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Dermatite seborroica: ildermatologo risponde online



DOMANDE E RISPOSTE FREQUENTI IN DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA (FAQ)

a cura del Dott. Antonio Del Sorbo - Specialista in Dermatologia e Venereologia
SALERNO - SCAFATI



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241 SANGUINAMENTO DEI NEI: IL CONTROLLO DERMATOLOGICO È IMPORTANTE

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, sono una ragazza di 23 anni della provincia di Foggia. Premesso che ho la pelle molto chiara con lentiggini e molti nei sulla schiena, in modo particolare. L'altra notte ho trovato sul letto delle macchie di sangue in corrispondenza della schiena, ma non ho trovato alcun graffio. Credo che sia associato ai nei, Cosa devo fare?

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Il sanguinamento spontaneo di un nevo è sempre un evento importante, da sottoporre quanto prima ad una visita specialistica presso il Suo dermatologo di fiducia. In molti casi si può trattare di un banalissimo trauma da attrito, mentre in altri, bisogna con una scrupolosa visita dermatologica, poter escludere la presenza del temibile melanoma. Data la sede nascosta (schiena) è persino difficile che Lei si possa ricordare della presenza di eventuali nevi in evoluzione. Oggi bastano pochi minuti per stabilire se un nevo è semplicemente un nevo, o se si sta modificando in qualcosa di diverso. Ogni dermatologo infatti dispone presso il proprio ambulatorio, di un apposito strumento denominato dermatoscopio o videodermatoscopio, con il quale è possibile osservare delle caratteristiche non osservabili ad occhio nudo (dermatoscopia ad epiluminescenza). Tutte le modifiche repentine dei nei, andrebbero quindi approfondite con una Dermatoscopia (cosiddetta mappatura dei nei). Nella sezione di questo sito, dedicata alla Dermatoscopia sono elencati in dettaglio i criteri ABCDEFG dei nei e quello indicato con la lettera E (E = Evoluzione del neo) è sicuramente il più importante anche nei casi in cui gli altri criteri sono assenti. Consulti il Suo Dermatologo ed in pochi minuti si toglierà ogni dubbio. Cordiali saluti e in bocca al lupo.


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242 CAPELLI DIRADATI NELLA DONNA: ALOPECIA ANDROGENETICA O SEMPLICE EFFLUVIUM?

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, sono una donna di 49 anni, da sempre preoccupata della cattiva qualità dei suoi capelli. Negli ultimi anni però la situazione mi sembra peggiorata in quanto, pur non perdendo molti capelli, mi sembrano, anzi sono, ogni giorno più sottili e fragili, e più radi nella zona superiore alla fronte. È possibile qualche cura (integratori o altro), per cercare di arginare il problema? La ringrazio anticipatamente di una eventuale risposta.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Il diradamento nella donna può avere diverse origini (es. defluvium da stress, telogen effluvium da carenza di ferro, menopausa, alopecie non cicatriziali da dieta ipoproteica, alopecia androgenetica femminile, ipotiroidismo, ipertiroidismo, farmaci, etc). Intorno ai 50 anni nell'organismo della donna si verificano variazioni ormonali importanti (menopausa) che possono rendere più visibile tale fenomeno. Prima di parlare di integratori o lozioni in grado di arginare il problema, sarebbe utile prima poter giungere ad una diagnosi definitiva (es. alopecia androgenetica femminile, effluvio, etc). Con una visita specialistica accurata presso il Suo dermatologo, una volta giunti ad una diagnosi precisa, sarà possibile programmare la terapia più idonea al Suo caso. Se a casa ha dei vecchi esami fatti ad esempio in passato per altri motivi (es. emocromo, ferritina, prolattina, ecografia ovarica, etc) potrebbero essere utili al momento della visita dermatologica. Cordiali saluti.


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243 PRURITO AGLI ARTI INFERIORI E INFEZIONE GENITALE DA CANDIDA

DOMANDA: Salve, vorrei un parere su quanto mi sta accadendo ormai da qualche giorno. Attualmente avverto un prurito localizzato in modo veramente acuto agli arti inferiori. Il sintomo si è presentato per la prima volta dopo aver fatto la doccia, a meta agosto circa. Il forte prurito è durato per circa 20 minuti e poi man mano è scemato. Ho pensato che fosse colpa del bagnoschiuma e/o delle condizioni igieniche del bagno visto che non ero a casa mia, ma il distrurbo si è puntualmente ripresentato ad ogni doccia, trovando sollievo soltanto usando le classiche saponette. Ormai però questo prurito direi che è sempre presente con fitte più o meno acute, e al mare domenica, si è manifaestato con forte intensitè dopo un pò di tempo che ero in acqua. C'è da dire però che circa il 20 luglio ho contratto infezione intima detta candidiasi, curata inizialmente con sporanox capsule e lorenil ovuli e poi con diflucan, una compressa a settimana per due settimane. Potrebbe esserci un collegamento tra la candida e i miei fastidi di prurito? Quale potrebbe essere la vera causa? Grazie dell'attenzione.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Le infezioni da candida possono causare una reazione pruriginosa localizzata nei distretti cutanei umidi (es. pieghe inguinali, regione anogenitale, pieghe sottomammarie, spazi interdigitali, etc) ma difficilmente sono collegabili a reazioni pruriginose diffuse a un'intero arto o a tutto il corpo. Con molta probabilità i due fenomeni potrebbero essere non collegati tra loro. Nel mio forum troverà un intera sezione dedicata al prurito, da cui noterà che le cause possono essere davvero tante (dalla semplice orticaria, all'eczema da contatto e a svariate dermatiti irritative o allergiche. Con una visita specialistica presso il dermatologo a Lei più vicino sarà possibile comprendere le cause di questo prurito così persistente e programmare una terapia adatta. Cordiali saluti e in bocca al lupo!


