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La sindrome dell'ovaio policistico (PCOS = polycistic ovary syndrome) fu descritta la prima volta nel 1721 dal medico toscano Antonio Vallisneri, in una ragazza infeconda con due grandi ovaie bernoccolute. Importanti studi furono compiuti nel 1935 dai ginecologi americani Irving Freiler Stein e Michael Leo Leventhal che riscontrarono questo reperto in donne affette da amenorrea, irsutismo e sovrappeso (infatti si parla anche di sindrome di Stein Leventhal). Il termine policistico si riferisce all'aspetto lobulato che assume l'ovaio a causa dei follicoli bloccati in fase preovulatoria.

Foto: l'acne è solo una delle possibili manifestazioni cliniche associate all'ovaio policistico
La sindrome dell'ovaio policistico è una disfunzione ormonale che può coinvolgere diversi apparati (es. ipotalamo, ipofisi, surrene, ovaio, grasso sottocutaneo, pelle, capelli, etc). Essa deve essere distinta dal semplice ovaio multifollicolare. Infatti nella sindrome dell'ovaio policistico oltre all'ecostruttura policistica dell'ovaio, si possono riscontrare altri fenomeni come oligoamenorrea e anovulazione.
Dal punto di vista dermatologico l'ovaio policistico si può manifestare con acne (es. papule, pustole, comedoni, noduli, etc), seborrea (pelle grassa, capelli grassi), alopecia androgenetica (diradamento dei capelli) e irsutismo (aumento della peluria). Altri fenomeni associati possono comprendere sovrappeso, insulinoresistenza e irregolarità mestruale fino all'infertilità nei casi più gravi.
L'ecografia ovarica effettuata nei primi giorni del ciclo, consente di apprezzare il volume dell'ovaio e di valutare accuratamente la distribuzione interna (stromale) o periferica dei follicoli. L'ovaio risulta in questi casi ingrandito di volume, con un numero di follicoli solitamente superiore a 6 e con uno stroma ipertrofico e iperecogeno aumentato di volume.
Un checkup ormonale (es. dosaggio FSH, LH, prolattina, testosterone libero, 17β estradiolo, 17α idrossiprogesterone, δ4 androstenedione, DHEA-S, SHBG, free androgen index FAI, etc) può essere programmato al momento della visita specialistica ed effettuato in precisi momenti del ciclo mestruale (es. 7° giorno, 21° giorno, etc) secondo le indicazioni del proprio medico. In questo modo è possibile valutare la funzionalità dell'ovaio nei diversi momenti del ciclo (es. fase follicolare, fase ovulatoria, fase luteinica, etc).
In alcuni casi si possono riscontrare un innalzamento dei valori di LH (aumento del normale rapporto LH/FSH), aumento della prolattina, insulinoresistenza / iperinsulinemia, riduzione dei livelli di progesterone, una riduzione dei valori di sex hormon binding globulin (SHBG) e iperandrogenismo. Nei pazienti in forte sovrappeso, una corretta alimentazione può a volte migliorare i livelli di insulinemia e quindi le manifestazioni acneiche. L'insulinoresistenza riscontrata in questi casi è spesso dovuta ad un'alterazione biochimica del recettore insulinico (fosforilazione) e non sempre si associa ad un aumento reale dei livelli ematici di insulina. La riduzione dei livelli di IGF binding protein (insulin like growth factor I binding protein), potenzia i recettori ovarici per l'LH, con conseguente azione androgena. L'irsutismo (aumento della peluria nelle donne) è dovuto ad un'aumentata sensibilità dei recettori per androgeni localizzati nell'unità pilosebacea e solo in pochi casi si associa ad un aumentato livello di questi ormoni nel sangue. Lo stesso meccanismo è causa di seborrea, irsutismo e di alopecia androgenetica. Infatti in molti casi l'iperandrogenismo è dovuto più che a un reale aumentato livello di testosterone nel sangue (valore quasi sempre nei limiti della norma) ad un'aumentata conversione del testosterone in diidrotestosterone ad opera dell'enzima 5α reduttasi dell'unità pilosebacea.
L'approccio multidisciplinare (es. dermatologo, ginecologo, endocrinologo, etc) può essere prezioso in questi casi per programmare un percorso terapeutico sia topico che sistemico, adatto alla situazione della singola paziente. In caso di eventuale terapia ormonale, il medico spiega al momento della visita, le precauzioni da adottare durante i mesi caldi, per evitare fastidiosi esiti discromici come il cloasma, eventi possibili durante l'assunzione di estroprogestinici, specie nei fototipi scuri.

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