poco alle terapie tradizionali.


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