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244 PRURITO AI GENITALI: POTREBBE TRATTARSI DI PIATTOLE?

DOMANDA: Egr. Dottore, in estate sono stato in vacanza con gli amici ed ho dormito con uno di loro. Ho appena saputo che questo mio amico per motivi che non conosco ha preso le piattole qualche mese prima. È possibile che anch'io possa averle prese, visto che abbiamo dormito nello stesso letto? A volte ho un prurito nei genitali, ma non sono assidui. Le dirò forse che a volte mi vengono quando ci penso, ma c'è possibilità che escano oppure è solo una mia fobia? C'è un modo per accertarsi di non averle prese o magari c'è un modo per prevenirle. Le chiedo scusa per il disturbo e La ringrazio tanto nel caso mi possa dare una risposta.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: La ftiriasi (nota anche come pediculosi del pube o semplicemente piattole) è dovuta alla presenza del parassita phthirius pubis nelle aree pilifere del corpo e in particolare dei genitali. L'insetto adulto, si osserva generalmente con una lente, in quanto vive attaccato alla base del pelo ed è di colore brunastro. Oltre alla trasmissione sessuale, è possibile il contagio quando si condividono con le persone affette, biancheria intima, asciugamani o lenzuola. Il prurito è molto forte e generalmente costante, tale da indurre il paziente alla visita medica. Un prurito occasionale dei genitali, difficilmente viene attribuito ad un'infestazione parassitaria. Con una visita specialistica accurata presso il Suo dermatologo, sarà possibile giungere in pochi minuti alle cause del Suo prurito (es. eczema, lichen simplex, ftiriasi) e programmare di conseguenza una terapia mirata al problema.


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245 GLANDE ARROSSATO DA MOLTI ANNI: BALANITE ACUTA E CRONICA

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, sono 8 anni che soffro di balanite e 8 anni che cambio dottore con scarsi risultati. Le cure che mi danno sono a base di cortisone o a base di crema lenitiva senza fare nessuno esame specifico. Come posso risolvere questo problema che non mi fa vivere un rapporto sereno? La saluto aspettando una Sua risposta.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Le cause del problema da Lei descritto, possono essere davvero tante e la Sua descrizione, sebbene accurata, non permette di formulare un sospetto diagnostico attendibile, in quanto le manifestazioni descritte, possono essere comuni a diverse situazioni in dermatologia genitale (es: balanite eczematosa da contatto, balanite psoriasica, balanopostite irritativa da contatto, etc). Alcune forme di balanite (es. balanite da candida) hanno un decorso acuto e tendono alla risoluzione completa dopo qualche settimana dall'inizio della terapia. Esistono anche forme di balanite cronica (es. balanite psoriasica, balanite plasmacellulare di Zoon, balanopostite eczematosa, etc) che tendono a persistere per periodi molto più lunghi, spingendo spesso il paziente e il medico verso l'accanimento diagnostico e terapeutico. Con una visita di controllo presso il Dermatologo a Lei più vicino, si potrà giungere ad una diagnosi precisa e programmare eventualmente una terapia mirata al problema. Cordiali saluti e in bocca al lupo!


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246 ESCRESCENZE ZONA PUBE

DOMANDA: Egregio Dottore vorrei esporLe un problema che ho da qualche tempo. Sono un ragazzo di 26 anni e nella zona pubica al di sotto dei peli mi si sono formati già da qualche mese 2 piccole escrescenze di tessuto molle come se si trattasse di una sorta di nei ma rialzati e appiattiti (come 2 piccoli dischetti di 2 o 3 mm di diametro), di forma irregolare, colore marrone e molli. Ho tralasciato il problema pensando potesse essere solo un problema estetico e che quindi fosse trascurabile e dato che i peli coprono bene quella zona non ho pensato ancora di prendere una decisione. Ora però notando bene ho visto che vicino a queste, stanno comparendo altre 2 piccole escrescenze simili e credo che tra poche settimane raggiungeranno la forma delle altre 2. Devo preoccuparmi, di cosa si tratta (dato che non riesco a identificarli in qualche modo), c'è qualche farmaco che riesce a farle riassorbire oppure dovrei intervenire chirurgicamente? La ringrazio per la sua eventuale risposta.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Escrescenze di pelle dell'area pubica possono essere dovute a diverse situazioni sia fisiologiche (es. nevi verrucosi, fibromi penduli, etc) che patologiche (mollusco contagioso, condilomi acuminati, follicolite dell'area pubica, etc). Nel caso in cui le osserviamo aumentare nell'arco di poco tempo, l'ipotesi di condiloma o mollusco contagioso diventa man mano più plausibile. Prima di parlare di terapia dovremmo prima avere una diagnosi. La visita medica rappresenta il solo strumento diagnostico per un efficace trattamento terapeutico e i consigli forniti via email vanno intesi come generici suggerimenti di comportamento. La posta elettronica non sostituisce in nessun caso la visita medica. Con una visita di controllo presso il Dermatologo a Lei più vicino, si potrà giungere ad una diagnosi precisa e programmare eventualmente una terapia mirata al problema. Cordiali saluti e in bocca al lupo!


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247 NEO ARROSSATO CON PRURITO

DOMANDA: Salve Dott, ho prenotato una visita dermatologica per mia sorella affinché controlli alcuni nei che ha da tempo sulle gambe. Li aveva già controllati alcuni anni fa ed era tutto a posto. Ora però uno di questi nei si è un pò arrossato e le dà prurito. Io non sono un medico ma sono preoccupata. Il prurito è un sintomo tipico del melanoma? Quanto tempo si ha a disposizione per togliere un melanoma dal suo insorgere?

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Un neo che si modifica in poco tempo (es. forma, colore, bordi, dimensioni, sanguinamento, prurito, etc) deve essere valutato presso il proprio dermatologo. Nelle sedi di attrito (es. zona elastico del reggiseno, zona cintura dei pantaloni, regione della barba negli uomini, etc) facilmente un nevo rilevato sul piano cutaneo (es. nevo verrucoso) può infiammarsi e creare prurito. Spesso si tratta di un semplice fenomeno irritativo, che regredisce dopo pochi giorni dalla cura prescritta dal proprio dermatologo. In altri casi invece si può trattare realmente di un problema più importante (es. melanoma). Chiaramente prurito non è sinonimo solo di melanoma. La cosa migliore da fare è quella di rivolgersi al proprio dermatologo per una visita specialistica accurata. Al momento della visita tramite un esame di routine che si chiama dermatoscopia, sarà possibile stabilire se si tratta di una banale irritazione o se magari è preferibile asportare il nevo e fare un esame istologico. Parlare della tempistica del melanoma senza aver prima effettuato una visita specialistica ed avuto una diagnosi certa, risulta poco utile. Cordiali saluti e in bocca al lupo!


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248 ACNE CHE PEGGIORA NEL PERIODO MESTRUALE

DOMANDA: Buongiorno, ho 21 anni e soffro di acne, non in forma molto grave, ma a volte, soprattutto durante il periodo mestruale, si formano brufoloni abbastanza grandi. Sono appena stata in un centro per effettuare una terapia al laser sulle cicatrici di acne e mi hanno consigliato per l'acne attiva una terapia con degli acidi, una miscela di acido glicolico e altri 2 che non ricordo. Sembra che sia una miscela che in 4 sedute elimini totalmente il problema dell'acne attiva, così da poter effettuare le sedute laser. Il laser che mi hanno consigliato è il candela gentle YAG, ma leggendo qua e là su vari siti internet mi pare di aver capito che questo laser serve per epilazioni e ringiovanimento, nulla che tratti di cicatrici di acne. Inoltre sono molto scettica sul fatto che quegli acidi mi curerebbero totalmente in 15 giorni, visto che ho già effettuato un ciclo di solo acido glicolico di cui i risultati non erano visibili dopo solo 15 giorni! E non mi curarono completamente! Sono confusa e disperata perché sembra che ogni mio tentantivo di guarire sia sempre vano. La ringrazio anticipatamente.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: La laserterapia così come la maggior parte dei trattamenti estetici utilizzati per ottenere il miglioramento di eventuali esiti cicatriziali postacneici, viene effettuata in assenza di acne attiva in corso. Se al viso sono presenti papule e pustole infiammate, si tende a valutare più le cause di un'acne premestruale e persistente (es. ovaio policistico, iperprolattinemia, etc) piuttosto che limitarsi unicamente alle conseguenze estetiche del problema. Nonostante non vi siano preparati in grado di eliminare definitivamente e in soli 15 giorni un'acne (magari vi fossero), il dermatologo prima di un'eventuale laserterapia, suggerisce generalmente l'uso di prodotti mirati a ridurre l'infiammazione in atto (cosiddetta acne attiva). Infatti il laser sull'acne in corso (es. pustole, papule, etc) non ha alcun effetto, se non quello di creare altra infiammazione e peggiorare il problema. Per quanto riguarda invece eventuali esiti cicatriziali superficiali da acne pregressa, anche qui non è facile fare delle previsioni, senza una visita dermatologica accurata. Generalmente, i normali laser antiaging possono essere impiegati per lo skin resurfacing, ma rischi e benefici vanno valutati e spiegati dal dermatologo al momento della visita specialistica, perché essi possono variare da persona a persona e in base alle caratteristiche cliniche del problema. Vi sono casi in cui vale la pena effettuare qualche trattamento (es. laser ablativi, laser non ablativi, luce pulsata, peeling chimico, etc) e casi in cui eventuali trattamenti medico estetici non apporterebbero i benefici sperati. Consulti il Suo dermatologo o il dermatologo della struttura in cui ha deciso di effettuare il laser. Non vi sono terapie uguali per tutti e solo con la visita specialistica, si può stabilire se vale realmente la pena ricorrere al laser o a eventuali altri sistemi. Cordiali saluti.


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249 LE MALATTIE CUTANEE DA FREDDO SI CHIAMANO CRIOPATIE

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, sono una ragazza ed è più di un anno che mi si presentano delle macchie sulle gambe e sulla schiena; queste macchie iniziano come puntini rossi e poi si allargano, per finire in una bella macchia, sempre rossa e poi si cominciano a spellare, e poi la pelle torna normale; e poi ricomincia il tutto, indipendente dalla stagione. Questo è accompagnato anche da un altro fenomeno che mi si presenta solo nei mesi freddi, cioè ho sempre mani e piedi congelati e quando il freddo si fa più intenso mi si gonfiano alcune dita con dei bozzetti e mi fanno male. Secondo Lei i due fenomeni potrebbero essere collegati? Un saluto, spero in una Sua risposta.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Le cause del problema da Lei descritto, possono essere davvero tante e la Sua descrizione, sebbene accurata, non permette di formulare un sospetto diagnostico attendibile, in quanto le manifestazioni descritte, potrebbero essere comuni a diverse situazioni dermatologiche. Con una visita specialistica presso il Suo dermatologo sarà possibile giungere ad una diagnosi precisa (es: psoriasi, eczema, vasculite, etc) e programmare una terapia mirata al problema. Creme lenitive utilizzate senza conoscere la natura del problema, offrono benefici solo temporanei e limitati al momento dell'applicazione, senza tuttavia risolvere il problema alla base. La visita specialistica servirà anche a stabilire possibili collegamenti con il problema che Lei riferisce nei mesi freddi. Nell'eritema pernio, meglio noto come geloni, l'esposizione persistente al freddo provoca lesioni infiammatorie, non solo a mani e piedi, ma talora anche al naso e alle orecchie. Sono molte le situazioni dermatologiche che possono essere scatenate dal freddo e vengono raggruppate sotto il nome di criopatie (es. acrocianosi, livedo reticolare, sindrome di Raynaud, orticaria da freddo, alcune vasculiti, pannicolite da freddo, crioglobulinemie, lupus eritematoso, lupus pernio, connettiviti, etc). In base alla visita specialistica sarà possibile anche programmare un eventuale checkup mirato ad escludere eventuali criopatie associate (es. reumatest, dosaggio ANA, crioglobuline, complemento, etc). Cordiali saluti.


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250 PRURITO AL GLANDE DOPO RAPPORTO: QUALI POSSIBILI CAUSE

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, ho 37 anni ed io mio problema è che il giorno dopo il rapporto sessuale si manifestano macchioline rosse e prurito sul glande. Nei giorni successivi il glande è secco, come se non fosse oleato, potrebbe dirmi che tipo di problema ho? Grazie.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Le cause di irritazione dopo il rapporto possono essere davvero tante. Con una visita specialistica presso il Suo dermatologo venereologo sarà possibile giungere ad una diagnosi precisa (es: balanopostite irritativa da contatto, psoriasi genitale, eczema, balanopostite da candida, etc) e programmare una terapia mirata al problema. Al momento della visita è importante presentarsi al dermatologo, avendo avuto l'accortezza di non applicare cortisone o antimicotici sull'area interessata, nei 5-6 giorni che precedono la visita stessa. In questo modo, nel sospetto di un'eventuale infezione da Candida, il collega potrà decidere al momento della visita se iniziare direttamente con la terapia o procedere con un eventuale tampone. Cordiali saluti.


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251 IRSUTISMO E CREME CHE RITARDANO LA CRESCITA DEL PELO

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, sono una ragazza di 28 anni , soffro di irsutismo, volevo sapere se sono utili le creme che ritardano la crescita del pelo e se si quale consiglia. Grazie.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: L'irsutismo consiste nella trasformazione androgeno dipendente della peluria femminile (pelo vello) in pelo terminale. Le zone più spesso interessate, sono quelle che nel sesso maschile costituiscono i cosiddetti caratteri sessuali secondari (es. baffi, mento, basette, capezzoli, linea alba, petto, dorso, gambe, etc). Nella semplice ipertricosi costituzionale, la peluria abbondante non interessa le aree androgeno dipendenti, ma ha una distribuzione simile agli altri membri della famiglia. Per quanto riguarda l'irsutismo, prima di pensare al tipo di trattamento da effettuare (es. creme, compresse, luce pulsata, etc) bisognerebbe ricercare le possibili cause, attraverso una visita specialistica accurata ed eventuali esami di approfondimenti. Davanti ad un quadro di irsutismo, lo specialista al momento della visita richiede generalmente alcuni esami (es. dosaggio prolattina, FSH, LH, ACTH, DHEA, DHEA solfato, Δ4androstenedione, testosterone libero, 17-idrossi progesterone, SHBG, curva da carico glicemica, ecografia ovarica, etc). Esistono oggi delle creme dermatologiche in grado di ottenere lentamente nel tempo un ritardo della crescta del pelo, ma curare il problema dell'irsutismo, limitandosi semplicemente all'applicazione di creme, senza ricercare le cause, generalmente non offre grandi benefici. Esistono diverse cause di irsutismo (es. ovaio policistico, sindrome adrenogenitale, sindrome da resistenza all'insulina, etc), da approfondire con il proprio medico al momento della visita specialistica. In oltre il 90% dei casi l'irsutismo ha una causa ovarica, nei restanti casi le cause possono avere origine surrenalica o iatrogena (da farmaci). Esistono anche forme di irsutismo idiopatico, che insorgono senza una causa apparente. Spesso è utile l'approccio medico di tipo multidisciplnare (es. dermatologo, ginecologo, endocrinologo). Solo agendo sulle possibili cause interne, potrà ottenere benefici da cure locali. Ne parli con il Suo dermatologo alla prossima visita di controllo. Cordiali saluti.


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252 NEVIL: NEVO EPIDERMICO VERRUCOSO INFIAMMATORIO LINEARE

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, sono una signora di 40 anni che Le scrive per avere informazioni su un NEVIL ad una gamba che ho dall'età di 6 anni e per avere eventuali suggerimenti per una terapia.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Il NEVIL (nevo epidermico verrucoso infiammatorio lineare) è un amartoma caratterizzato da iperplasia delle normali componenti dell'epidermide, con papillomatosi, acantosi e ipercheratosi. Esso si presenta come rilievo lineare, di aspetto verrucoso e ruvido al tatto. In altri casi si può presentare con chiazze psoriasiformi, lichenoidi o simil eczematose. Il NEVIL (detto anche AEVIL in quanto vero e proprio amartoma epidermico) periodicamente va incontro ad infiammazione, eczema, prurito, desquamazione e talora persino a sovrinfezione. Nella sindrome dell'amartoma epidermico, il nevo verrucoso può associarsi ad altri fenomeni extracutanei (es. anomalie oculari, neurologiche, scheletriche, tiroidee, etc). Secondo i recenti studi di Altman e Mehregan, il NEVIL colpisce prevalentemente le donne (rapporto donne uomini 4:1) e si localizza prevalentemente alla metà sinistra del corpo. La visita dermatologica, consente generalmente di differenziare il NEVIL da altre patologie cutanee (es. nevo verrucoso semplice, psoriasi lineare, lichen verrucoso, lichen striato, etc) nell'ambito di un corretto inquadramento diagnostico e terapeutico. Con una visita specialistica accurata presso il Dermatologo a Lei più vicino, si potrà giungere ad una valutazione precisa e programmare eventualmente una terapia mirata al Suo problema. Cordiali saluti e in bocca al lupo!


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253 LABBRA GONFIE E PALPEBRE SCREPOLATE

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, sono una ragazza di 25 anni e Le scrivo perché da 10 anni convivo periodicamente con una forma di dermatite, definita atopica da contatto. Ultimamente si sono moltiplicati gli episodi di dermatite, localizzati specialmente sulle labbra. Gonfiore, prurito e secchezza sono le manifestazioni, lo stesso si verifica sulle palpebre. Questi fenomeni mi rendono inspiegabilmente nervosa e questo aggrava il prurito ulteriormente. Devo usare prodotti specifici? Sono cosretta infatti a non usare mai rossetti o lucidalabbra. La ringrazio per la sua cortesia. Cordiali saluti.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: L'eczema da contatto è un fenomeno molto frequente e fastidioso, che si presenta generalmente con prurito, edema (gonfiore) e secchezza eccessiva della cute. Alcune patologie come la dermatite atopica, possono predisporre a tale dermatite. In alcuni casi possono essere utili esami di approfindimento (es. patch test, dosaggio IgE totali, etc) per comprendere la reale natura allergica del problema e per poter programmare una prevenzione adeguata. La comparsa di eczema dopo aver indossato orecchini di bigiotteria, fa pensare generalmente ad un'allergia da contatto al nichel, così come la comparsa di eczema dopo un make up, fa pensare ad una dermatite da profumi, da parabeni o da conservanti. Le sostanze che possono creare tale fenomeno sono davvero tante e una visita specialistica accurata presso il Suo dermatologo, permetterà di identificarne le cause e di programmare una terapia mirata. La visita dermatologica è importante anche per differenziare l'eczema allergico da contatto, da patologie di natura diversa (es. dermatite irritativa da contatto, psoriasi palpebrale, angioedema, etc). Cordiali saluti.


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254 PIERCING, TATUAGGI E CHELOIDI

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, sono una ragazza con grossi problemi di cheloidi. Ogni taglio profondo, abrasione o intervento chirurgico trasforma le mie cicatrici in cheloidi. Sono anni ormai che ne sto curando uno sulla spalla, con iniezioni a base cortisonica e piano piano sta migliorando. Volevo semplicemente dirLe una cosa. Di professione faccio la piercer, inutile dire che oltre all'amore e alla passione che metto nel mio lavoro, seguo con scrupolosa attenzione tutto l'iter di pulizia e sterilizzazione che si dovrebbe mantenere, cercando di tutelare in primis il cliente e poi di conseguenza, quindi, anche me e i miei collaboratori. Chiaramente, sono anch'io ricoperta di piercing e non ho mai avuto nessun problema di cheloidi sulle parti forate, neanche con i tatuaggi. Leggevo sul Suo sito, che i cheloidi possono formarsi a causa di queste suddette pratiche. Vorrei farLe una precisazione, è praticamente impossibile che un piercing possa formare un cheloide, per tutta la metodologia di lavoro che c'è dietro a questi, mentre invece cheloidi e granulomi sono la norma quando si parla di buco con la pistola, e cosa ancora più dannosa, c'è un altissimo rischio di patologie, visto che la pistola non si può né smontare né pulire (macchinari che sono assolutamente banditi negli studi professionali, ma che vengono ancora usati nelle gioiellerie). Quindi, prima di demonizzare continuamente questo lavoro e chi lo pratica, perché invece non cercate di collaborare e di capire questi professionisti, in modo che tutti i clienti siano adeguatamente preparati e seguiti, indipendentemente dal fatto che i medici, in generale, sono contrari a priori al piercing e poi ce ne sono tanti che li fanno nel loro studio (quotidianamente entrano in studio da me persone che hanno forato l'ombelico o il naso dal loro dentista). Mi scusi del disturbo. Cordiali saluti.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Mi ha colpito molto la Sua descrizione tecnica decisamente accurata e professionale. Mi fa piacere poter discutere di un argomento tanto delicato come i cheloidi con un professionista del settore. Come avrà letto nel mio articolo, i cheloidi rappresentano una risposta abnorme della cute nei confronti di stimoli "normali". Alcuni tipi di pelle elaborano una risposta cicatriziale sproporzionata persino nei confronti di una banale puntura da insetto. Molte volte osserviamo un cheloide su un taglio cesareo, un piercing, un tatuaggio, senza che questi siano assolutamente in relazione alla professionalità dell'operatore. Il piercing è un arte e una professione meravigliosa ed il dermatologo è il primo a consigliare ai propri pazienti di rivolgersi a personale qualificato. Certamente non consiglieremo mai di fare un piercing presso il proprio dentista, così come non consiglieremo mai di praticare un'otturazione dentale presso un piercer o un tatuatore. Ognuno deve fare il proprio lavoro, con le proprie competenze in materia. I piercing non provocano cheloidi... semmai... una persona predisposta, potrebbe formare un cheloide in seguito ad un piercing, un intervento chirurgico o qualsiasi altro trauma anche banale e spontaneo (es. pelo incarnito, pustola acneica, etc). Persino nello stesso individuo, vi sono aree maggiormente predisposte ed aree che non formeranno mai un cheloide. I medici quindi non sono affatto contrari al piercing e al tatuaggio professionale, ma contro le metodiche di piercing fai da te o eseguite da personale improvvisato e non qualificato. Le invio i miei più cordiali saluti.


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255 MACCHIA MARRONE SUL GLANDE DOPO UN RAPPORTO

DOMANDA: Buongiorno, Le scrivo in quanto mi è appena comparsa una macchietta marroncina sul glande di piccole dimensioni e che non mi dà alcun fastidio. Ieri sera però, ho avuto un rapporto sessuale protetto, con una ragazza conosciuta da poco, in fase di penetrazione vaginale, mentre nei preliminari ci sono state delle effusioni e rapporti orali non protetti. Non ho ancora contattato il mio medico di famiglia né tanto meno il mio farmacista. Cosa posso fare e di cosa si potrebbe trattare? Può essere solo un capillare che si è rotto? Grazie.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: La comparsa di irritazione dopo un rapporto è un fenomeno molto frequente e tende generalmente alla risoluzione spontanea nel giro di qualche giorno. È poco probabile osservare una malattia a trasmissione sessuale poche ore dopo un rapporto. Tuttavia è importante comunicare al proprio medico la situazione, soprattutto nei casi di rapporti con persone sconosciute. Al momento della visita medica, in base ad una scrupolosa valutazione della manifestazione clinica in atto, il Suo medico, valuterà la possibilità di un eventuale screening di prevenzione per le malattie a trasmissione sessuale o consiglierà una visita specialistica in dermatologia e venereologia. Per quanto riguarda la rottura di capillari può essere una delle tante possibilità (es. balanopostite traumatica o irritativa) ma sarà sempre il Suo medico ad effettuare una diagnosi di certezza e a programmare eventualmente una terapia. Cordiali saluti e in bocca al lupo!


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256 PRURITO ALLE GAMBE SOPRATTUTTO DI NOTTE: PRURIGO?

DOMANDA: In estate le zanzare mi hanno ripetutamente punto le gambe, da più di due mesi soffro di un terribile prurito alle gambe e alle braccia, dove sono comparsi dei puntini rialzati con croste all'estremità. Il prurito è più forte dopo pranzo e di notte, il dermatologo mi ha diagnosticato sospetto prurigo e poiché stavo ancora allattando la mia bambina mi ha prescritto dei lavaggi con euclorina, una pasta all'acqua da applicare di sera e un antistaminico il tinset. Dopo un mese di cura il prurito non è passato. Ho smesso di allattare la bambina e dopo aver parlato con il mio medico curante sto assumendo mezza compressa di deltacortene da 25mg dopo colazione e una compressa di aerius da 5 mg di sera, il prurito però di notte c'è ancora. Le analisi del sangue sono ok tranne l'ALT (GPT), il cui valore è di 39. Mi consiglia di fare qualche altra analisi? Se è prurigo si può guarire?

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Egr. Signora, le possibili cause di prurito possono essere molteplici e la soluzione dovrebbe essere intrapresa con il proprio medico attraverso un checkup mirato. Molti possono essere gli esami utili in questi casi (es. dosaggio degli acidi biliari, dosaggio IgE totali, ricerca dell'helicobacter pylori, markers epatitici, esame parassitologico delle feci, anticorpi antigliadina deamidata, ormoni tiroidei, ecografia delle vie biliari, etc), ma senza la preziosa guida del Suo dermatologo si rischia di effettuare tantissimi esami inutili e magari di trascurare proprio quelli che potrebbero chiarire la natura del Suo problema. Già il fatto che inizia a rispondere alla terapia e che il prurito di giorno sia scomparso, sono un buon segno. Con le prossime visite specialistiche di controllo presso il Suo Dermatologo, si potrà giungere ad una diagnosi precisa e programmare una terapia mirata al problema. Molto dipenderà dalle manifestazioni cliniche presenti al momento della visita, dalla frequenza delle recidive, dal tipo di risposta alla terapia effettuata e dall'esito di eventuali altri approfondimenti diagnostici suggeriti dallo specialista. Mi dispiace non poterle essere utile online, ma consigliarLe una cura a distanza, senza avere idea della situazione in atto, sarebbe per Lei un'inutile perdita di tempo. Il termine prurigo, non seguito da altre specifiche, indica in maniera generica una dermatite pruriginosa escoriata, ma non ne chiarisce le cause. Sotto la guida del proprio medico, si arriva con esami specifici, alla conclusione diagnostica e a comprenderne le possibili cause. Si parla infatti di prurigo bollosa, prurigo nodulare di Hyde, prurigo simplex, prurigo cronica dell'adulto, prurigo gravidica, prurigo attinica, prurigo di Besnier, winter prurigo, prurigo attinica, prurigo pigmentosa, prurigo strophulus, etc... in un elenco enorme di nomi e sinonimi che a volte confondono ulteriormente le idee al paziente. Ne parli con il Suo medico sull'iter migliore da seguire data la situazione in atto. Cordiali saluti e in bocca al lupo!


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257 LINGUA NIGRA VILLOSA DOPO CHEMIOTERAPIA

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, dopo la chemioterapia e dopo aver fatto 35 radioterapie per un tumore alla base della lingua, sono stato colpito da micosi alla lingua "lingua villosa nigra". Attualmente sto curando questa malattia con spazzolamenti frequenti alla lingua ed il Triasporin che prendo 2 volte al giorno. Nonostante ciò il problema, iniziato circa 2 mesi, continua. Cosa devo fare? La ringrazio della Sua cortese risposta. Cordiali saluti.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: La lingua nigra villosa è caratterizzata da un allungamento brunastro delle estremità cheratinizzate delle papille filiformi della lingua. La lingua nigra villosa non è quindi considerata una micosi nel senso stretto, in quanto è dovuta alla proliferazione della normale flora microbica del cavo orale. In alcuni casi, l'irritazione cronica o l'assunzione di determinati farmaci (es. antibiotici, antisettici, chemioterapici, etc) possono favorirne la comparsa e talora si osserva dopo una chemioterapia con farmaci antimitotici. Gli antimicotici non offrono benefici significativi nella maggior parte dei casi. Esistono delle soluzioni galeniche suggerite dal dermatologo al momento della visita specialistica, da spazzolare quotidianamente per alcuni giorni, fino alla risoluzione del problema. Prima di parlare di terapia è però importante poter giungere prima ad una diagnosi precisa, attraverso una visita specialistica accurata presso il Suo dermatologo. Questo perché altre situazioni del cavo orale, potrebbero simulare una lingua villosa nigra. Con una visita specialistica accurata presso il Dermatologo a Lei più vicino, si potrà giungere ad una diagnosi precisa e programmare eventualmente una terapia mirata al problema. Mi dispiace non poterle essere utile online, ma consigliarLe una cura a distanza, senza avere idea della situazione in atto, sarebbe per Lei un'inutile perdita di tempo, considerato anche il problema importante che ha dovuto curare in quella zona. Contatti il Dermatologo a Lei più vicino per una visita accurata. Si raccomanda nel frattempo di evitare scelte terapeutiche e diagnosi basate unicamente su blog e forum, anche quando fornite da noi medici. Questi servizi di orientamento (compreso il mio) devono servire ad incoraggiare la visita medica e non a sostituirla. Cordiali saluti e in bocca al lupo!


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258 CAUSE DI DESQUAMAZIONE DEL GLANDE: NON SEMPRE SONO MALATTIE VENEREE

DOMANDA: Avrei una domanda da porLe riguardo ad un problema di pelle in una zona del corpo insolita. Da circa un paio di mesi, dopo rapporto sessuale con la mia ragazza, succede che in certi punti del pene la pelle si secca e diventa tipo una crosticina da togliere dopo qualche giorno, con un leggero fastidio. Fino ad ora non era mai successo. Sembra quasi che la pelle sia divenuta molto sensibile e sottile, in paticolare nella zona posteriore del pene. La ringrazio cordialmente della Sua collaborazione.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Non è facile poter esprimere un parere attendibile a distanza, basandosi solo su una descrizione e senza avere idea della situazione in atto. La desquamazione del glande può essere dovuta a diverse cause e non necessariamente a malattie veneree. La maggior parte delle balanopostiti irritative, gli eczemi genitali da contatto, la psoriasi genitale, la dermatite seborroica del glande e tantissimi altri quadri di balanite, possono presentarsi con una desquamazione ed un decorso simile a quello da Lei accuratamente descritto. Con una visita specialistica presso il Suo dermatologo venereologo (possibilmente con le manifestazioni cliniche in atto ed evitando di applicare farmaci nei giorni che precedono la visita), sarà possibile giungere ad una diagnosi precisa e programmare una terapia mirata al problema. Nel sito troverà un'intera sezione dedicata alla dermatologia genitale e alle malattie a trasmissione sessuale. Contatti il Dermatologo Venereologo a Lei più vicino per una visita specialistica accurata. Cordiali saluti e in bocca al lupo!


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259 IMPETIGINE CONTAGIOSA LOCALIZZATA ALLO SCROTO

DOMANDA: Sono una mamma di un bambino con impetigine localizzata allo scroto. Come mi devo comportare? Che tipo di prevenzione dovrei adottare?

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Egr. Signora, l'impetigine contagiosa è una malattie molto frequente in età pediatrica e fortunatamente risolvibile. Generalmente l'uso di un antibiotico specifico (locale e/o sistemico a seconda delle indicazioni del proprio dermatologo al momento della visita) e di un detergente a pH acido, consentono di bloccare le manifestazioni cliniche nel giro di pochi giorni. Se ci sono altri bambini in casa è preferibile per qualche settimana, evitare di utilizzare la stessa biancheria e di ricorrere magari ad asciugamani monouso o comunque personali. Generalmente l'infezione regredisce nel giro di pochi giorni dall'inizio della terapia. È importante però effettuare la visita di controllo presso il vostro dermatologo, per stabilirne l'effettiva guarigione. Cordiali saluti!


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260 MACCHIE, PRURITO E DOLORE AL VISO

DOMANDA: Egr. Dott. Del Sorbo, scrivo dalla provincia di Treviso ed ho 23 anni. Le spiego il mio problema. Da circa un anno mi compaiono ad intermittenza delle macchioline rosse appena sopra le labbra coinvolgendo tutto il contorno bocca. Ho notato un bruciore su di esse quasi fossero piccole ustioni. Mi sono accorto che le stesse macchioline sono presenti sul cuoio capelluto, quasi sottopelle, ma toccandole fanno dolore più che prurito. Aggiungo che di tanto in tanto compaiono sul collo e anche sul petto ma queste sono abbastanza isolate. Mi sono addirittura domandato se sia colpa della barba. L'anno scorso per completare il quadro, ho avuto una candida trasmessa dalla mia ragazza e curata bene con il diflucan. Per il resto potrei raccontarLe che soffro di reflussi gastrici notturni e mi è stata diagnosticata una gastrite cronica. Sono già stato da un dermatologo il quale mi ha prescritto Rozex emulsione solo per il contorno bocca ma con pochi effetti. Non riesco proprio a capire cosa siano queste fastidiose macchie e cosa le provochi. Grazie per l'aiuto.

IL DERMATOLOGO RISPONDE: Dalla Sua descrizione capisco che si tratta di un problema che va ormai avanti da tempo e che tende a regredire spontaneamente in determinati periodi, indipendentemente dal tipo di terapia effettuata. Le manifestazioni cliniche da Lei accuratamente descritte, possono essere però presenti in diverse situazioni dermatologiche (es. dermatite seborroica, psoriasi, eczema da contatto, rosacea, lupus, etc), mentre la candida generalmente non determina quadri così diffusi. Contatti il Suo dermatologo di zona per una visita di controllo. In base ai risultati ottenuti con la terapia effettuata finora, alle manifestazioni cliniche ancora in atto e ad eventuali esami di approfondimento (es. ricerca helicobacter pylori, dosaggio anticorpi antinucleo, etc) sarà possibile giungere ad una valutazione precisa del quadro clinico e programmare una terapia mirata. Cordiali saluti e in bocca al lupo!


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